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Mediazione ed interposizione nella disciplina dei rapporti di lavoro dopo il d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276

Analizza gli effetti dell'applicazione della legge Biagi sul mercato del lavoro, soprattutto riguardo ai fenomeni dell'interposizione e della mediazione nei rapporti di lavoro: rispetto alla interposizione, si ripercorre l'evoluzione del fenomeno interpositorio nel nostro ordinamento, dal generale divieto di interposizione ex l. 1369/1960, passando attraverso il "varco nel muro del divieto", introdotto dal lavoro temporaneo (l. 196/1997), fino a giungere al completo abbattimento del divieto di interposizione, operato dal decreto attuativo della legge Biagi (d.lgs. 276/2003), analizzando gli approdi attuali di tale evoluzione. Rispetto alla mediazione, allo stesso modo, si ripercorre l'evoluzione di tale fenomeno, attraverso l'abrogazione del monopolio pubblico del collocamento, fino a giungere all'attuazione della liberalizzazione del mercato del lavoro attraverso l'introduzione delle Agenzie per il lavoro e della Borsa Continua Nazionale per il lavoro operata dalla legge Biagi.

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MEDIAZIONE ED INTERPOSIZIONE NELLA DISCIPLINA DEI RAPPORTI DI LAVORO DOPO IL D.LGS. 10 SETTEMBRE 2003, N. 276 6 INTRODUZIONE Il diritto del lavoro ha subito, negli ultimi trent’anni, profonde, anche se talora contrastanti, modificazioni. Prima con lo Statuto dei Lavoratori del 1970, ma ancor più con la legge 533 del 1973 di riforma del processo del lavoro, la materia della tutela dei diritti dei lavoratori ha trovato una rapida ed efficace regolamentazione. Successivamente, con il mutare delle esigenze del mercato, si assiste all’inizio della c.d. deregulation – in particolare con il Protocollo Scotti del gennaio 1982 –, caratterizzata da una progressiva flessibilizzazione del rapporto di lavoro. Con l’internazionalizzazione dei mercati, nasce l’esigenza da parte delle imprese di un rapido adattamento delle loro dimensioni occupazionali all’entità della domanda di lavoro, il che determina un fabbisogno oscillante di manodopera, il quale incentiva il datore di lavoro all’instaurazione di rapporti di lavoro temporanei, ovvero di rapporti a tempo indeterminato o, ancora, a ridurre l’orario di lavoro e la retribuzione 1 . La forza lavoro è, tuttavia, il fattore produttivo meno adatto ad essere impiegato in maniera flessibile, in quanto il suo utilizzo deve 1 SANTORO PASSARELLI G., Misure contro la disoccupazione e tutela del lavoro, in «Dir. Lav.» 1995, I, 342 e G. SANTORO-PASSARELLI (a cura di) Flessibilità e diritto del lavoro, I, Torino, 1996, I.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco D'amora Contatta »

Composta da 335 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.