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L'etichetta come vantaggio competitivo per le imprese alimentari

Nell’attuale contesto economico – sociale, si manifesta come una questione di primaria importanza, all'interno delle varie filiere alimentari, l’effettiva rintracciabilità dei prodotti. In un sistema economico che vede, nella sua generalità, le aziende sfidarsi in una competizione fondata principalmente sulla soddisfazione del cliente-consumatore, la rintracciabilità è diventata da tempo uno strumento indispensabile per guadagnare il consenso del mercato.
Lo scopo della rintracciabilità, come è stato ben specificato dal Libro Bianco sulla sicurezza alimentare, dalla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e dalla norma UNI 10939:2001, è quello di conoscere il percorso seguito dal prodotto e l'identità degli attori che hanno contribuito alla sua formazione.
La disciplina dell’etichettatura dei prodotti alimentari si inserisce in tale contesto, in cui è realmente possibile la libera circolazione dei prodotti tra i vari Stati membri.
Bisogna individuare e consumare la frutta e la verdura di stagione, perché esiste un profondo legame tra i prodotti e le condizioni climatiche; bisogna evitare la frenesia dell’esotico.
In diversi centri di confezionamento è, ormai, diventata consuetudine arricchire le etichette di informazioni, proponendo, sui sacchetti da 1 kg, uno spazio con una descrizione merceologica del prodotto.
Le etichette nei negozi sono poche e, molto spesso imprecise, ma nei grossi supermercati le indicazioni sono precise. In buona approssimazione ciò accade in quanto i prodotti provengono da centri specializzati nel confezionamento che, il più delle volte, rispettano le regole.
Le diciture sono molte e devono comparire sia sulle cassette sia sulle confezioni di frutta e verdura poste nei vassoi di polistirolo, nelle vaschette, nei sacchetti a rete, etc.
Nella vendita al dettaglio le informazioni da riportare sul cartellino si riducono a quattro: origine, varietà, categoria e calibro (e ovviamente il prezzo). Questa regola vale anche per i prodotti sfusi, esposti nei banchi frigorifero dei supermercati o dentro le ceste o in semplici contenitori ben in vista.
Qui, di seguito, si cercherà d’esporre quale è stata l’evoluzione della normativa a riguardo, ma soprattutto, come l’etichetta, realizzata secondo tutti i criteri, possa divenire, da vincolo imposto dalla normativa, un vantaggio competitivo per l’azienda nei confronti del consumatore.
Profondi sono i mutamenti in atto con riferimento alla domanda di prodotti alimentari. I consumatori sono molto più attenti, informati e disponibili a pagare per prodotti alimentari più coerenti con le loro preferenze. Il nuovo consumatore è, inoltre, più selettivo e percepisce più chiaramente la relazione tra le caratteristiche dei prodotti alimentari e la sua salute.
Tale evoluzione comporta notevoli implicazioni per i contenuti dei prodotti alimentari, la definizione delle loro caratteristiche organolettiche e gli ingredienti usati. I consumi alimentari tendono ad essere influenzati anche dalla diffusione della sensibilità e preoccupazione per l’ambiente.
L’etichettatura deve contenere informazioni e qualità specifiche previste dalla legge. Il filo conduttore è sempre costituito dalla chiarezza del messaggio che l’etichetta riporta; deve essere realizzata in modo da non indurre i consumatori in errori nutrizionali, deve evitare richiami a raccomandazioni o attestazioni di tipo medico.
Qualità e informazioni sono indissociabili, poiché il successo di ogni politica di qualità si basa anzitutto sulla conoscenza, da parte della clientela delle caratteristiche dei diversi prodotti.
L’etichetta, in quanto segno e sintesi di esperienza, partecipa a questo processo di miglioramento dell’informazione disponibile, intrattenendo rapporti dialettici con la politica di qualità in quanto ne costituisce, al tempo stesso, una delle componenti e uno dei simboli.
L’etichetta è così un capitale intangibile per l’azienda, che deve essere mantenuto e valorizzato.
La legge finora esistente non fa alcun cenno alla data di confezionamento o di produzione, mentre sarebbe auspicabile rendere obbligatoria anche questa indicazione sull’etichetta, specie per i prodotti facilmente deperibili, per un’esatta definizione della data di scadenza.
L’etichettatura nutrizionale costituisce un validissimo strumento informativo e di tutela della salute del consumatore: questa infatti consente di scegliere i prodotti alimentari anche in base alla loro composizione, permettendogli così di seguire una dieta equilibrata, assai spesso sinonimo di salute. Tutto questo alla condizione che il consumatore riesce a trarre il massimo vantaggio dalle informazioni riportate sull’etichetta nutrizionale.

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Estratto della tesi Nell’attuale contesto economico – sociale, si manifesta come una questione di primaria importanza, all'interno delle varie filiere alimentari, l’effettiva rintracciabilità dei prodotti. In un sistema economico che vede, nella sua generalità, le aziende sfidarsi in una competizione fondata principalmente sulla soddisfazione del cliente-consumatore, la rintracciabilità è diventata da tempo uno strumento indispensabile per guadagnare il consenso del mercato. I casi delle industrie farmaceutiche e di quelle automobilistiche, che riescono a ritirare dal mercato i prodotti difettosi con estrema celerità e precisione, sono solo la punta più avanzata nell'utilizzo di queste nuove strategie competitive che sono divenute fattibili grazie all'avvento delle moderne tecnologie dell'informazione. Le imprese del settore alimentare hanno cominciato da qualche anno a sfruttare in modo sistematico le tecnologie informatiche e a porre in essere sistemi di rintracciabilità. L'allarme suscitato dalla vicenda della B.S.E.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Manageriali

Autore: Francesco Sancineto Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.