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Quasi come Gian dei Brughi. Valore pegagogico e funzione della lettura ad alta voce nella scuola elementare

La lettura ad alta voce (LAV) è un’attività piacevole sia per i bambini che ascoltano, sia per l’adulto che oralizza una storia ed è utile per avvicinare il bambino alla lettura. Posta in questi termini, più che una tesi è un assioma (non mi è mai capitato di incontrare alunni cui non piacesse ascoltare storie, come penso possano testimoniare tutti i maestri). Purtroppo molti insegnanti leggono ad alta voce ai loro alunni senza avere coscienza della forza pedagogica di questo semplice strumento, limitandosi ad una frequentazione episodica.
Questo lavoro si pone essenzialmente due obiettivi: in primo luogo definire che cos’è la lettura ad alta voce e indagare quali resistenze hanno finora impedito a questo tipo di lettura di diventare uno strumento strategicamente importante nella pratica didattico-educativa quotidiana della scuola elementare italiana, nonché individuare i motivi che fanno della lettura oralizzata un mezzo privilegiato per sviluppare e sostenere il desiderio di lettura nei bambini; in seconda battuta analizzare un progetto specifico di lettura ad alta voce e verificarne i risultati.
Con questa tesi si pensa di aver contribuito, sia pur in modo empirico, a dimostrare che se si vuole sperare che il seme del buon lettore attecchisca è auspicabile rovesciare l’impostazione seguita fino ad ora dalla scuola: non si diventa automaticamente amanti dei libri solo perché si padroneggiano perfettamente gli strumenti della lettoscrittura (come conferma la persistenza di uno zoccolo duro di non-lettori nei Paesi avanzati, che risulta alquanto difficile scalfire), ma è possibile diventare buoni lettori se precocemente si è vissuta un’esperienza di innamoramento dell’oggetto-libro.
Questa esperienza positiva, quasi imprinting culturale, può passare attraverso l’incantamento dato dall’ascolto di storie lette ad alta voce. Naturalmente anche in questo caso non ci sono automatismi, ma è una possibilità lasciata alla libera scelta del soggetto, che potrebbe essere spinto a desiderare di leggere per riprodurre il piacere provato durante l’ascolto, fino ad arrivare autonomamente alla scoperta del profondo piacere emotivo che può dare la lettura individuale: “Il primo vero piacere della lettura d’un vero libro lo provai abbastanza tardi: avevo già dodici o tredici anni, e fu con Kipling, il primo e (soprattutto) il secondo libro della Giungla. Non ricordo se ci arrivai attraverso una biblioteca scolastica o perché lo ebbi in regalo. Da allora in poi avevo qualcosa da cercare nei libri: vedere se si ripeteva quel piacere della lettura provato con Kipling” (Italo Calvino).

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1 Introduzione Le cose meglio nascoste sono proprio quelle che abbiamo sotto il naso. Partendo da questa semplice osservazione Edgar Allan Poe ha scritto il famoso racconto La lettera rubata, che narra di come un documento di vitale importanza per l’onore di un primario esponente del governo francese sia stato sottratto da un suo nemico politico e di come risulti impossibile recuperare la missiva, pur conoscendo l’identità del “ladro”, perché introvabile nella sua abitazione (che è stata più volte passata al setaccio da emissari del derubato, nelle vesti di soliti ignoti ). Alla fine del racconto si scopre che la lettera -recuperata con un espediente dall’abile detective incaricato del caso- era “nascosta”… in bella vista nel portacorrispondenza e nessuno aveva pensato di guardare in un posto così in mostra. Quando si è cominciato a lavorare a questa tesi, non so bene per quale contorta associazione d’idee, mi è venuto da pensare che sovente accade lo stesso con alcune risorse che ogni docente potrebbe facilmente usare nella prassi scolastica quotidiana ma che pur essendo -diciamo così- in bella vista, nessuno nota. Qui mi riferisco esplicitamente alla lettura ad alta voce, che è uno strumento nella sua semplicità d’uso estremamente potente e privo di controindicazioni, facilmente utilizzabile da ogni insegnante, eppure di cui ci si giova assai poco. La lettura oralizzata dell’insegnante è probabilmente la modalità del leggere meno utilizzata a scuola o comunque praticata senza avere coscienza delle sue potenzialità, inconsapevolmente, al più relegata a riempitivo se ci si trova con una manciata di minuti che non si sa come occupare. Una risorsa nascosta, per l’appunto.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gianni Trezzi Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8276 click dal 25/05/2004.

 

Consultata integralmente 51 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.