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La Biennale di Dakar

Informazioni tesi

  Autore: Maria Iolanda Pensa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Luciano Caramel
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 252

L’oggetto di questo studio è la Biennale di Dakar, che dal 7 maggio al 7 giugno 2004 ha presentato la sua sesta edizione. Dak’Art – come è chiamata la manifestazione dal 1996 – è nata grazie all’impegno del governo senegalese ed è il principale appuntamento mondiale d’arte contemporanea africana; la sua fama è estremamente cresciuta negli ultimi anni, insieme all’interesse internazionale verso la produzione di artisti provenienti da paesi “non occidentali”.

La tesi analizza:
1. Dak'Art e l'arte contemporanea africana (il mondo dell'arte contemporanea africana, la critica d'arte africana e gli artisti contemporanei africani);
2. Il contesto senegalese della Biennale di Dakar (l'epoca della presidenza Senghor, Diouf e Wade);
3. Le diverse edizioni della Biennale di Dakar (dal 1992 al 2002).

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Introduzione V Introduzione L’oggetto di questo studio è la Biennale di Dakar, che dal 7 maggio al 7 giugno 2004 presenterà la sua sesta edizione. Dak’Art – come è chiamata la manifestazione dal 1996 – è nata grazie all’impegno del governo senegalese ed è il principale appuntamento mondiale d’arte contemporanea africana; la sua fama è estremamente cresciuta negli ultimi anni, insieme all’interesse internazionale verso la produzione di artisti provenienti da paesi “non occidentali”. Storia della ricerca Nel 1998 mi lasciai incuriosire da una breve recensione sulla terza Biennale di Dakar presentata dalla rivista “Africa”. In Italia cinque anni fa di arte contemporanea africana quasi non si parlava ed io non ero certo un’appassionata africanista: avevo studiato l’arabo, avevo fatto viaggi nel Vicino Oriente e desideravo avere un buon motivo per andare in Africa. Dak’Art fu la ragione per organizzare un sopralluogo. Il mio primo soggiorno in Senegal durò un mese, durante il quale feci ricerche bibliografiche, organizzai qualche intervista e cercai documenti. La Biennale di Dakar si rivelò un soggetto di studio molto più interessante e molto più ricco di quanto non avessi immaginato: aveva già avuto tre edizioni, aveva presentato numerosi artisti, era stata presieduta nell’ultima edizione dal critico italiano Achille Bonito Oliva, era legata a moltissime istituzioni internazionali ed era un ottimo punto di osservazione per studiare l’arte contemporanea africana. Al rientro proposi la Biennale di Dakar come argomento di tesi al professor Caramel, che – oltre alla sua autorizzazione – mi diede un sostanzioso ed incoraggiante mucchio di lettere di presentazione in inglese, francese e italiano. Nel 1999 trascorsi sei mesi in Gran Bretagna svolgendo il servizio di volontariato internazionale della Comunità europea; lavorai in un progetto di assistenza sociale e allo stesso tempo cominciai le mie ricerche sull’arte contemporanea africana nella fornitissima biblioteca universitaria di Cambridge e a Londra. Il servizio di volontariato internazionale mi offrì la possibilità di richiedere il finanziamento europeo individuale “Future Capital”, che ricevetti per svolgere ricerche sull’arte

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Parole chiave

africa
arte contemporanea
arte contemporanea africana
arti visive
biennali
cultura
dakar
manifestazione
senegal

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