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La Biennale di Dakar

L’oggetto di questo studio è la Biennale di Dakar, che dal 7 maggio al 7 giugno 2004 ha presentato la sua sesta edizione. Dak’Art – come è chiamata la manifestazione dal 1996 – è nata grazie all’impegno del governo senegalese ed è il principale appuntamento mondiale d’arte contemporanea africana; la sua fama è estremamente cresciuta negli ultimi anni, insieme all’interesse internazionale verso la produzione di artisti provenienti da paesi “non occidentali”.

La tesi analizza:
1. Dak'Art e l'arte contemporanea africana (il mondo dell'arte contemporanea africana, la critica d'arte africana e gli artisti contemporanei africani);
2. Il contesto senegalese della Biennale di Dakar (l'epoca della presidenza Senghor, Diouf e Wade);
3. Le diverse edizioni della Biennale di Dakar (dal 1992 al 2002).

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Introduzione V Introduzione L’oggetto di questo studio è la Biennale di Dakar, che dal 7 maggio al 7 giugno 2004 presenterà la sua sesta edizione. Dak’Art – come è chiamata la manifestazione dal 1996 – è nata grazie all’impegno del governo senegalese ed è il principale appuntamento mondiale d’arte contemporanea africana; la sua fama è estremamente cresciuta negli ultimi anni, insieme all’interesse internazionale verso la produzione di artisti provenienti da paesi “non occidentali”. Storia della ricerca Nel 1998 mi lasciai incuriosire da una breve recensione sulla terza Biennale di Dakar presentata dalla rivista “Africa”. In Italia cinque anni fa di arte contemporanea africana quasi non si parlava ed io non ero certo un’appassionata africanista: avevo studiato l’arabo, avevo fatto viaggi nel Vicino Oriente e desideravo avere un buon motivo per andare in Africa. Dak’Art fu la ragione per organizzare un sopralluogo. Il mio primo soggiorno in Senegal durò un mese, durante il quale feci ricerche bibliografiche, organizzai qualche intervista e cercai documenti. La Biennale di Dakar si rivelò un soggetto di studio molto più interessante e molto più ricco di quanto non avessi immaginato: aveva già avuto tre edizioni, aveva presentato numerosi artisti, era stata presieduta nell’ultima edizione dal critico italiano Achille Bonito Oliva, era legata a moltissime istituzioni internazionali ed era un ottimo punto di osservazione per studiare l’arte contemporanea africana. Al rientro proposi la Biennale di Dakar come argomento di tesi al professor Caramel, che – oltre alla sua autorizzazione – mi diede un sostanzioso ed incoraggiante mucchio di lettere di presentazione in inglese, francese e italiano. Nel 1999 trascorsi sei mesi in Gran Bretagna svolgendo il servizio di volontariato internazionale della Comunità europea; lavorai in un progetto di assistenza sociale e allo stesso tempo cominciai le mie ricerche sull’arte contemporanea africana nella fornitissima biblioteca universitaria di Cambridge e a Londra. Il servizio di volontariato internazionale mi offrì la possibilità di richiedere il finanziamento europeo individuale “Future Capital”, che ricevetti per svolgere ricerche sull’arte

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Iolanda Pensa Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3085 click dal 11/06/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.