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Il potere consultivo e di segnalazione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

In questa tesi ho voluto esplorare il difficile equilibrio tra obiettivi concorrenziali ed obiettivi settoriali e/o redistributivi che spesso si devono avvalere di misure evidentemente discriminatorie.
Nel tentativo di sviluppare questo punto ho articolato l’analisi sia sul piano istituzionale, identificando i soggetti coinvolti e le competenze ad essi assegnate dalla legislazione in essere, sia sul piano operativo gestionale, analizzando l’attività di tali soggetti su determinate fattispecie.
Nel mio studio ho innanzitutto fatto un sintetico accenno sulla concorrenza, tentando di chiarire le motivazioni per cui lo Stato deve garantire delle situazioni concorrenziali. Successivamente ho sottolineato le competenze dei soggetti istituzionali, rispettivamente a livello nazionale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e a livello comunitario la Commissione Europea. In modo particolare ho voluto analizzare i poteri di segnalazione e consultivi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e i suoi rapporti con il Parlamento e con il Governo.
Senza dubbio la parte più interessante del mio lavoro è l'analisi di due casi a mio avviso particolarmente esplicativi: il primo è la segnalazione sulla legge nazionale che regolamenta le quote latte, il secondo è quella sul Decreto Ministeriale in materia di proroghe delle concessioni autostradali.

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INTRODUZIONE IV INTRODUZIONE Il 1990 è stato un anno di grandi innovazioni per la politica della concorrenza: con la legge 287 infatti si è dato vita all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nota anche come Autorità Antitrust. L’azione dello Stato presenta una notevole ambivalenza nei confronti della concorrenza: da un lato si crea, come appena ricordato, un’autorità indipendente avente il compito di tutelarla, dall’altro si mantengono o approvano innumerevoli disposizioni restrittive della concorrenza e distorsive del mercato. E’ evidente d’altra parte il trade-off tra la politica della concorrenza e molte politiche economiche, in modo particolare quelle settoriali e discriminatorie, ovvero quelle che per definizione favoriscono le posizioni concorrenziali di determinati soggetti a scapito di altri. In questa tesi si è voluto esplorare proprio il difficile equilibrio tra obiettivi concorrenziali ed obiettivi settoriali e/o redistributivi che spesso si devono avvalere di misure evidentemente discriminatorie. Nel tentativo di sviluppare questo punto abbiamo articolato l’analisi sia sul piano istituzionale, identificando i soggetti coinvolti e le competenze ad essi assegnate dalla legislazione in essere, sia sul piano operativo gestionale, analizzando l’attività di tali soggetti su determinate fattispecie.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Dari Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2788 click dal 14/06/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.