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''I significati del Calcio''. Sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina.

Questo studio sui “Significati del Calcio” viene strutturato in tre parti fondamentali. La prima prende l’avvio dall’analisi del significato sociale dello sport, ossia la metamorfosi che ha progressivamente trasformato molti dei giochi popolari del passato in attività sportive praticate in larga misura da atleti professionisti, a beneficio di una platea di spettatori. Si passa poi allo studio di eventi collettivi, riconducibili allo sport, e rapportabili a particolari forme di partecipazione ed aggregazione, e rappresentativi di specifiche identità di gruppo. Il passaggio da rappresentazione giocosa a manifestazione sportiva ha dato luogo soprattutto a quello che Elias e Dunning chiamano processo di civilizzazione dello sport, ossia l’ingresso delle “buone maniere” anche nei campi di calcio. Ciò però ha portato ad un’ennesima contraddizione della società moderna, che, da un lato, stimola gli spettatori di un incontro sportivo a cercare le piacevoli sensazioni dell’eccitazione (quindi anche forme di tensione in compagnia di altri) e, dall’altro, contemporaneamente, intima dei controlli di ordine psicologico ed istituzionale, che disciplinino lo sfogo emozionale. Questo ha dunque portato a forme di sport meno violente che in passato, ma ha anche trasferito la violenza dal campo di gioco a ciò che sta attorno ad esso, ossia sugli spalti e nei dintorni di uno stadio.
Ed è proprio sull’argomento “violenza degli spettatori” che ci si sofferma, sui caratteri peculiari di queste forme di aggressività e sulla loro intensità.
Non si cercano in questo studio, si badi bene, soluzioni al problema, anche se a ciò si fa cenno, ma si cerca in qualche modo di fare intendere qual’è la reale portata del problema e soprattutto di cogliere il senso fondamentale delle manifestazioni ludiche moderne, ossia il puro, sano e semplice senso del piacere. Molti sono i riferimenti, e non poteva essere altrimenti, alla sociologia generale: le note interpretazioni sociologiche di Durkheim, oltre quelle più funzionali di Elias e Dunning, sui tipi di società che tendono a razionalizzare maggiormente la violenza. Si è utilizzata la teoria di Weber, sui tipi di violenza, “affettiva” o “razionale”, sempre per far luce sulla dicotomia, esistente al giorno d’oggi, delle forme di violenza. Si è preso spunto, dal lavoro di Weber sull’Etica Protestante e lo spirito del capitalismo, per completare il discorso di Bromberger sulle analogie tra le forme rituali di un incontro di calcio ed i rituali della religione cristiana, ma soprattutto per scoprire il senso di questa analogia comportamentale, riconducibile al vuoto lasciato dalla secolarizzazione. Viene poi affrontato anche il fenomeno della partecipazione femminile agli eventi calcistici, e di come esse entrano a far parte di un mondo tradizionalmente fraquentato da uomini, e legato ai valori della mascolinità. La 2^ parte dello studio sviluppa una riflessione a sfondo storico del calcio e del tifo calcistico in Italia, con particolare riferimento a quella degli ultrà, dal punto di vista sociale. Nella parte finale dell’VIII° capitolo vengono, soprattutto, presi in considerazione gli interessi che si riversano sul mondo del calcio da parte delle moderne classi dirigenti della politica e della finanza. Il calcio è diventato ormai una industria che mercifica tutto, comprese passioni e tempo libero; che ci rende allo stesso tempo produttori di rendita economica per pochi, e consumatori di un prodotto via via sempre più privo del suo contenuto principale, il senso del piacere.
Se la prima parte si analizza la fruizione diretta di un partita di calcio, nel X° capitolo si analizza la partecipazione indiretta a questo spettacolo, sia come si può vivere un evento agonistico senza esserne protagonista, vivendolo cioè attraverso il televisore o attraverso le cronache dei giornali.
Lo spettacolo del calcio e l’evento della partita diviene oggi sempre più “calcio-spettacolo” per fruitori passivi ed isolati nel chiuso di una stanza privata, mentre lo stadio (luogo pubblico per eccellenza come la piazza) diviene luogo di aggregazione sempre più marginale. Nell’appendice a questo capitolo riportiamo i risultati di una ricerca empirica sulla quantità di ore dedicate al calcio ed allo sport erogata dalle TV nazionali, e sul numero di pagine dedicate al calcio e allo sport dai maggiori quotidiani nazionali, per poterne cogliere l’importanza attraverso quelli che sono oggi i principali mezzi di comunicazione e di controllo collettivo.
La terza ed ultima parte riguarda la vera e propria sezione empirica dello studio. Questa inizia con una breve storia della squadra locale, il Cosenza Calcio, continua con una altrettanta breve analisi delle componenti del tifo organizzato locale e termina con l’indagine empirica sui clubs organizzati nel contesto cosentino.
Il XIII° e ultimo capitolo analizza i modi di comportamento dei tifosi, più moderati aderenti a clubs, e dei quali generalmente non si parla.

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1 INTRODUZIONE Questo studio sui “Significati del Calcio”, e sui rapporti tra sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina, è strutturato in tre parti fondamentali, racchiudenti XIII capitoli. La prima parte, di sette capitoli, prende l’avvio dall’analisi del significato sociale del- lo sport, in particolare ripercorre quel particolare processo che ha portato alla “sporti- vizzazione” dei giochi, ossia quella metamorfosi che ha progressivamente trasformato molti dei giochi popolari del passato in attività sportive praticate in larga misura da atleti professionisti, a beneficio di una platea più o meno numerosa di spettatori. Pas- siamo poi allo studio di eventi collettivi, quali appunto quelli riconducibili allo sport, e rapportabili a particolari forme di partecipazione ed aggregazione, e rappresentativi di specifiche identità di gruppo. Il passaggio da rappresentazione giocosa a manifestazione sportiva ha dato luogo so- prattutto a quello che Elias e Dunning chiamano processo di civilizzazione dello sport, ossia l’ingresso delle “buone maniere” anche nei campi di calcio, e nei campi dove si pratica lo sport in genere.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Davide Franceschiello Contatta »

Composta da 326 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 17411 click dal 28/06/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.