Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici

Abstract
Ogni popolo ha un suo modello alimentare che dipende da diversi fattori: tradizione, ricchezze dell'ambiente naturale, disponibilità economiche; ma il motivo per cui un tipo di dieta si conserva nel tempo, nonostante il progresso e le mutevoli situazioni, deriva dal fatto che ha caratteristiche peculiari che la rendono non solo accettabile ma tale da garantire un buono stato di salute. Questo è il caso della "dieta mediterranea" che, sottoposta spesso ad un giudizio negativo, oggi sembra ancora una volta rivalutata [1].
Non esiste un unico modello mediterraneo, poiché a seconda della storia, della cultura e delle tradizioni di un popolo ci sono delle varianti.
La Sardegna è una regione che ha saputo difendere ed esaltare le proprie tradizioni alimentari. L'asprezza dell'ambiente naturale e la condizione di isola hanno permesso di conservare e di tramandare nel tempo l’uso delle pietanze più tipiche.
L’efficacia del modello alimentare sardo già da diversi anni viene sperimentato dal gruppo di ricerca del Dott. Manai, primario di diabetologia del P.O. San Giovanni di Dio.
In particolare si studiano gli effetti su soggetti affetti da una patologia diffusa in Sardegna: il diabete.
Già da diversi anni per alcune patologie metaboliche e degenerative vengono “chiamati in causa” i radicali liberi.
In base ai dati riportati in letteratura, che consentono di ipotizzare un eventuale intervento dietetico nella prevenzione dei danni da radicali liberi, abbiamo voluto verificare, nell’arco di sei mesi, quali potevano essere gli effetti di un regime alimentare a carattere sardo-mediterraneo su alcuni parametri ematici, considerati indici di protezione radicalica quali il Selenio e la Glutation-perossidasi.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Ogni popolo ha un suo modello alimentare che dipende da diversi fattori: tradizione, ricchezze dell'ambiente naturale, disponibilità economiche; ma il motivo per cui un tipo di dieta si conserva nel tempo, nonostante il progresso e le mutevoli situazioni, deriva dal fatto che ha caratteristiche peculiari che la rendono non solo accettabile ma tale da garantire un buono stato di salute. Questo è il caso della "dieta mediterranea" che, sottoposta spesso ad un giudizio negativo, oggi sembra ancora una volta rivalutata [1]. Già negli anni '50 due studiosi Ancel Keys, nutrizionista americano dell'Università di Minneapolis [9], e Flaminio Fidanza, italiano, iniziarono le prime rilevazioni sulle abitudini alimentari dei paesi dell'area mediterranea (Seven Countries Study) ed in particolare dell'Italia meridionale. Con questa prima ricerca ebbero modo di constatare ed apprezzare l'efficacia della dieta mediterranea. Lo stimolo che spinse gli autori ad approfondire questo tipo di ricerca furono i valori ottenuti dei livelli di colesterolo ematico, che risultavano estremamente modesti tra gli abitanti di Creta, così come nelle popolazioni dell'Italia meridionale. Si osservò, in particolare, una bassa incidenza delle cosiddette "malattie del benessere" (aterosclerosi, ipertensione, diabete, etc.) [1]. La dieta mediterranea è la dieta consumata da tutti i popoli che si affacciano sul bacino del mediterraneo, quindi delle coste italiane, spagnole, portoghesi, francesi, balcaniche, greche e arabe. Logicamente non si può parlare di un'unica dieta mediterranea perché bisogna tener conto dei fattori ambientali e culturali dei diversi Paesi. Gli alimenti base sono sempre gli stessi, ciò che cambia è il modo di associarli più o meno sapientemente [1]. Gli alimenti caratteristici sono cereali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva, latticini ed alcuni prodotti della pesca, soprattutto pesce azzurro, e poca carne [12,13]. E' inoltre previsto l'utilizzo delle erbe aromatiche, che permettono di insaporire i cibi riducendo l'uso dei condimenti grassi e del sale. Non vanno infine dimenticati il miele, la frutta secca ed il prodotto della vite [6]. Tutti gli alimenti possono e debbono fornire il loro contributo alla varietà della nostra dieta quotidiana ma in quantità ben precise. Questo appare ben rappresentato nella piramide alimentare [11] in cui la frequenza di consumo degli alimenti va progressivamente diminuendo dalla base al vertice ma nessun cibo è vietato [6]. Relatore: Tesi di: Prof. ssa Licia Carbini Giorgia Antoni Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Scienze Biologiche Dipartimento di Scienze Applicate ai Biosistemi Sezione di Fisiologia e Nutrizione Umana A.A. 2002 - 2003

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Giorgia Antoni Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6259 click dal 01/07/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.