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Relazione conclusiva del biennio di specializzazione

La prima sezione di questo vasto, e corposo, lavoro contiene una breve storia della scuola italiana con speciale riferimento alle recenti riforme che l’hanno profondamente innovata; la seconda sezione spiega il rapporto tra l’assetto della società e la formazione scolastica.
Proprio questa seconda sezione è corredata di riferimenti accurati a psico-pedagogisti e di tabelle di sintesi (sulla valutazione; sui modelli dell’apprendimento; sul funzionamento della memoria; sui modelli psicologici dell’apprendimento; sui tipi di intelligenze e di apprendimento; sui modelli sociologici che informano oggi la scuola; sul POF; sui tipi di programmazione didattica e curriculare; sul riordino dei curriculi; sulle riforme scolastiche; sull’impiego, con pro e contro, delle nuove tecnologie all’attività scolastica, etc. ).
Questi riferimenti vengono proposti come strumenti utili per l’attività didattica: sotto forma di modelli di programmazione; di competenze del docente; di uso del corredo strumentale informatico (quest’ultimo argomento è particolarmente curato nel paragrafo sugli ipertesti).
Nella terza sezione, vengono presentate le esperienze che l’autore ha compiuto, nell’ambito delle attività SISSIS, in forma di tirocinio diretto e le proposte didattiche che ha elaborato per il tirocinio stesso o per i Laboratori (in particolare sono oggetto di presentazione: una programmazione di Educazione Civica per l’ultima classe di Liceo; una unità didattica sulla Prima Guerra Mondiale; un’unità didattica sulla logica deontica; un’unità didattica sulle critiche di Marx a Feuerbach; un’unità didattica sulla Filosofia scolastica e un’intera programmazione di Filosofia per una terza classe di Liceo).

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4 RELAZIONE CONCLUSIVA BIENNIO DI SPECIALIZZAZIONE 1. PER UNA STORIA DELLA SCUOLA Caratterizzazione delle società complesse, ovvero quelle in cui la maggior parte della popolazione è dedita al terzo settore e in cui la divisione, con annessa specializzazione, del lavoro ha prodotto la stratificazione dinamica della società nel suo complesso, è di legare il futuro occupazionale del singolo al suo curricolo 1 . Detto in altri termini una società industriale lega la progettualità di vita dei singoli, ovvero la loro collocazione in società, una volta adulti, alla scuola. In questo senso poca importanza ha oramai la spiegazione data da Arnold al perché si studiano certe cose a scuola 2 . Qualcosa di simile accade anche nei paesi in via di sviluppo i quali, però, anche per essere inclusi nell’élite dei più importanti, tendono a modellare i loro curricoli sulla base di quelli più avanzati, rendendo omogenei a livello mondiale i programmi d’insegnamento 3 . 1 Per ‘curricolo’ si intende una configurazione storicamente determinata di conoscenze, selezionate, organizzate e distribuite agli scolari per mezzo di istituzioni formative. 2 Alcune materie e opere vanno studiate perché rappresentavano il meglio di quanto sia stato pensato o detto (Cfr. M. Arnold [1869], Culture and Anarchy, in L. Trillino (a cura di), The Portable Matthew Arnold, New York, Vidking, 1849; trad. it. Cultura e anarchia, Comunità, Torino, 1975. 3 Cfr. M Meyer – F. Ramirez – Y. N. Soyal, World Expansion of Mass Education, 1870 – 1980, in Sociology of Education, 65 (1992), pp. 128 – 149. SOMMARIO: 1. Storia della scuola italiana. 2. I fondamenti psico-socio-pedagogici e didattici dell’insegnare. 3. Osservazioni di tirocinio. Allegati.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Alessandro Pizzo Contatta »

Composta da 372 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.