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Luoghi di transito come luoghi di permanenza - Comunicazione innovativa negli spazi del trasporto: un progetto per Tokyo

La ricerca verte sull’inserimento di soluzioni comunicative innovative nello spazio fisico del nodo di rete di trasporto.
La prima parte dello studio allora analizza dettagliatamente lo status e l’evoluzione di questo scenario, nel tempo. E quindi va a concentrarsi su alcuni punti cardine:
- la città
- la centralità, il centro metropolitano
- il ruolo dello shopping
- il significato del viaggiare per l’uomo stanziale e la figura del pendolare
- il ruolo organizzatore delle reti di trasporto

L’obiettivo della prima parte del lavoro è la verifica di due tesi afferenti a questo scenario, e cioè che (1) è il trasporto il principio organizzatore della città del prossimo futuro (e non lo shopping, come molti osservatori ritengono) e (2) che il luogo di transito, ossia il nodo della rete di trasporto non è più solo transito ma anche e soprattutto permanenza.

Il caso studio di Tokyo ha sintetizzato positivamente queste due tesi, dimostrando empiricamente il funzionamento di un ecosistema urbano organizzato sulle reti (e che sottomette lo shopping, pur importante, al principio di rete) e mostrando luoghi di rete che sono primariamente luoghi di “vita”, assorbendo funzioni socio-economiche di ogni genere.

La seconda parte del lavoro affronata la questione dell'evoluzione della tecnologia di comunicazione, esplorando nel dettaglio i mezzi di comunicazione innovativa, on e off line, dal controllo remoto, all'ologramma.

Infine, si propone un'analisi di dettaglio - di natura antropologica e comunicazionale del contesto di riferimento, il giappone metropolitano odierno, al quale viene poi applicato un vero progetto di comunicazione. Progetto localizzato a Shimbashi, Tokyo, dove la rete di trasporto ferroviaria metropolitana viene potenziata con device innovativi che rispondono a precisi obiettivi sociali e individuali.

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5 1.1 - La città è morta? E’ opinione diffusa che la città, come forma organizzativa e come sistema economico-sociale, stia attraversando una profonda crisi che potrebbe anche, in un futuro non troppo lontano, eliminarla dalla concezione aggregativa della società. Ipotesi di questo studio è che ciò non sia vero, e che la problematicità del discorso in merito alla città derivi invece da un insieme di processi trasformativi dei quali gli strumenti disciplinari spesso non riescono a leggerne le caratteristiche. Una crisi strumentale che viene proiettata sull’oggetto d’analisi, rilevandone una patologia che invece più propriamente affligge un approccio eccessivamente monodisciplinare. Urbanistica, architettura (per quanto riguarda le scienze progettuali, che si occupano quindi di agire sul territorio), sociologia, antropologia (per quanto riguarda invece le scienze esplicative, che cercano di comprendere i trend evolutivi): prese singolarmente non riescono ad offrire un’adeguata “cassetta degli attrezzi”, che – in un panorama globale dominato da logiche incrociate, che mettono in “L’immagine che abbiamo della città è sempre un po’ anacronistica. Il caffè è degenerato in bar; l’ingresso che lasciava intravedere i cortili e la pergola è adesso un confuso porticato con un ascensore in fondo. Allo stesso modo, ho creduto per anni che a una certa altezza di calle Talcahuano mi aspettasse la Libreria Buenos Aires; una mattina constatai che era stata sostituita da un negozio di antiquario […].” Jorge Luis Borges, L’indegno “Mai come in questi anni il termine “città” appare rivelarsi di significato così aleatorio. La certezza del suo senso sembra essere svanita con la dissoluzione della sua ultima, unitaria e riconosciuta forma concreta” Marco D’Annuntiis, ExCity

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Marcello Rinaldi Contatta »

Composta da 515 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2698 click dal 10/09/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.