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Gli ETF in Italia

Nel presente lavoro si sono analizzati gli Exchange Traded Funds. Essi rappresentano una tipologia particolare di fondi comuni di investimento aperti di tipo indicizzato. A questo proposito si è analizzata la distinzione tra gestione attiva e passiva e si è introdotto il concetto di Tracking Error. Dopo una breve rassegna delle principali caratteristiche e funzionalità di un ETF, adattando l’analisi al contesto italiano, è stata implementata una valutazione dell’effettiva efficienza del mercato ed efficacia del prodotto mediante un’analisi empirica del bid-ask spread, del NAV-to-Index Tracking Error e del Price to Index Tracking Error degli ETF quotati sul Mercato Telematico dei fondi. Un’intera sezione è dedicata al nuovo indice S&P/MIB che sostituirà il MIB 30 e alla sfide che dovrà affrontare l’S&P/MIB Master Unit, il primo ETF che replica un indice italiano.

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Gli ETF in Italia 5 Introduzione Nel presente lavoro si sono analizzati gli Exchange Traded Funds: strumenti finanziari a metà strada tra fondi comuni ed azioni. Gli ETF rappresentano in estrema sintesi degli OICR di tipo indicizzato a gestione passiva: essi offrono il rendimento dell’indice sottostante e associano i vantaggi di un investimento azionario (semplicità di trading, quotazione continua e la possibilità di vendita allo scoperto), con i benefici dei fondi tradizionali, includendo l’accesso ad un ampio paniere di azioni. La definizione, estremamente sintetica, appare sul sito web della Securities and Exchange Commission (SEC): “An Exchange-Traded Fund, or ETF, is a type of investment company whose investment objective is to achieve the same return as a particular market index. An ETF is similar to an index Fund in that it will primarily invest in the securities of companies that are included in a selected market index. An ETF will invest in either all of the securities or a representative sample of the securities included in the index”. L’ETF nella definizione della Securities and Exchange Commission è, quindi, un tipo di investment company i cui obiettivi sono di raggiungere lo stesso rendimento di un particolare indice di mercato, investendo in tutti i titoli o in un campione rappresentativo di titoli appartenenti al benchmark. Sono nati circa dieci anni fa negli Stati Uniti per assecondare l’esigenza di combinare la facilità di investire in un fondo comune alla flessibilità delle azioni. Siccome gli ETF sono in prima approssimazione dei fondi che replicano un determinato indice; si dedica un’intera sezione alla distinzione tra gestione attiva e gestione passiva. A questo proposito si intende evitare di assumere una posizione che supporti sistematicamente e indiscriminatamente l’uno o l’altro approccio: si evidenziano le specifiche di funzionamento ed una serie di fattori che devono essere valutati e ponderati da ogni singolo investitore. Si sottolinea come in un ottica di diversificazione del portafoglio, la presenza di entrambe le metodologie attribuisce al

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Graziano Ancora Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5537 click dal 08/09/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.