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Dalle subculture alle idioculture

Questa tesi si presenta come una sorta di excursus teorico all'interno della tematica subculturale, nel senso più ampio del termine. Partendo dal concetto primario di cultura, vengono affrontati concetti come quello , appunto, di subcultura, di controcultura, di microcultura e di idiocultura.
Non si tratta di un processo in evoluzione, bensì di realtà sociali ben distinte tra loro (anche se, in un certo senso, collegate) poiché caratterizzate da dinamiche e tipologie sostanzialmente diverse. Sono, però, tutti fenomeni collettivi basati principalmente sulla particolarità culturale, sulla convalida sociale e sull'ancoraggio relazionale; anche se si pongono, qulaitativamente e quantitativamente, su livelli di specificazione contestualizzata (della cultura) differenti.
E' una tesi di ricerca teorica che si basa su tre strumenti metodologici diversi e complementari: una ricerca bibliografica su testi accademici e non (spunti da cultura popolare, testi di costume, folklore...), Internet e tre traduzioni dall'inglese (curate da me) di articoli di un sociologo americano pubblicati su riviste di sociologia. La tesi si connota inoltre per la sua trasversalità verso altre materie come, ad esempio, l'antropologia, storia del costume, la pop colture...
Grazie a questa tesi e soprattutto alle traduzioni presenti in appendice ho introdotto nel contesto accademico italiano un concetto nuovo che risponde al nome di IDIOCULTURA

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INTRODUZIONE Everett Hughes, nel lontano 1961, si esprimeva così, a proposito dell’organizzazione del flusso culturale: “Dove un gruppo di persone ha un po’ di vita in comune con un minimo di isolamento da altre persone , un angolo comune nella società, problemi comuni e forse un paio di nemici in comune, là cresce una cultura”. Ma perché iniziare riportando questa citazione? Sostanzialmente il motivo va ricercato nel fatto che, per poter parlare adeguatamente di subculture (e di concetti affini, quali controculture, neo tribalismo, idioculture…) è necessario partire dal concetto primario di cultura. In questo contesto, cultura va intesa come la struttura dei significati mantenuti collettivamente; una cultura che viene, a sua volta, prodotta grazie all’interazione di tante prospettive. Queste ultime nel senso che “le cose appaiono in modo differente a seconda della posizione da cui vengono osservate”. Tutto ciò significa che le persone gestiscono i significati (sociali) dal punto in cui si trovano all’interno della struttura sociale. In ogni momento, si sa, l’individuo è circondato da un flusso di significati, disponibile all’esterno e plasmato culturalmente, che influenza il suo modo di organizzare le esperienze e le intenzioni. Tuttavia egli non è un semplice contenitore passivo per ogni tipo di significato disponibile, e non contempla quest’ultimo soltanto nel silenzio della sua mente. Da quando, infatti, l’individuo comincia a formarsi una concezione di sé e del mondo che lo circonda, di ciò che è desiderabile o meno, si trova attivamente coinvolto nell’affrontare praticamente, intellettualmente ed emozionalmente la sua particolare situazione. Di conseguenza tenderà ad interessarsi a quei significati che sembrano riferirsi alle sue esperienze personali e ai suoi piani, al suo

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sabina Moscati Contatta »

Composta da 256 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.