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Il ruolo della Security nella prevenzione ed il controllo della responsabilità amministrativa delle società quotate: aspetti legali, organizzativi e metodologici.

Informazioni tesi

  Autore: Letizia Belliti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Sergio Pivato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

Dopo aver introdotto la responsabilità amministrativa in Italia con una retrospettiva, vengono evidenziati gli aspetti penali e amministrativi dell’attuale normativa e le prospettive di sviluppo future della materia in questione. Sono presi, poi, in considerazione i profili normativi dell’Unione Europea, degli Stati Uniti, nonché le convenzioni OCSE e i trattati internazionali, per poter procedere ad uno studio focalizzato in particolare sulle società quotate di medio-grandi dimensioni, operanti all’interno di molteplici contesti nazionali. Partendo dal concetto di Corporate Governance, come strumento di effettiva composizione delle aspettative dei diversi portatori d’interessi che ruotano intorno all’impresa, si passa ad analizzare i modelli di organizzazione, gestione e controllo con riferimento ai reati previsti dalla normativa, proponendo il Risk Management come valida metodologia idonea a gestire il “rischio di frode”e deputando la Funzione Security al controllo e alla vigilanza sui modelli stessi.


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1 Il ruolo della Security nella prevenzione ed il controllo della responsabilità amministrativa delle società quotate: aspetti legali, organizzativi e metodologici. In un quadro abbastanza disomogeneo e ricco di contraddizioni, la disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, contenuta nel Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 e successivamente integrata, rappresenta una delle innovazioni più radicali e rilevanti del sistema sanzionatorio italiano. Per lunghissimo tempo, infatti, l’esperienza italiana in materia ha dimostrato di essere in ritardo rispetto ai paesi di common law prima e alle altre grandi nazioni europee, come Francia e Germania, poi. Principale nodo del dibattito è stato rappresentato fin dagli inizi dall’art. 27 Cost., ovvero la statuizione di condizioni e limiti all’identificazione dei soggetti che possono soggiacere alla sanzione penale. La garanzia della “personalità” della responsabilità è stata sempre vista come uno sbarramento insuperabile all’idea di colpire con misure criminali le persone giuridiche. Del resto un ulteriore argomento si rinviene nel disposto dell’art. 197 cod. pen. che, prevedendo un’obbligazione civile di garanzia della persona giuridica nel caso in cui colui che ne ha la rappresentanza o l’amministrazione commetta un reato e versi in condizione di insolvibilità, conferma – a contrario - che l’ente non può essere soggetto attivo del reato né destinatario della sanzione penale. Tuttavia, la necessità di allineare l’Italia al cammino seguito dall’Unione Europea, tenendo anche conto dei cambiamenti intervenuti nel sistema economico e che la volontà e l’attività materiale della persona giuridica altro non sono che il risultato dei pensieri e delle azioni di persone fisiche, certamente incardinate nell’ente e che per suo interesse e vantaggio agiscono, hanno spinto il Legislatore a indagare anche questo aspetto nella scelta di un modello di imputazione delle società, viste come strutture organizzate con proprie regole di comportamento e una cultura che le contraddistingue.

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