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L'impatto socioculturale del turismo: il Mart di Rovereto

Questa tesi si occupa di valutare l'impatto socioculturale del turismo sulla città di Rovereto ad un anno dall'apertura del museo di Arte Moderna e Contemporanea (MART) a progetto dell'architetto Mario Botta.

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1 Introduzione Nei loro rari momenti di deluso abbandono, i trentini confidano che a scendere nella Padania provano la sgradevole sensazione d’essere stranieri in patria: troppo tedeschi per gli altri italiani, o meglio troppo permeati nel costume e nel tratto delle migliori qualità venute loro dalla sudditanza asburgica. E ovviamente per contro troppo italiani, nei confronti dell’altra componente etnica della loro regione, quella tirolese. Nella complicata realtà del Trentino dove, come spesso avviene nelle frammentate regioni di montagna, ogni comunità ha distillato un suo ethos, ben riconoscibile, almeno dai vicini, Rovereto è ancora un caso a parte. La città, col suo nome che richiama il bosco di roveri è di matrice non più che medievale, quindi recente a confronto d’altri insediamenti che si trovano nella geografia romana e precedente. Per cent’anni (XV secolo), e in questi configurandosi come città, fu dei veneziani, ed inglobata dall’universo cosmopolita veneto e terra di confine con il principato vescovile trentino, italiano ma imperiale. Alla sua funzione di mercato sulla sempiterna via dell’Adige, i veneziani aggiunsero l’industria della seta, un’attività che rimase duratura in città. Sono solo alcuni degli indizi per decifrare il pittoresco tessuto ambientale della città. “Guida turistica d’Italia” Touring Club Italiano, 1987

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Lorenzo Bezzi Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2698 click dal 20/09/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.