Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il ruolo delle Organizzazioni Non Governative nel sistema del Tribunale Penale Internazionale per i crimini commessi nel territorio dell'ex Jugoslavia

Negli ultimi anni le Organizzazioni Non Governative (ONG) hanno dimostrato di possedere i requisiti necessari per giocare un ruolo fondamentale nell’ordinamento internazionale; in particolare, di grande rilievo è stata la loro partecipazione ai meccanismi internazionali di risoluzione delle dispute. Le ONG sono intervenute in modo incisivo specialmente nei sistemi giurisdizionali internazionali per la tutela dei diritti umani, esercitando la loro influenza anche nel percorso formativo di alcuni Tribunali, così come è avvenuto nel caso del Tribunale Penale per l’ex-Jugoslavia (TPI).
In quest’ultimo caso, infatti, fin dallo scoppio dei primi disordini nei Balcani alcune ONG impegnate nella tutela dei diritti umani hanno reagito alle violazioni umanitarie commesse durante il conflitto chiedendo alla Comunità Internazionale di intervenire per punirne i responsabili. Diffondendo anche presso l’opinione pubblica le notizie di quanto stava accadendo, hanno contribuito a creare un ambiente politico più favorevole all’istituzione di un Tribunale internazionale che giudicasse i criminali di guerra. In seguito, le ONG hanno ottenuto un riconoscimento significativo della validità del loro operato e sono state autorizzate a prendere attivamente parte ai lavori della Commissione di Esperti delle NU, i cui rapporti hanno indotto il Segretario Generale a creare il TPI. Quando il Consiglio di Sicurezza decise, nella risoluzione 808 del 1993, che sarebbe stato necessario un Tribunale per i crimini commessi nei Balcani, le ONG si assicurarono che il progetto fosse effettivamente realizzato. Inoltre, numerose ONG hanno svolto parte del lavoro investigativo, identificando alcuni casi in cui sembrava ci fossero prove immediatamente disponibili e sufficienti ad aprire un procedimento. È lo stesso Statuto del Tribunale Penale per l’ex-Jugoslavia ad aver affidato loro questo compito: l’art. 18 (Investigation and preparation of indictment) ha previsto che il Procuratore inizi l’attività d´indagine ex officio o sulla base di informazioni ottenute da qualsiasi fonte e tra queste sono menzionate le ONG. Il solo responsabile delle indagini rimane il Prosecutor, il quale deve svolgere l’attività di investigazione e decidere se, in base alle informazioni in suo possesso, è opportuno richiedere l’incriminazione; tuttavia la legge gli riconosce la possibilità di servirsi dell’aiuto di diversi soggetti, quali le ONG, che in questo modo hanno la possibilità di portare l’attenzione del Procuratore su di un determinato episodio
In un secondo momento altre ONG, quali Juristes Sans Frontières (JSF), sono potute intervenire nei processi in qualità di Amicus Curiae, così come prevede la regola 74 del Regolamento di Procedura e di Prova del TPI. Per mezzo dell’ammissione dell’Amicus Curiae i giudici hanno modo di far partecipare ad un procedimento terzi che in realtà non sarebbero legittimati a farlo, in quanto estranei alla causa, autorizzandoli ad esporre il loro punto di vista su un punto di fatto o una questione di diritto, la cui risoluzione è necessaria per arrivare alla sentenza finale.
Nel 1994, in occasione di un incontro tra JSF e Médecins du Monde con il Presidente del Tribunale A. Cassese, il Cancelliere T. Van Boven ed il Procuratore aggiunto G. Blewitt, fu suggerita la possibilità che le ONG delegassero degli osservatori presso le giurisdizioni nazionali che avessero trattato casi suscettibili di rientrare nella competenza giurisdizionale del TPI e che aiutassero il Tribunale ad identificare i testimoni importanti per gli investigatori o ad esaminare alcuni fatti particolarmente significativi. Le ONG avrebbero in questo modo potuto aiutare il Tribunale ad affermare la sua priorità (primacy) sulle Corti nazionali: fornendo ai giudici dell’Aja e al Prosecutor informazioni relative alle indagini o ad un procedimento in corso presso una Corte nazionale.
La partecipazione delle ONG a tali sistemi giurisdizionali è importante perché indice di un nuovo fenomeno: il potere riconosciuto alla Società Civile di esercitare una certa influenza nell’ordinamento internazionale, che normalmente considera invece come soggetti rilevanti solo gli attori statali.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione 1 INTRODUZIONE Negli ultimi anni si è assistito adun cambiamento all’interno dello scenario internazionale: sono variati, in particolare, i soggetti che hanno la possibilità (ma soprattutto la capacità) di esercitare la loro influenza nella Comunità Internazionale e, quindi, che contribuiscono alla creazione ed all’evoluzione del diritto internazionale. Se, infatti, in passato la Dottrina aveva pressoché unanimemente classificato come soggetti di diritto internazionale solo gli “attori statali”, oggi a fianco di questi ultimi deve essere collocata la categoria degli “attori non statali”, che comprende soggetti aventi caratteristiche anche molto diverse. Nel corso del primo capitolo si cercherà di fornire una globale visione di questo nuovo fenomeno, che vede come protagoniste, tra gli altri, le Organizzazioni Non Governative (ONG), capaci, grazie al loro alto grado di specializzazione e ad una struttura interna ben ordinata, di giocare un ruolo sempre più incisivo nell’ordinamento internazionale. Come vedremo, la reazione degli Stati di fronte a questo cambiamento è stata varia: se da un lato alcuni hanno ben accolto questo intervento, perché in grado di fornire loro un prezioso aiuto in diversi settori (a tal punto che sono gli Stati stessi che a volte ne richiedono la collaborazione); altri invece hanno giudicato superflua e poco opportuna questa presenza, che mette in discussione la capacità degli attori statali di gestire autonomamente la Comunità Internazionale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Georgia Bertagna Libera Contatta »

Composta da 260 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3205 click dal 21/09/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.