Le garanzie assicurative nella finanza aziendale

Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole progresso sia nel campo della finanza aziendale che in quello della gestione del rischio d’impresa: la prima, inizialmente relegata in posizione subordinata di reperimento di risorse finanziarie tout-court, ha assunto oggi dignità di vertice, attraverso una gestione finanziaria accentrata e integrata con le scelte strategiche d’impresa ; la seconda, nata negli anni ’50 come funzione prettamente tecnica di gestione dei rapporti assicurativi, ha subito negli anni un allargamento di competenze, integrando in un'unica figura gestionale (il risk manager) le funzioni di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio del rischio .
Nonostante i progressi fatti, queste due funzioni sono sempre state trattate separatamente, sia nei modelli finanziari teorici che nella prassi aziendale: la finanza aziendale è funzione presidiata dal capital management il cui compito è quello di definire la composizione ottimale delle fonti di finanziamento (capitale proprio e capitale di terzi) al fine di minimizzare il costo medio del capitale (WACC); la gestione dei rischi è presidiata dal risk management per quanto riguarda i rischi puri , ed eventualmente da un treasurer per quanto riguarda i rischi finanziari . Capital manager, risk manager e treasurer operano così in maniera del tutto autonoma e separata senza interagire tra loro.
L’obiettivo del presente lavoro consiste nel mostrare la forte correlazione tra le due funzioni sopraccitate, evidenziando i possibili benefici derivanti dall’adozione di un modello integrato di assicurazione e finanza, sia per quanto riguarda la capital allocation che per la gestione dei rischi, approfondendo in modo particolare le garanzie assicurative utilizzate per sterilizzare il rischio derivante da ogni singola voce di bilancio.
In questo senso l’opera si articola come segue.
Il capitolo 1 si apre definendo i concetti di rischio e risk management; si prosegue quindi dimostrando l’influenza che il suddetto rischio ha sul valore aziendale e proponendo, in particolare, un modello integrato per la gestione dei rischi e l’allocazione del capitale (insurative model).
I capitoli 2 3 e 4 approfondiscono nel dettaglio i rischi insiti nelle singole poste di bilancio, fornendo per ciascuna voce le rispettive coperture.
Il capitolo 2 attiene alle voci dell’attivo di stato patrimoniale, soffermandosi in modo particolare sulla copertura delle immobilizzazioni materiali e dei crediti commerciali.
Il capitolo 3 attiene alle voci del passivo di stato patrimoniale: esso si apre con una modellizzazione della struttura finanziaria ottimale e prosegue analizzando in particolare le coperture dei debiti commerciali, da responsabilità civile e finanziari, approfondendo in particolare le Alternative Risk Transfer Solutions e i risvolti di Basilea 2 nell’accesso al credito.
Il capitolo 4, infine, attiene alle voci del conto economico, soffermandosi in particolare sulle problematiche connesse al fatturato (business interruption e weather derivatives)

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6 Introduzione Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole progresso sia nel campo della finanza aziendale che in quello della gestione del rischio d’impresa: la prima, inizialmente relegata in posizione subordinata di reperimento di risorse finanziarie tout-court, ha assunto oggi dignità di vertice, attraverso una gestione finanziaria accentrata e integrata con le scelte strategiche d’impresa 1 ; la seconda, nata negli anni ’50 come funzione prettamente tecnica di gestione dei rapporti assicurativi, ha subito negli anni un allargamento di competenze, integrando in un'unica figura gestionale (il risk manager) le funzioni di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio del rischio 2 . Nonostante i progressi fatti, queste due funzioni sono sempre state trattate separatamente, sia nei modelli finanziari teorici che nella prassi aziendale: la finanza aziendale è funzione presidiata dal capital management il cui compito è quello di definire la composizione ottimale delle fonti di finanziamento (capitale proprio e capitale di terzi) al fine di minimizzare il costo medio del capitale (WACC); la gestione dei rischi è presidiata dal risk management per quanto riguarda i rischi puri 3 , ed eventualmente da un treasurer per quanto riguarda i 1 Pavarani Eugenio, Analisi Finanziaria. Valore, Solvibilità, Rapporti con i Finanziatori, Milano, McGraw-Hill 2002, pagg 20-37. 2 Forestieri Giancarlo, Risk Management. Strumenti e Politiche per la Gestione dei Rischi Puri dell’Impresa, Milano, EGEA, 1996, pagg. 4-8. 3 Si definiscono rischi puri quegli eventi di natura accidentale o dolosa che offrono solo possibilità di perdita, in contrapposizione ai rischi speculativi che offrono possibilità sia di utile che di perdita.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Antonietta Belletti Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

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