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Estradizione e tutela dei diritti dell'uomo

Negli ultimi decenni in particolare, con la crescita della domanda della repressione della criminalità organizzata internazionale, ma anche a causa dell’aumento dei crimini di rilevanza internazionale, abbiamo assistito ad un ritorno della centralità del ruolo e delle funzioni dell’estradizione stessa; importanza peraltro confermata da molteplici fattori, tra cui il crescente numero dei trattati, sia bilaterali che multilaterali che disciplinano la materia, l’incremento delle richieste di estradizione inoltrate agli Stati, l’essere oggetto di normazione da parte di organismi internazionali, sia in ambito universale (Organizzazione delle Nazioni Unite), che a livello regionale (Unione Europea, Consiglio d’Europa, Organizzazione degli Stati Americani e altri sistemi regionali). Il ritorno dell’estradizione al centro della cooperazione internazionale giudiziaria in materia penale, ha coinciso, inoltre, con la sempre maggiore importanza che l’essere umano ricopre in qualità di destinatario delle norme di diritto internazionale; sempre più rilevanza è oggi attribuita alla tutela dei diritti fondamentali dell’individuo attraverso la predisposizione di appositi strumenti giuridici. A questa tendenza, va associata la necessità che ogni Stato ha di garantire l’esercizio della propria potestà punitiva, al fine di non lasciare impuniti i criminali che si sottraggono alla giurisdizione dello Stato, contro i quali, senza gli specifici strumenti di cooperazione internazionale, gli Stati non potrebbero agire, dovendo rispettare i limiti di sovranità di ogni singolo Stato. L’estradizione, sebbene sia un istituto giuridico che si instaura fra due Stati, è diretto a limitare la libertà personale di un individuo, e per tale ragione essa deve tener conto del rapporto di mutua influenza che essa esercita sulle norme internazionali per la tutela dei diritti dell’individuo. Considerata la natura peculiare di questo strumento, occorre rilevare che il rapporto che intercorre fra questi due sistemi di norme, che intervengono su un comune terreno sotto diversi profili, spesso genera sovrapposizioni e interferenze, che devono tener conto dell’equilibrio fra gli interessi dello Stato e la garanzia dei diritti dell’uomo.
Essendo sottoposto ad uno strumento di cooperazione giudiziaria penale, l’estradando, nelle diverse fasi del procedimento di consegna è sottoposto a regimi giuridici differenti, che creano il presupposto per le violazioni dei diritti fondamentali di cui si parlava poc’anzi, e che creano anomalie e problematicità su cui la comunità internazionale sta lavorando da tempo per giungere ad un giusto equilibrio fra potestà punitiva e diritti dell’individuo. Qualora questo equilibrio non venga mantenuto o raggiunto, assistiamo ad un conflitto fra due sistemi normativi differenti, poiché né le norme internazionali sui diritti umani, né tanto meno quelle sull’estradizione contengono delle disposizioni sulla possibile soluzione di questo conflitto. È altresì vero che la prassi mostra di condizionare l’esecuzione degli obblighi di estradizione al rispetto di alcuni soltanto dei diritti fondamentali dell’estradando: si ricorderà che si tratta del diritto alla vita, del diritto a non essere sottoposto a tortura o ad altri trattamenti inumani, crudeli o degradanti, del diritto a non essere discriminato quando l’estradizione appare essere stata chiesta per perseguire l’estradando in ragione della sua razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o origine etnica e, in modo meno pacifico, di alcuni dei diritti giudiziari, quali il diritto all’equo processo. Considerata quindi l’importanza fondamentale dell’istituto dell’estradizione, che oggi più che mai torna ad essere di grande attualità e di grande utilità, data la necessità di combattere le nuove (e vecchie) minacce alla Comunità internazionale, la cooperazione internazionale in materia penale non può essere per gli Stati di rispettare e garantire i diritti fondamentali della persona umana, soprattutto nei procedimenti di consegna da una giurisdizione ad un’altra. Il potenziamento e il rafforzamento dell’estradizione quale strumento principe di cooperazione giudiziaria risulta essere l’unica via per assicurare quella esigenza di un equo bilanciamento fra gli interessi generali della collettività (quale quello della soppressione del crimine) e la protezione dei diritti fondamentali dell’individuo.

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6 INTRODUZIONE La rilevanza dell’istituto dell’estradizione nel diritto internazionale contemporaneo. La crescente internazionalizzazione delle problematiche legate alla criminalità e alla repressione dei crimini, oltre che della sempre maggiore interconnessione ed interazione dei diversi sistemi giuridici dei Paesi del mondo (basti pensare al solo continente europeo), hanno spinto gli Stati a ricercare sempre più una maggiore cooperazione nel campo penale, per assicurare l’effettivo esercizio della loro potestà punitiva. La cooperazione internazionale in campo penale, storicamente sempre esistita attraverso l’utilizzo di diversi strumenti, ha visto crescere ed evolvere uno dei suoi istituti tra i più peculiari, diffusi ed importanti: l’estradizione. Negli ultimi decenni, in particolare, a causa della necessità della repressione della criminalità organizzata internazionale, ma anche dell’aumento dei crimini di rilevanza internazionale, abbiamo assistito ad un crescere della centralità del ruolo e delle funzioni dell’estradizione stessa; importanza confermata da molteplici fattori, tra cui il crescente numero dei trattati, sia bilaterali che multilaterali che disciplinano la materia, l’incremento delle richieste di estradizione inoltrate agli Stati, l’essere oggetto di normazione da parte di organismi internazionali, sia in ambito universale (Organizzazione delle Nazioni Unite), che a livello regionale (Unione Europea, Consiglio d’Europa, Organizzazione degli Stati Americani). La centralità dell’estradizione e della cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale va ad assommarsi anche alla crescente importanza che l’individuo e i suoi diritti, contrariamente a quanto avveniva in passato, ricoprono nella normativa del diritto internazionale, grazie alla quale si avverte la necessità della predisposizione di appositi strumenti di tutela dei diritti individuali. A questa tendenza va, in ogni caso, associata la necessità che ogni Stato ha di garantire l’esercizio della propria potestà punitiva, al fine di non lasciare

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Crescenzi
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Ersiliagrazia Spatafora
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 247

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