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L'offerta e il mercato dell'abbigliamento sostenibile in Italia

Abbinare la moda e, in particolare, l’abbigliamento al concetto di sostenibilità può apparire un paradosso. Ciò che oggi va di moda, non è ciò che lo era ieri o che lo sarà domani. La moda è in continuo cambiamento, rappresentando perfettamente l’idea di spreco. Tuttavia, gli sconvolgimenti climatici, gli effetti della recente crisi economico-finanziaria e il mutamento degli assetti economico-politici mondiali hanno messo sotto inchiesta la correttezza e la possibilità stessa di continuare ad adottare un modello capitalista, caratterizzato dal consumismo sfrenato e dall’utilizzo poco razionale delle risorse disponibili, ma limitate. La sostenibilità si sta facendo progressivamente strada nel mondo della produzione, cosi come in quello del consumo, rendendo sempre più importante il legame tra l’attività economico-finanziaria e il rispetto di un’etica comune. Si parla, quindi, di banca etica, di tracciabilità e genuinità dei prodotti alimentari, di energia rinnovabile e di trasporti a minor impatto ambientale. In questo contesto, anche la moda sta iniziando timidamente a mostrare qualche tentativo nella stessa direzione: nascono nuovi movimenti, che promuovono una diversa filosofia di produzione e consumo dell’abito, sempre più spesso all’interno delle fiere del settore prende spazio il tema della sostenibilità e i modelli di consumo stanno lentamente modificandosi.
Con la presente trattazione ci si pone l'obiettivo di delineare un quadro generale su lo stato attuale e i trends futuri dell'offerta e del mercato dell'abbigliamento sostenibile in Italia. Nello specifico, si sono affrontati i seguenti aspetti:

- L’analisi del settore dell’abbigliamento sostenibile, focalizzandosi sulla quantità e qualità della sostenibilità praticata dalle aziende;
- L’analisi del mercato e dei fattori alla base dell’acquisto, del consumo e dello smaltimento di abbigliamento sostenibile, con particolare attenzione alle pratiche adottate e all’impegno predisposto dai consumatori in questo genere di acquisti;
- La previsione dei trend futuri per quanto riguarda la domanda e l’offerta di abbigliamento sostenibile e, in particolare, l’eventualità di una diffusione del fenomeno nel mercato di massa.

La realizzazione del progetto si è svolta attraverso quattro principali fasi metodologiche:
- La ricerca bibliografica la sua sintesi e indicizzazione, per l’elaborazione delle informazioni contenute nel capitolo 2 e 3 della presente trattazione.
- L’utilizzo di internet per la ricerca delle informazioni necessarie sulle aziende, sui consumatori e sulle dinamiche del mercato;
- La somministrazione di due questionari auto-compilati e strutturati, sia ai consumatori, che ai blogger e alle aziende;
- L’elaborazione dei risultati e le conclusioni.

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1. INTRODUZIONE. 1.1. Perché affrontare il tema dell’abbigliamento sostenibile? Abbinare la moda e, in particolare, l’abbigliamento al concetto di sostenibilità può apparire un paradosso. Ciò che oggi va di moda, non è ciò che lo era ieri o che lo sarà domani. La moda è in continuo cambiamento, rappresentando perfettamente l’idea di spreco. Pertanto l’unione del concetto di sostenibilità, che comporta risparmio delle risorse e riutilizzo dei capi di abbigliamento, a quello di moda, quale consumo sfrenato e capriccioso di capi di abbigliamento e accessori, può sembrare un tentativo di privarla del suo senso originario. In realtà la moda, nasce dal bisogno materiale dell’uomo di coprirsi, per proteggere il proprio corpo dalle intemperie e assume, nel corso della storia, una serie di funzioni immateriali, semantiche e culturali. Diventa apparenza e appartenenza sociale, distinzione attraverso, ad esempio, il fenomeno dell’anti-moda, espressione della propria personalità e immagine di sé, seguendo i ritmi degli sviluppi della società e facendosi specchio delle tendenze culturali che la animano. E’ in quest’ottica che la moda può ricongiungersi al concetto di sostenibilità, divenendo in sostanza il riflesso di una trasformazione economica, sociale e culturale, che da qualche anno, sta avvenendo a livello mondiale. Gli sconvolgimenti climatici, gli effetti della recente crisi economico-finanziaria il mutamento degli assetti economico-politici mondiali, hanno messo sotto inchiesta la correttezza e la possibilità stessa di continuare ad adottare un modello capitalista, caratterizzato da consumismo sfrenato e dall’utilizzo poco razionale delle risorse disponibili, ma limitate. La sostenibilità si sta facendo progressivamente strada nel mondo della produzione, cosi come in quello del consumo, rendendo sempre più importante il legame tra l’attività economico-finanziaria e il rispetto di un’etica comune. Si parla, quindi, di banca etica, di tracciabilità e genuinità dei prodotti alimentari, di energia rinnovabile e di trasporti a minor impatto ambientale. In questo contesto, anche la moda sta iniziando timidamente a mostrare qualche tentativo nella stessa direzione: nascono nuovi movimenti, che promuovono una diversa filosofia di produzione e consumo dell’abito, sempre più spesso all’interno delle fiere del settore prende spazio il tema della sostenibilità e i modelli di consumo stanno lentamente modificandosi. 4

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Informazioni tesi

  Autore: Nadia Cioni
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Marketing e Ricerche di Mercato
  Relatore: Riccardo Lanzara
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 190

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