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Le monete di Estore Visconti per Monza (1407-1413)

Informazioni tesi

  Autore: Loris Alessandro Gentili
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Studi Umanistici
  Corso: Storia
  Relatore: Lucia Travaini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

Le monete monzesi furono coniate presumibilmente tra il 1407 e i primi mesi del 1413, durante la signoria di Estore Visconti (1346-1413).
I primi studi sulle monete di Estore Visconti risalgono al XVIII secolo quando fu classificata la prima moneta la cui leggenda appariva il toponimo Modoetia. Era convinzione dei numismatici di quei tempi che le monete a nome Estore per Monza fossero state coniante dalla zecca di Milano. Con la pubblicazione nel 1913 del IV volume Corpus Nummorum Italicorum sulle zecche lombarde minori fu accettata dal mondo accademico l'esistenza di una zecca in Monza, anche se a tutt'oggi è di difficile localizzazione. Il CNI riportava la classificazione delle monete monzesi in un nominale maggiore detto Grosso e tre nominali minori: il sesino, la trillina e il bissolo. Studi recenti (2016) come il 12 volume del MEDIEVAL EUROPEAN COINAIGE, pubblicazione della prestigiosa università di Cambridge, sulla monetazione dell'Italia settentrionale, ha messo in rilievo come le monete monzesi si possono separare in due gruppi distinti senza tuttavia sbilanciarsi sul perché. Nelle pagine del MEC è stata proposta una differente nomenclatura per il grosso il pegione, per la trillina l'imperiale da due. Gli autori della pubblicazione britannica hanno però riconosciuto basandosi sulla materialità oggettiva una prodigiosa produzione per una zecca che fu attiva solo 5 anni.
In questo elaborato l'autore ha utilizzato a base questi studi moderni, riuscendo ad analizzare il più alto numero di esemplari di monete monzesi presenti sia in musei Italiani come il Bottacin di Padova, il Correr di Venezia, i Musei civici di Brescia, il Gabinetto numismatico e Medagliere del Castello Sforzesco di Milano che esteri come il Rätisches Museum di Chur e il Münzkabinett Staatliche Museen zu Berlin. Importantissimo è stato anche il contributo dei collezionisti privati che garantendole il massimo riserbo hanno messo a disposizione le loro collezioni di monete monzesi.
Questo studio di ricerca sul campo ha permesso di poter riconoscere varietà inedite e un tipo di nominate totalmente sconosciuto. Grazie a l'utilizzo della fotografia digitale e dei forti ingrandimenti che tale tecnica permette è stato possibile appurare come le monete siano state eseguite ad arte e di come le maestranze si siano spinte a riprodurre in spazi così ristretti particolari inaspettati. Particolari che si riscontrano in ogni porzione dell'impronta monetaria: dalla rappresentazione nel campo ai caratteri nella legenda. Una vera e propria ricerca del bello.
Veniamo quindi al contenuto dell'elaborato:
Il primo capitolo sarà una brevissima contestualizzazione di Estore Visconti (? -1413) e la sua acclamazione a signore del borgo di Monza (1407-1413).
Il secondo capitolo usando come base di partenza gli studi numismatici tradizionali, come il Corpus Nummorum Italicorum (1913), si cercherà di comprendere la prodigiosa produzione attribuita all'officina di Monza da studi recenti come il Medieval European Coinage (2016). Si approfondirà l'argomento entrando nello specifico iconografico delle monete; attraverso uno studio comparato dello standard monetario visconteo e l'analisi sui ritrovamenti monetari si cercherà di evidenziare le cause, che hanno determinato la rarità delle monete monzesi.
Nel terzo capitolo ci si spingerà oltre, dopo aver chiarito se sia esistita una zecca in Monza, si cercherà di proporre il luogo dove questa era istituita. Si cercherà di distinguere le persone, che lavorarono attivamente nell'officina monetaria come il tesoriere che insieme al signore di Monza organizzò la zecca, e i monetieri che eseguirono i coni delle monete.
A livello numismatico sono state classificate 14 varietà di monete inedite e un tipo di nominate totalmente sconosciuto, questa ricerca pone molti interrogativi che sicuramente offriranno spunti per ricerche successive per meglio comprendere la realtà storica quando anche a Monza si battè moneta.

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7 1 Nelle fonti consultate è chiamato Hestor, Hector, Eustorgio, Astorre, Astore, Estorre, Estore, Ettore. In questo lavoro si è preferito usare Estore. Intr oduz i one Il primo c a pitolo sa rà una bre vissima c onte stua liz z a z ione di E store Visc onti (? -1413) 1 e la sua a c c la ma z ione a signore de l borgo di Monz a (1407-1413). Il se c ondo c a pitolo usa ndo c ome ba se di pa rte nz a gli studi numisma tic i tra diz iona li, c ome il C orpus N ummorum Italic orum (1913), si c e rc he rà di c ompre nde re la prodigiosa produz ione a ttribuita a ll’offic ina di Monz a da studi re c e nti c ome il Me die v al E urope an C oinage (2016). Si a pprofondirà l’a rgome nto e ntra ndo ne llo spe c ific o ic onogra fic o de lle mone te ; a ttra ve rso uno studio c ompa ra to de llo sta nda rd mone ta rio visc onte o e l’a na lisi sui ritrova me nti mone ta ri si c e rc he rà di e vide nz ia re le c a use , c he ha nno de te rmina to la ra rità de lle mone te monz e si. Ne l te rz o c a pitolo c i si spinge rà oltre , dopo a ve r c hia rito se sia e sistita una z e c c a in Monz a , si c e rc he rà di proporre il luogo dove que sta e ra istituita . Si c e rc he rà di distingue re le pe rsone , c he la vora rono a ttiva me nte ne ll’offic ina mone ta ria c ome il te sorie re c he insie me a l signore di Monz a orga niz z ò la z e c c a , e i mone tie ri c he e se guirono i c oni de lle mone te .

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