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''Fratelli d'Italia'' di Alberto Arbasino

I novissimi e il Gruppo ’63

Il gruppo che si forma negli anni Sessanta viene dapprima nominato i “novissimi” e in seguito, allargandosi, nell’autodefinito “Gruppo’63”, che stabilisce molto presto fitte relazioni con gruppi analoghi di altri Paesi, soprattutto francesi e tedeschi.

Il Gruppo’63 si riunisce la prima volta, dal 3 all’8 Ottobre del 1963 (da cui il nome), presso l’Hotel Zagarella, a pochi chilometri da Palermo, su invito e come contorno al festival di musica contemporanea “Settimana Internazionale di Nuova Musica”, dove giungono una trentina di scrittori e critici la maggior parte proveniente dal “Verri”, al quale si erano aggiunti altri intellettuali finora non appartenenti a nessun schieramento, fortemente critici nei confronti delle opere letterarie ancora legate a modelli tradizionali tipici degli anni Cinquanta e animati dal desiderio di sperimentare nuove forme di espressione, rompendo con gli schemi tradizionali.

Questo connubio tra letteratura e musica non sorprende e prelude all’intensa interculturalità che caratterizza il movimento fino alla fine.

10• L’entusiasmo sperimentato dai componenti del gruppo riflette la genuina ricerca che sta prendendo corpo in tutto il mondo, di un nuovo stile di vita e di pensiero, in opposizione alle resistenze di coloro che si sentono impegnati nella conservazione dei valori e nelle abitudini di un’Italia contadina e paesana e nella difesa degli interessi di gruppi radicati nel tessuto socio-economico.

In contrapposizione ai personaggi “popolari” di Cassola e Pratolini, i neoavanguardisti si mettono in gioco in prima persona, con dei personaggi borghesi come in “Fratelli d’Italia” di Alberto Arbasino, dove i personaggi si aggirano senza una trama, spostandosi per l’Europa da un festival di letteratura alla prima di un’opera lirica o ad un set cinematografico, tenuti insieme da una fitta conversazione.

I loro discorsi hanno come scopo di trasmettere le teorie critiche dell’autore, realizzando così un’identità tra testo e teoria. Dopo Palermo piovono contro la nuova avanguardia ogni tipo di accuse: vengono accusati da alcuni come dei formalisti irrazionali e decadenti e da altri come pericolosi rivoluzionari e inguaribili marxisti, o di appartenere ad un' "Arcadia di ritorno", ad una "retroguardia dell'avanguardia" o peggio, di essere dei "futuristi in ritardo".

Inoltre, si interpreta la consuetudine di confrontare e di discutere il proprio lavoro in corso d’opera con gli altri componenti del Gruppo come una forma di promiscuità, una mancanza di pudore. Nessuna di queste accuse, però, sembra toccare gli esponenti del movimento che, invece di dimostrarsi preoccupati, sembravano soddisfatti di essere considerati les enfants terribles della letteratura italiana.

Il Gruppo così replica più volte negli anni successivi l’esperienza di Palermo, grazie all’ospitalità delle amministrazioni che lo accolgono in altre città: Reggio Emilia, La Spezia, Fano e Barcellona, a beneficio di un gruppo di intellettuali spagnoli. Occorre però ricordare che ogni esponente del gruppo opera da solo, con proprie dichiarazioni e autonome scelte. Una delle caratteristiche essenziali del gruppo è infatti quella di non possedere nessuna struttura rappresentativa ufficiale e, a differenza delle avanguardie di inizio secolo, non produce nessun manifesto nel quale sono elencati i principi fondamentali e le strategie poetiche da adottare.

Questo brano è tratto dalla tesi:

''Fratelli d'Italia'' di Alberto Arbasino

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Sgaglione
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Alberto Granese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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