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Quando gli stranieri eravamo noi.

Ci rubano il lavoro

"Che vogliono questi? Vengono qui e ci rubano il lavoro." Una delle tante affermazioni sentite ogni giorno sugli immigrati. Vediamo se è vera. L'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza europea) il 24 luglio 1997 afferma: "Gli immigrati non hanno colpa dell'aumento della disoccupazione nei Paesi che li ospitano...nessuna diretta correlazione esiste tra l'incremento del flusso di ingresso di stranieri e l'evoluzione del tasso di disoccupazione"14. Ma questo era nel 1997 e probabilmente le cose nel 2010 sono ben diverse e gli italiani hanno tutto il diritto di lamentarsi che gli immigrati rubano il loro lavoro. O forse no.
Nel corso del tempo i fatti hanno dimostrato che gli stranieri, regolari o meno, si sono inseriti perfettamente nel sistema occupazionale del nostro Paese, andando a collocarsi lungo gli interstizi professionali lasciati liberi dagli italiani.
In passato la domanda di lavoro era per lo più uniforme e poco “esigente” sotto il profilo delle competenze professionali e delle caratteristiche personali richieste ai lavoratori. Questi ultimi non avevano particolari aspettative di lavoro, ma ambivano essenzialmente ad una posizione di regolarità e stabilità, accettando il più delle volte di adattarsi alle esigenze del sistema produttivo.
Oggi il versante dell'offerta si è modificato: lo sviluppo del settore terziario di questi ultimi decenni, l'innalzamento dei livelli di istruzione ed il raggiungimento di una certa soglia di benessere hanno contribuito a dirottare l'offerta di chi si immette nel mercato verso le attività impiegatizie e professionali qualificate; la soglia delle aspettative si è indubbiamente innalzata, e il lavoro manuale, faticoso, a basso status sociale, ha perso di attrattiva. In conseguenza di ciò è stato possibile riscontrare un deficit di manodopera nei segmenti inferiori del sistema occupazionale, in particolare nel settore industriale ma anche agricolo. I salari ridotti e le condizioni di lavoro, spesso caratterizzate dalla violazione di norme di sicurezza e garanzia, che questi lavori offrono, spiegano l'indisponibilità dei disoccupati, soprattutto giovani istruiti di estrazione urbana, ad accollarseli.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Quando gli stranieri eravamo noi.

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Informazioni tesi

  Autore: Carla De Sena
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Mediazione Linguistico-Culturale
  Relatore: Giorgio Mariani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

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