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Terrorismo... per non addetti ai lavori

L'inizio di una nuova strategia terroristica: un terremoto politico destinato a segnare il nuovo secolo.

Il terrorismo non nasce con Bin Laden e con al-Qaeda. La storia contemporanea è ricca di episodi terroristici che hanno suscitato sgomento collettivo e portato a radicali scelte di politica interna o internazionale. Dal "regicidio" del 28 giugno 1914, quando uno studente nazionalista serbo, uccise a Sarajevo l'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria insieme alla moglie (la scintilla che fece scatenare la Prima Guerra Mondiale), agli attentati delle Brigate rosse negli anni '70 e '80 passando per l'assalto al palazzo che ospitava gli atleti israeliani a Monaco nel 1972, il terrorismo ha rappresentato un'arma largamente impiegata da differenti organizzazioni. Nell'ultimo secolo, il terrorismo è stato usato per abbattere alcuni Stati, per riconoscerne altri, per destabilizzare l'ordine internazionale, per tentare di fermare la globalizzazione e per altri motivi ancora. Talvolta è stato lo strumento di difesa di interessi specifici o di gruppi eccentrici. Quando nel 23 febbraio 1998, Al-Quds al'-Arabi, un giornale arabo con sede a Londra, pubblicò la "Dichiarazione del Fronte Islamico Mondiale per il Jihad contro gli Ebrei e i Crociati", pochi osservatori videro questo documento come l'inizio di una nuova strategia terroristica. In pochi ritennero che l'esortazione a "uccidere gli americani e i loro alleati, sia civili sia militari" come "un dovere individuale di ogni musulmano" potesse avere un impatto sull'immaginario di una parte del movimento radicale islamica. Pochi capirono che i firmatari del documento, Osama Bin Laden e Ayman al-Zawahiri, sarebbero diventati protagonisti degli eventi futuri. Ancor meno furono coloro che interpretarono questo, insieme ad altri segnali, come l'inizio di un terremoto politico destinato, molto probabilmente, a segnare il corso di questo nuovo secolo.

Eppure, da lì a poco una serie di episodi, raggruppabili nelle categorie terrorismo e antiterrorismo, hanno cambiato il mondo con una velocità conosciuta poche volte nella storia della civiltà occidentale. Terrorismo e antiterrorismo sono diventati rapidamente il principale oggetto di discussione in gran parte degli Stati del continente, sia nelle questioni di sicurezza interna, come nel caso del "Patriot Act" negli Stati Uniti, sia di politica estera, come nel caso del Giappone che, per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ha deciso di inviare truppe in uno scenario di guerra contro il terrorismo. Episodi di terrorismo hanno addirittura influenzato consultazioni elettorali sia in modo indiretto, come negli Stati Uniti, sia in modo diretto, come in Spagna a seguito di una serie di attacchi terroristici condotti a Madrid dai seguaci del Jihad pochi giorni prima delle elezioni. Questo terrorismo ha avuto un impatto anche sull'economia. In primis, sono aumentati i costi della sicurezza. Inoltre i grandi mercati azionari, spinti da quanto accaduto dopo l' 11 settembre, hanno cominciato a studiare strategie e contromisure da applicare per evitare un ribasso dei titoli in caso di attacchi terroristici. Il terrore e il terrorismo hanno avuto un forte impatto anche sulla comunicazione mediatica con le immagini degli aerei che si schiantavano sulle Torri Gemelle, i video di Bin Laden, i filmati degli ostaggi in Iraq e le agghiaccianti esecuzioni di alcuni di loro. Insomma, nell'arco di un breve sospiro, terrorismo e antiterrorismo sono entrati prepotentemente nella vita di Stati, società e individui dell'intero pianeta.
Grazie a mezzi di comunicazione come Internet, che trascendono le vecchie frontiere nazionali, e grazie alla progressiva diffusione di temi globali nei notiziari locali, il terrorismo viene amplificato, mettendo in pratica il vecchio monito trotskista secondo cui "tu puoi non essere interessato alla guerra, ma la guerra è interessata a te". La globalizzazione facilita inoltre la creazione di reti transnazionali all'interno delle quali i terroristi possono muoversi e colpire simultaneamente differenti paesi. Ma la globalizzazione da sola non basta a spiegare il processo. Esiste un altro aspetto che ha reso il nuovo terrorismo pervasivo e insopportabile: l'incapacità di capirlo. Questo terrorismo mette in discussione gli strumenti classici di lotta. La prevenzione diventa difficile quando non si riescono a interpretare i segnali premonitori degli attacchi mentre la ritorsione appare impossibile contro un nemico che non ha un "indirizzo", non risiede in un luogo preciso in cui si possa colpito. L'imprevedibilità del terrorismo suicida, inoltre, toglie spazio .alla possibilità di fissare regole nello scontro. L'incomprensione della minaccia rischia di creare panico e di spingere verso posizioni dicotomiche di confronto tra due schieramenti nemici. Sconcerto e paura aumentano di fronte all'incapacità di delineare il profilo psicologico del terrorista. Strategie non adeguate possono avere effetti boomerang, innescando altri problemi a partire dall'immigrazione e dall'integrazione socio-culturale. La conoscenza è l'unica via per disinnescare la bomba del terrorismo. Essa è il solo il modo per disincentivare e inabilitare l'atto terroristico, vincolando le decisioni a considerazioni legali e morali e trovando un giusto equilibrio tra sicurezza e libertà. Comprendere quanto sta accadendo implica un tipo di analisi che va ben oltre gli studi settoriali. Occorre una prospettiva allargata che consenta di combinare l'ottica degli studiosi della società, della religione, della storia del terrorismo, degli aspetti legali, politici e di sicurezza legati all'antiterrorismo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Terrorismo... per non addetti ai lavori

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Informazioni tesi

  Autore: Diana Fotia
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Unical, Alma mater studiorum, Sapienza, Roma tre
  Facoltà: Scienze della Comunicazione, Scienze della Formazione, Sociologia
  Corso: Criminologia
  Relatore: Gianpiero Gamaleri Adriano Roccucci  Roberto Pennissi Ugo terracciano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 904

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