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La forma di governo albanese

L’attuale forma di governo albanese: La Costituzione del 1998 e il contesto in cui viene adottata

Nel contesto di grave crisi che si è descritto nel precedente capitolo, si giunge finalmente all’adozione, nel 1998, della Costituzione che è attualmente è in vigore in Albania.

Premettiamo che il periodo di transizione costituzionale nei vari Paesi dell’Est Europa è stato diverso e di diversa durata, ma sostanzialmente si può affermare che è stato ugualmente rivoluzionario in quanto ha riguardato i principali aspetti comuni che caratterizzavano i regimi socialisti: infatti, innanzi tutto, il primo fondamentale cambiamento è avvenuto in relazione al concetto di proprietà privata (inesistente durante il periodo governato dal comunismo); in secondo luogo, si è passati da un regime dittatoriale a un regime democratico; pertanto ciò che si è verificato può essere considerata una vera e propria rivoluzione.

In quasi tutti i Paesi dell’Est Europa sono stati usati i procedimenti di revisione previsti nell’ordinamento socialista e quindi, nel rispetto formale del precedente testo, “la Costituzione è stata stravolta al punto di cambiarne i contenuti essenziali e portare a una diversa forma di Stato”. Va ricordato che questo è stato possibile perché solitamente nelle Costituzioni di stampo socialista non erano previsti limiti espliciti alla revisione costituzionale, nemmeno per salvaguardare la forma di Stato.

Nei Paesi dell’Est Europa, la transizione si è verificata secondo linee direttrici comuni: il governo decideva di abrogare la Costituzione previgente e di procedere alla redazione di un nuovo testo costituzionale; seguiva poi una fase di discussione popolare; successivamente i risultati venivano esaminati da una commissione ad hoc e quindi ratificati dalle Assemblee popolari. Normalmente i Parlamenti operavano in veste costituente e si adottava un sistema elettorale misto (non più maggioritario), per meglio rappresentare l’elettorato.

Per marcare più decisamente il passaggio da un sistema istituzionale legale all’altro poi, si adottavano le nuove Costituzioni; queste Carte fondamentali possono essere definite fonti eterodirette, in quanto rispondono, grazie all’adozione di formule di stampo democratico, alla necessità di uniformarsi alla legislazione europea.

Tuttavia, non in tutti i Paesi dell’Est Europa si è giunti subito a una nuova Costituzione. A titolo di esempio, in Ungheria è tuttora vigente la legge costituzionale n. 20 del 1949 (seppur completamente modificata nel contenuto); ma questo è avvenuto per ragioni storiche, in quanto questa è stata, per l’Ungheria, la prima Costituzione scritta. In Polonia, dopo aver cambiato la forma di Stato, si è adottata una Costituzione provvisoria nel 1992 e una nuova definitiva Costituzione nel 1997, approvata con referendum.

In Albania, invece, si è dapprima votata una Costituzione provvisoria nel 1991, modificata attraverso l’introduzione di principi sempre più liberali, alla quale ha fatto seguito il tentativo, fallito, di modifica da parte del premier Sali Berisha, che ha tentato di sostituirla con un nuovo testo attraverso un referendum popolare nel 1994. Si è dovuto poi attendere il 1997 perché questo progetto venisse ripreso da una Commissione ad hoc e, finalmente, il 28 novembre del 1998, attraverso un referendum popolare, venne approvata la nuova e tuttora vigente carta fondamentale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La forma di governo albanese

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Zanotto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Laura Montanari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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