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Il linguaggio come Ereignis nel pensiero di Franz Rosenzweig

L’attacco alla ‘tirannia’ e il ruolo di ebraismo e cristianesimo

Nel capolavoro di Rosenzweig la struttura ternaria si ripete: il pre-mondo e la dimensione passata vengono trattati nella prima parte; il mondo, legato alla realtà presente, nella seconda; il sovra-mondo nella terza parte. Come ormai sappiamo, ciascuna parte è suddivisa in tre libri ed è preceduta da un’Introduzione. La terza parte è interamente dedicata alla definizione della figura della Stella, il volto di Dio.

L’Introduzione alla terza parte della Stella si intitola Sulla possibilità di impetrare (erbeten) il Regno. in tyrannos! I ‘tiranni’ sono coloro che pretendono di anticipare forzatamente la venuta del Regno senza dare al tempo, all’attesa, la giusta importanza. Rientrano in questa categoria i maghi, ma anche i mistici, poiché attraverso pratiche particolari pretendono di entrare in contatto col Divino, senza rispettarne la volontà. L’uomo è costantemente tentato nell’anticipare la venuta del Regno, anche da Dio stesso; Dio mette alla prova la libertà dell’uomo:

«[..] egli (Dio) deve tentare l’uomo; non soltanto deve nascondergli la sua signoria, ma deve anche ingannarlo al riguardo; egli deve rendere difficile, anzi impossibile che l’uomo lo veda, così che questi abbia l’occasione di credere e di confidare in lui per davvero, cioè in libertà».

Tuttavia «[..] mentre teme la tentazione da parte di Dio, l’uomo sa però di avere in sé la forza di tentare Dio stesso». Con la Rivelazione Dio e uomo per la prima volta si trovano faccia a faccia, uno davanti all’altro, nel dialogo. Dio ‘decide’ di limitare la propria libertà per far acquisire la consapevolezza a quella creatura creata a Sua immagine e somiglianza; tuttavia, nel donare l’amore in modo incondizionato, Dio si assume un rischio: l’uomo, affermandosi totalmente, è libero di seguire o meno la parola di Dio. Ecco che si crea un rapporto particolare: Dio si dà, ma allo stesso tempo rimane nascosto; l’uomo prende coscienza della realtà ma acquisisce anche la libertà di poter scegliere, ovvero la possibilità di peccare. L’atto del pregare mantiene acceso il rapporto tra uomo e Dio. La preghiera è definita come «richiesta di illuminazione»; l’illuminazione divina agisce nel mondo, attraverso l’amore dell’uomo verso l’Altro:

«E così la preghiera, che in sé non possiede alcuna forza magica, illuminando la via dell’amore perviene alla possibilità di sortire effetti magici. Essa può intromettersi nell’ordine divino del mondo. Può dare all’amore la direzione verso qualcosa che non è ancora maturo per l’amore, non è ancora maturo per essere vivificato».

La preghiera del singolo può essere pericolosa in quanto può tentare Dio: è il caso del visionario che cerca di accelerare il futuro. La Redenzione si può comprendere solo se si intende l’«io sono» dell’Esodo come «io sarò», ovvero se si considera Dio come eterno; per questo motivo è importante non avere fretta, saper aspettare il «giusto momento». È fondamentale che la preghiera sia ‘giusta’, poiché «nella ripetizione quotidiana, settimanale e annuale dei cicli di preghiera cultuale, la fede rende ‘ora’ l’istante, rende il tempo pronto ad accogliere l’eternità; e quest’ultima, da che trova accoglienza nel tempo, diviene a sua volta come il tempo».

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il linguaggio come Ereignis nel pensiero di Franz Rosenzweig

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Galastri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  Relatore: Adriano Fabris
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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