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La comunicazione ambientale: un progetto per il comune di Capannori

Il Piano di Comunicazione nella Pubblica Amministrazione

Nel decennio 1990-2000, la Pubblica Amministrazione italiana è stata soggetta a numerosi cambiamenti nel proprio corpus legislativo riguardo a comportamenti, linguaggi e metodi di organizzazione del lavoro.

Con la Legge n. 142 del 1990, la normativa ha legittimato il diritto e il dovere di comunicazione delle istituzioni pubbliche nel rispetto del principio di trasparenza, presupposto del diritto all’informazione e alla partecipazione del cittadino. Nello stesso anno, la Legge n.241 riafferma l’essenzialità di una condotta trasparente dell’amministrazione e dell’accesso ai documenti amministrativi.

La rottura da un passato di segretezza e chiusura nelle circolazione delle informazione mira a ridurre la distanza tra la collettività e gli apparati pubblici. A tale scopo, il D. lgs. n. 29 del 1993 prevede l’attivazione di Uffici per le Relazioni con il Pubblico (U.R.P.), spazi adibiti alla comunicazione tra l’apparato interno e i pubblici esterni. Attraverso gli URP, le amministrazioni attuano processi di documentazione dell’informazione, semplificazione del linguaggio e valutazione del grado di soddisfazione del pubblico.

Il vero tentativo organico di riforma della Pubblica Amministrazione si esprime nella semplificazione dell’azione amministrativa messa in atto dalla Legge n. 59 e 127 del 1997, c.d. Leggi Bassanini. Nell’avvio di questi processi di snellimento, la comunicazione pubblica acquista un ruolo fondamentale per l’esercizio delle funzioni della pubblica amministrazione. Il percorso verso la modernizzazione intrapreso dalla Pubblica Amministrazione trova la sua chiave di volta nella Legge n. 150 del 2000.

Il suddetto provvedimento disciplina per la prima volta l’attività di informazione e comunicazione nei pubblici uffici individuando le professionalità preposte alle specifiche attività. L’art. 11 afferma l’obbligo per le amministrazioni statali di elaborare annualmente il programma delle iniziative di comunicazione da realizzare nell’anno successivo secondo parametri metodologici stabiliti dal Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Entro il mese di novembre di ogni anno, il programma di comunicazione deve pervenire al Dipartimento, in quanto tale organo “può svolgere attività di orientamento e consulenza per le amministrazioni ai fini della messa a punto dei programmi e procedure” (art. 11, L.n. 150/2000). Inoltre, ai sensi dell’art. 12 della medesima legge, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria elabora un Piano di Comunicazione di carattere ampio e generale in linea ai programmi presentati dalle amministrazioni statali.

Ulteriore sollecitazione per i vertici delle Pubbliche Amministrazioni ha avuto luogo mediante la Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica del 7 febbraio 2002, c.d. Direttiva Frattini, nella quale viene riaffermata l’importanza di coordinamento e di attività di programmazione della comunicazione. Considerando questi input normativi, la comunicazione pubblica riscontra nel piano di comunicazione uno strumento cardine nel processo di riforma dell’amministrazione per la creazione di un “patto” tra Stato e cittadini.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La comunicazione ambientale: un progetto per il comune di Capannori

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Informazioni tesi

  Autore: Viola Bernacchi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Carlo Marletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

FAQ

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