Skip to content

Corpo, identità, danza

Dimensione simbolica nella danza etnica

All'interno del nostro discorso è importante considerare anche il modo in cui i soggetti vivono, percepiscono e strutturano lo spazio intorno a sé perché questo ha una valenza simbolica e culturale. L'uomo, infatti, fin dall'antichità, proietta nello spazio che lo circonda i significati condivisi dalla comunità in cui appartiene. È importante, dunque, in danzamovimentoterapia, considerare anche il modo in cui si usa lo spazio attraverso le pratiche coreutiche.
La disposizione spaziale dei danzatori più diffusa nella danza etnica è, come è scritto in "Le vie della danza" di Anna Naccari, quella in cerchio: il cerchio è, in genere, simbolo di unità, di perfezione e di totalità.
Il movimento circolare è considerato perfetto e immutevole, così come perfetto e immutevole è il movimento dei pianeti. Nota figura nel buddismo è il mandala, un cerchio contenente altri cerchi concentrici e un quadrato diviso in quattro con altre raffigurazioni al suo interno. I mandala vengono usati per la meditazione, infatti, ogni immagine al suo interno richiama ad un diverso livello di coscienza che occorre per arrivare a Dio. Ma tale figura non è presente solo in Oriente, bensì è diffusa anche da noi. Jung definisce il mandala come l'immagine del Sé. Molti sono i malati di mente che senza neppure conoscerne il nome, disegnano mandala o, addirittura, ne danzano le figure all'interno.
Non conoscono il significato, eppure ne restano affascinati forse perché in esso trovano il modo per esprimere il loro stato psichico soggettivo.
In Aion, Jung parla della presenza a priori (cioè innata) di questi simboli nella psiche:

"Per quanto la totalità non sembri a prima vista che un concetto astratto…esso è invece empirico, in quanto anticipato nella psiche da simboli spontanei, o autonomi. Sono, questi, i simboli della quaternità e del mandala, che compaiono non soltanto nei sogni di moderni che non ne hanno mai sentito parlare, ma sono anche diffusi nelle testimonianze storiche di molti popoli e di molte epoche. Il loro significato di simboli dell’unità e della totalità è ampiamente confermato sia storicamente sia dal punto di vista psicologico-empirico. Così, quello che a prima vista ci sembra un concetto astratto rappresenta in realtà un’esistenza empirica che spontaneamente dimostra la sua presenza a priori".

Ma il mandala racchiude in sé anche il significato dell'armonia degli opposti; un significato spesso prodotto nelle danze dei vari popoli per proteggere l'interno e difendere il centro. Questo centro è, nella danza collettiva, il luogo del Sacro a cui si ambisce; o, nelle culture di tipo femminile, il simbolo del grembo materno generatore e della fertilità della terra. Ma nella personalità, ed è questo ciò che a noi più deve far riflettere, il centro è il sé al quale si orienta il processo di individuazione.
Ma ancora: nell'intera comunità, il cerchio consente di danzare tutti equidistanti dal centro e così facendo si può far riferimento ad un assetto sociale egualitario con pariteticità di ruoli e classi.
La danza a cerchio, però, può essere danzata in varie forme: la danza a cerchio aperto, ad esempio, può diventare una serpentina; una forma che richiama la simbologia del labirinto e della spirale. L'immagine del labirinto, per usare la terminologia di Jung, si riferisce al lungo percorso della coscienza "nei meandri più oscuri e nelle ombre, al fine di ritrovare la propri essenza". Il labirinto, precisa la Naccari, prevede la morte e la rinascita; rinascita al quale si arriva superando molti ostacoli per cui il cammino che simboleggia è un cammino lungo e difficile.

Affine al simbolismo e del labirinto e del cerchio vi è la spirale: ancora si fa riferimento alla morte dovuta alla trasformazione che determina la nascita di una nuova coscienza; ma la cosa che più incuriosisce è il fatto che nella danza si esegua spesso il "passo ripreso" nel quale, ad alcuni passi in avanti si alterna un passo indietro, proprio ad indicare le indecisioni, gli arresti e le difficoltà che ogni essere umano incontra sulla via del proprio percorso esistenziale.
In opposizione alla danza in cerchio, in cui i danzatori sono chiusi al mondo circostante, vi è la danza in linea retta, una danza aperta ed estroversa. La linea retta consente un'azione a contrasto, infatti, i danzatori si dispongono su due file contrapposte e mimano movimenti o di guerra o di corteggiamento.
Ma non è finita qui: vi sono ancora le figure del ponte o dell'arco: i danzatori passano sotto il ponte formato dalle braccia dei danzatori e, a mano manco che una coppia avanza, le altre retrocedono fino a far diventare gli ultimi i primi e così via. Queste danze simboleggiano il rinnovamento della vita, il passaggio da uno stadio dell'esistenza ad un altro. Molte altre sono le figure che ricorrono: la catena inglese, l'intreccio; tutte figure che rinviano al tessere, sinonimo di generare.

Ma, ritornando al cerchio, esso è anche simbolo di unione degli opposti: basta pensare al tao, che unisce un'energia femminile Yin, oscura, centripeta, orizzontale e discendente, ad un'energia maschile Yang, luminosa e leggera.
La bellezza e l'armonia dei due mondi ha senso solo se unita all'altra metà; ogni parte è indispensabile all'altra. Nella danza, tale simbolismo è ripreso attraverso l'uso delle due metà del corpo: vi sono danze, infatti, che iniziano con la parte sinistra del corpo e la privilegiano, e viceversa.
Ancora: in varie parti del mondo sono diffuse le danze intorno all'albero. L'albero è l'elemento vegetale per antonomasia, eccellente simbolo di vita e anche simbolo fallico universale. L'albero viene insomma interpretato come asse del mondo attorno al quale ruota ed è ordinato l'universo.
Infine, in molte danze, specie quelle greche, i danzatori si dispongono in semicerchio, tenendo ognuno le braccia aperte a lato appoggiate sulle spalle dei compagni, formando una posizione a croce. La croce è simbolo di molti dei significati detti fin qui, in quanto collega molti ritmi e funzioni del corpo umano a realtà universali. La cosa più importante è che i due assi della croce, quello orizzontale e quello verticale, si intersecano nel punto del cuore, che rappresenta il punto di incontro tra l'amore umano e quello divino.
Ma per l'integrazione della danza nelle metodologie di danzamovimentoterapia è importante, oltre che conoscere il significato dei gesti, dei movimenti, delle figure coreografiche e dei simboli, distinguere fra le varie tecniche coreutiche. Vi sono, infatti, da un lato danze figurative o imitative, e dall'altro danze non figurative o astratte. Le prime sono caratterizzate da: fedeltà alla natura, pantomima degli avvenimenti e dei fini desiderati. L'uomo che la danza è estroverso e sicuro dei suoi sensi. Le seconde sono, invece, al servizio di un'idea ai quali si cerca di dare forma e vita. In questa seconda modalità, specifica la Naccari, è fondamentale il ruolo dell'immaginazione nel creare autonomamente forme creative e personali.
Insomma anche le ricerche contemporanee confermano le intuizioni dei nostri antenati di cercare forme espressive collettive, come lo sono le danze etniche, per agire in modo terapeutico nella società attraverso il simbolo. Dico forme espressive perché l'essere umano possiede il linguaggio ed è linguaggio lui stesso attraverso il suo movimento. Esprimendosi nella danza, a mio avviso, parla una lingua molto più antica di quella nata con l'organo della lingua; parla il linguaggio del movimento del corpo che, come ogni forma d'arte, nasce dal silenzio, ossia dalla capacità di ascoltarsi. Sarebbe importante, dunque, favorire la percezione del sé corporeo e di tutte le sensazioni ad esso collegate; sensazioni che nascono col vissuto e che creano emozioni.
Naccari sostiene che dovremmo ammettere come oggi sia difficile riconoscere o dare un nome alle proprie emozioni, specie vivendo in un mondo passivo ed inconsapevole come il nostro. Ella propone la danzamovimentoterapia appunto, come via di uscita a tale condizione attraverso il proprio ascolto. E le danze etniche, ella afferma, rappresentano, nel processo di ricerca dell'identità personale, un utilissimo strumento: nel confronto con le matrici culturali collettive
evocate dalla danza sarebbe possibile, infatti, attivare il processo di individuazione ed autentificazione. Basti pensare a come, attraverso l'interpretazione e lo studio di danze tradizionali femminili, dove le caratteristiche tondeggianti del corpo vengono esaltate e enfatizzate, sia stato possibile eliminare la difficoltà, tipica di oggi, di accettare il proprio corpo da parte delle adolescenti. Le ragazze sono riuscite, infatti, attraverso la danzamovimentoterapia e l'uso di danze etniche, a sentirsi a proprio agio nella pelle che incarnano e hanno acquistato un modo diverso di guardarsi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Corpo, identità, danza

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Elena Di Rubba
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Ornella De Sanctis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l’utente che consulta la tesi volesse citarne alcune parti, dovrà inserire correttamente la fonte, come si cita un qualsiasi altro testo di riferimento bibliografico.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

danzamovimentoterapia
relazione corpo-anima
lezioni e laboratori di danzamovimentoterapia

Tesi correlate


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi