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Ghana e Nigeria: comparazione di due sistemi sociali e politici (dalla decolonizzazione alla democratizzazione)

Evoluzione del sistema politico in Ghana dall'indipendenza agli anni novanta

Il Ghana fu ufficialmente dichiarato un Paese indipendente il 06 marzo 1957. Il percorso verso questa meta, per quanto pacifico nella sostanza, non fu però così lineare e scontato. L'indipendenza fu ottenuta principalmente grazie alla figura di Kwame Nkrumah, che divenne il simbolo del processo di emancipazione dell'intero continente.

In ordine cronologico vale la pena ricordare la formazione del primo partito politico dell'attuale Ghana, l'UGCC (United Gold Coast Convention) avvenuta nell'agosto 1947, la cui parte dirigenziale era estremamente elitaria (giudici, avvocati e uomini di affari) e il cui scopo era quello di combattere le ingiustizie del sistema coloniale.

I fondatori di tale partito furono principalmente George Grant, J.B. Danquah, R.S. Baly, ma anche Edward Akufo Addo (che in seguito divenne per un breve periodo Presidente del Ghana), William Ofori Atta e E. Obetsebi Lamptey. Al fine di dare una svolta effettiva alla organizzazione del partito, la convention istitutiva decise di nominare un segretario che svolgesse l'attività strategica e organizzativa del partito a tempo pieno. Il direttivo, quindi, offrì, nel novembre 1947, il posto di segretario generale a Kwame Nkrumah, per la sua attività di rilievo svolta nel corso del V Congresso Panafricano di Manchester nel 1945 e conosciuto come attivista d'oltreoceano all'interno dei movimenti panafricanisti.

Il supporto popolare del UGCC ebbe un notevole incremento, anche grazie a fattori esterni attribuibili, in primo luogo, alla malattia che colpì le piantagioni estensive di alberi del cacao, che erano la risorsa principale dell'intera area. L'autorità coloniale decise l'abbattimento degli alberi al fine di confinare la malattia, questo provocò la reazione della popolazione che generò ingenti disordini pubblici e l'aumento del supporto politico al neo nato partito.

Nkrumah era nato a Nkroful, nell'allora Costa d'Oro,da una famiglia di religione cristianarelativamente umile ed era di etnia Nzima del gruppo Akan. Frequentò le scuole elementari nella località di Half Assini e si diplomò al Government Training College, poi rinominata nella famosa Achimota School di Accra. Nel 1935lasciò il Ghana per gli Stati Uniti d'America dove proseguì i suoi studi, non senza grandi difficoltà finanziarie. Questo tipo di background gli permise di essere immediatamente percepito come un uomo per la gente e come la gente, fattore che unito ai suoi studi variegati di scienza politica, sociologia, ed economia, ne fece una personalità focale per lo sviluppo politico del suo Paese.

Il suo successo divenne immediatamente ascendente anche grazie al suo dinamismo politico. Intraprese un serrato tour di propaganda attraverso tutto il Paese, aprendo filiali del partito in ogni distretto provinciale, radicalizzando sul territorio la proposta politica del movimento. Il suo dinamismo, però, andò presto a cozzare con il conservatorismo del gruppo dirigenziale dell'UGCC che, al tempo, mirava solo a riforme economiche e di allargamento della rappresentanza, prevedendo tempi più dilazionati per l'indipendenza che non era fra gli obiettivi programmatici del partito. Nkrumah, invece, era visto come un rivoluzionario influenzato dalle idee socialiste. Inoltre il predetto aveva come bersaglio politico sia l'Autorità coloniale che l'istituzione della chieftancy, base di supporto del UCGG.

Il bacino dell'UGCC era troppo conservatore per poter includere la personalità e le ideologie di Nkrumah, che stava nel frattempo diventando sempre più popolare. Nel 1948 scoppiarono dei moti nella capitale che avevano come sotto-causa di base il progressivo aumento dei generi di consumo importati. Nel corso di una marcia di protesta alcuni elementi della guardia coloniale si rifiutarono di sparare sui protestanti e furono uccisi sul posto dal loro comandante, elemento che fece scatenare i disordini. Il gruppo dirigenziale dell'UGCC fu ritenuto responsabile degli eventi e Kwame Nkrumah, Akuffo Addo, William Ofori Atta, Ako Adjei e Obetsebi Lamptey furono incarcerati. (i medesimi diventeranno poi i nominati “Big 6 “ nella storia del Ghana per il loro ruolo svolto nel processo dell'indipendenza).

In seguito al rilascio degli stessi, la convivenza di Nkrumah con L'UGCC era evidentemente compromessa e il futuro Presidente del Ghana fu deposto dalla carica di Segretario, anche per progressivi attriti con Danquah e l'alta gerarchia del partito. Il 12/06/1949, Nkrumah fondò ad Accra il suo partito il CPP (Convention People Party). La nuova realtà politica del Paese non tendeva più ad essere il serbatoio di rivendicazioni corporativistiche od etniche, ma si presentò subito come un partito di massa che si rivolgeva a tutta la società e a tutte le classi sociali. Con il motto di “self government now”, Nkrumah lanciò il nazionalismo africano, raccogliendo consensi sulla proposta politica chiara dell'ottenimento della indipendenza. Lo storico ghaneano Albert Adu Boahen sostiene che il nazionalismo fu un sottoprodotto “accidentale” del colonialismo, in cui, insieme agli aspetti positivi, sono presenti anche gli aspetti negativi quali rabbia, frustrazione e umiliazione.

Il movimento nazionalista di Nkrumah tendeva a creare una nazione attraverso un percorso catartico che avrebbe dovuto generare senso di appartenenza ed identità su una base culturale stratificata, con interessi diversi. “Al nazionalismo va riconosciuto il merito di aver consolidato lo stato così come era, impedendo l'insorgere di forze centrifughe con effetti ancora più distruttivi. Il prodigio del nazionalismo africano è di aver fatto credere che lo Stato creato dal colonialismo – che era in sostanza uno stato “territoriale” - fosse o potesse diventare una nazione”.

Nkrumah si ispirava ai movimenti ideologici dell'800 che avevano fondato le nazioni europee e pensava che il senso di africanità fosse più forte delle divisione etnico-linguistiche tradizionali e delle divisioni coloniali. Il Nostro vedeva l'indipendenza del suo Paese solo come la prima tappa di un movimento più generale di unificazione di tutto il continente (Africa sarà unita o non sarà), quello che sarà chiamato il “panafricanismo reale” di Nkrumah. Egli riteneva che gli stati africani sarebbero stati troppo deboli per battere il neo-colonialismo post-indipendenza e che solo l’unitarietà avrebbe permesso una riscossa reale del continente.

Il CPP ottenne presto un grande supporto a livello nazionale e la sua arma migliore fu l'utilizzo della stampa. I nuovi quotidiani principalmente “the Accra Evening News” e “Cape Coast Daily News” venivano scritti in una lingua inglese comprensibile a vaste aree della popolazione. A seguito di quanto detto il potere coloniale cominciò a censurare articoli e slogans di propaganda del CPP che, con un'astuta strategia, cominciò a pubblicare intere pagine di articoli lasciate in bianco, con un effetto pubblicitario di ritorno ancora più pervasivo.

Nkrumah fu allora tacciato di comunismo per cercare di distogliere il supporto verso la sua attività politica, ma anche tale mossa si rivelò futile e la gente cominciò a sostenere che “ Well, if what Nkrumah stands for, the liberation of his fellow countrymen from colonial domination, is communism, then all sane persons should follow him”. Gli slogan di propaganda nazionale del leader emergente erano estremamente efficaci e coglievano l'attenzione delle masse; con il motto “positive action”, Nkrumah incitò a manifestazioni pacifiche di dimostrazione di dissenso, seguendo l'esempio di Gandhi in India e, nel 1950, indisse uno sciopero (sit-down strike) per chiedere la fine dell'era coloniale.

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Ghana e Nigeria: comparazione di due sistemi sociali e politici (dalla decolonizzazione alla democratizzazione)

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Informazioni tesi

  Autore: Federico Carmignani
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Federico Battera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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