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Utilizzo del protocollo per la valutazione delle abilità prassiche e della coordinazione motoria APCM, per la valutazione della funzione manuale in un gruppo di bambini con deficit cognitivo, presso una struttura ambulatoriale territoriale.

Il concetto di ritardo mentale nel bambino

Negli ultimi anni, grazie agli studi di neuropsicologia, il concetto di ritardo mentale appare una diagnosi che poco chiarisce sul reale funzionamento di un bambino. Avere chiaro quali specifiche atipie dello sviluppo inficiano la capacità di apprendere, permette al riabilitatore di mettere a punto specifiche stimolazioni, in modo da offrire al bambino maggiori possibilità di sviluppo.

La ricerca, dotandosi dell'aiuto delle nuove tecniche di neuroimmagine, ha verificato come nel cervello le funzioni si interconnettono, influenzandosi reciprocamente. I bambini ai quali viene fatta diagnosi di ritardo mentale, spesso sono individui con specifiche disabilità, che vanno ad influenzare ulteriormente la loro capacità di apprendere e di adattarsi all'ambiente circostante. E' compito dell'equipe multidisciplinare, chiarire quali siano le anomalie nello sviluppo di ogni singolo bambino che arriva in un presidio riabilitativo, e attraverso i punti di forza dello stesso, mettere a punto un preciso piano di stimolazioni. L'utilizzo di nuovi protocolli diagnostici può consentire una maggiore chiarezza sulle reali difficoltà del bambino.

Scopo di questo lavoro è quello di dimostrare se attraverso il protocollo per la valutazione della disprassia APCM (Sabbadini, Tsafir, Iurato) sia possibile valutare la funzione manuale in un gruppo di bambini con ritardo mentale, e attraverso tale valutazione mettere a punto un migliore piano di intervento che tenga in considerazione le specifiche difficoltà e i punti di forza. Nel ritardo mentale è a vari gradi compromesso il funzionamento adattivo e il protocollo utilizzato sonda con particolare accuratezza tali ambiti.

Recentemente la ricerca in campo riabilitativo ha messo in luce la necessità di sondare con strumenti sempre più efficaci le patologie dell'apprendimento, ed è grazie a tale ricerca che si è visto che specifiche difficoltà sono legate a deficit di determinate funzioni. Le ricerche sui disturbi dell'apprendimento e sulla disprassia, hanno permesso a molti bambini di ricevere un trattamento adeguato e un insegnamento che si adatta al loro specifico stile cognitivo.

Informazioni tesi

  Autore: Tiziana Rombi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
  Relatore: Elisa Sicola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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