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Il concetto di ritmo nella tradizione letteraria romana

Quintilliano e l'orazione

Quintiliano consiglia per l’orazione una dimensione più definita e chiara, basata sui piedi metrici. Contrappone questa chiarezza alla complessità ritmica descritta nel paragrafo precedente. Infatti i ritmi ammettono le pause e lunghezze varie (τετράσηµον et πεντάσηµον et deinceps longiores), creando un sistema complesso a tal punto da rendere necessario il ricorso a particolari segni che guidino il lettore nell’interpretazione della sequenza delle durate temporali.
Il tipo di composizione che si adatta invece all'oratoria si basa sui piedi metrici, cioè sulla semplice successione di sillabe lunghe e brevi che li compongono.

Nella parte finale di questo brano, Quintiliano esprime un giudizio sul modo con il quale alcuni grammatici interpretano i versi dei poeti lirici. Quanto esposto in questo passo della Institutio oratoria sembra completare il pensiero che Cicerone aveva esposto, sul medesimo argomento, nell’Orator. Cicerone, in quel caso, affermava che i componimenti dei lirici, nella loro veste spoglia della melodia, ossia nella veste puramente verbale, sembrano prosa sciolta.
Quintiliano aggiunge qui che ci sono dei grammatici così pedanti che hanno voluto comunque dare a quei componimenti, così privi della loro originaria veste ritmica, una struttura di verso.
Nei paragrafi successivi si conclude la trattazione sui ritmi con la definizione del termine numerus oratorius.

Questo termine indica per Quintiliano l’uso particolare che si deve fare dei ritmi in alcune parti dell’orazione. Il concetto espresso è del tutto simile a quello già visto nel caso della definizione di oratio numerosa che Cicerone aveva fatto nell’Orator. Anche in Quintiliano è chiara la preoccupazione di dare ai ritmi nell’orazione una definizione specifica, che ne sottolinei l’uso particolare, perché, comunque, quest’uso deve essere limitato e non continuo. Sempre con molta diffidenza è infatti visto dagli oratori l’uso sistematico dei ritmi, così come viene fatto nella poesia.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il concetto di ritmo nella tradizione letteraria romana

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Informazioni tesi

  Autore: Luciano Garosi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Giovanni Guastella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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Parole chiave

metrica greca
metrica classica
aristosseno
metrica latina
metrica quintiliano
ritmo greco

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