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La Corruzione in Italia: Cause ed Effetti

Sistema Politico: Clientelismo e Spoils System

Tutti i fattori fin qui discussi possiedono un profondo legame col substrato culturale della società. L’accettazione di prassi consuetudinarie che trascendono l’ordinamento giuridico rappresenta l’elemento fondante di una dilagante diffusione di malgoverno e corruzione. La questione morale è molto profonda. Tutte le cause fin qui discusse appaiono fortemente legate da complicate relazioni di causa ed effetto che rendono molto arduo un processo cognitivo indirizzato a comprendere il momento primigenio. Rifacendoci ai concetti espressi dagli autori della broken windows theory, potremmo dire che se lo Stato lascia incustodite le funzioni di sua competenza, permettendo che queste diventino terreno per il sopruso e l’oltraggio senza che un interesse più alto sia lì pronto a redimere da comportamenti scorretti e sleali, impedendo nel processo legislativo un’eterogenesi dei fini e lavorando, tanto nella prevenzione quanto nella repressione, affinché si crei armonia sociale, allora si accelera e facilita quel processo imitativo che porta l’irregolarità a divenire regola e la regola a divenire eccezione.
Nel suo discorso alle Camere del tre luglio del 1992 l’on. Bettino Craxi pose al centro del dibattito una delicatissima questione morale chiamando ciascun parlamentare a compiere un profondo, ma quanto mai scontato nel risultato, esame personale della coscienza. Nessun parlamentare osò contraddirlo. Quello che emerse dalle indagini della procura di Milano fu, al di là dei fatti concreti, un congenito radicamento di un costume politico, amministrativo ed imprenditoriale corrotto, moralmente corrotto. Lo Stato nei suoi organi più alti era truffato e imbrogliato in nome del suo stesso funzionamento. Paradosso la cui origine non può che risiedere in ragioni storiche, sociali, economiche, culturali e morali. Dalle stesse ragioni sono discese istituzioni i cui fini erano già alla nascita disattesi e ignorati. Da tangentopoli è emerso un Paese costruito sull’ipocrisia per l’ipocrisia, con una struttura ufficiale irrilevante, perché ritenuta incapace di gestire il particolare momento storico, il complesso tessuto sociale ed economico e il delicato equilibrio politico, ed una struttura ufficiosa pesantemente dominante, perché ritenuta, al contrario, maggiormente flessibile ed adattabile a scenari politici ed economici incomprensibili da quella moltitudine di osservatori poco privilegiati e distanti.
Quanto detto è espresso a chiare lettere nelle risposte fornite dall’on. Bettino Craxi nel corso dell’interrogatorio nel processo Cusani del ’93:

in Italia il sistema di finanziamento ai partiti e alle attività politiche in generale contiene delle irregolarità e delle illegalità, io credo, a partire dall’inizio della storia repubblicana [...] e non lo vedeva solo chi non lo voleva vedere, e non ne era consapevole solo chi girava la testa dall’altra parte [...] i partiti erano tenuti a presentare i bilanci in parlamento, i bilanci erano sistematicamente tutti falsi […] né i partiti di opposizione contestavano i bilanci dei partiti di governo, né i partiti di governo contestavano i bilanci dei partiti di opposizione [...] ci sono molte ragioni che possono aver spinto i gruppi [industriali], una ragione di considerazione politica generale, di sostegno della stabilità politica del paese, di sostegno di forze di governo, di convenienze ad ottenere e mantenere anche un rapporto di amicizia con forze di opposizione [...] ma il tribunale stia certo che tutti i maggiori gruppi industriali economici del paese, tutti hanno finanziato il sistema politico con dei contributi [...] che hanno certamente erogato su ampio arco, e di partiti, e di parlamentari, e di esponenti politici e candidati parlamentari.

L’organo cui era demandato il potere legislativo era dunque umiliato e calpestato da condotte contra legem da parte di quegli stessi uomini incaricati di custodirlo ed esercitarlo. Colpevoli di aver violato leggi rispetto alle quali avevano il potere di intervenire, per modificarle, minimizzarle, o addirittura annullarle. Un paradosso tragicomico dai risvolti drammatici e dalle facili ilarità. Dall’interrogatorio dell’on. Craxi emerge una realtà che, a suo dire, era ben nota a tutti, e, forse ancor più rilevante, era necessaria al funzionamento del Paese. In dottrina apprendiamo dell’esistenza di un legame particolare fra le democrazie rappresentative e la corruzione, premesso che quest’ultima è esistita in ogni tempo e in ogni tipologia o forma di governo; legame che sembrerebbe derivare da una difformità sostanziale fra ciò che è la democrazia in teoria e ciò che è la democrazia di fatto. Nel funzionamento dei regimi democratici esiste difatti un’evidente asimmetria informativa fra chi governa e chi delega al governare, asimmetria che in teoria il concetto stesso di “governo del popolo” escluderebbe. Tale asimmetria, se pur teoricamente minimizzabile, nei fatti è più facile che si accentui, poiché coloro i quali hanno il potere di ridurne la dimensione, allo stesso tempo traggono vantaggi da un suo inasprimento. Per dirla con le parole di Pizzorno:

la corruzione […] sottrae al principio di trasparenza il processo delle decisioni politiche che essa inquina. […] In ciò va vista come una delle condizioni che approfondiscono il divario, così tipico della vita politica dei regimi democratici contemporanei, fra pubblicità e occultamento. Da una parte sta l’esasperata presenza pubblica d’immagini politiche irrilevanti, o, in ogni caso, veicolanti rappresentazioni di realtà inaccessibili; e dall’altra, appunto, le realtà inaccessibili delle decisioni che contano, e per le quali si cerca di occultare la via attraverso cui vi si arriva.

Mentre il divario fra pubblicità e occultamento, essendo comune a tutte le moderne democrazie, sembra essere un elemento ineludibile proprio del funzionamento stesso del regime democratico, la sua dimensione, intesa come la quantità di ambiti decisionali coinvolti, e la sua qualità, intesa come il grado di purezza delle decisioni rispetto a corruzione e interessi particolari, non possono che dipendere dalla formazione etica e morale della classe politica come organo di governo. Tuttavia, in particolare per ciò che riguarda il nostro paese, non si possono non concedere delle attenuanti alla deriva etica e morale come principale causa della dimensione e della qualità del divario fra occultamento e pubblicità nel processo decisionale. L’esito della seconda guerra mondiale, e in generale il sottile e delicato equilibrio politico, economico e sociale interno, riflesso di un fragilissimo equilibrio internazionale, hanno probabilmente influenzato l’entità del divario in modo rilevante e, come possiamo immaginare, fino al punto di condizionare la formazione dell’etica politica.

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La Corruzione in Italia: Cause ed Effetti

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Informazioni tesi

  Autore: Calogero Friscia
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Nicola Acocella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

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