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I nuovi ruoli genitoriali nella famiglia ricostituita

Dalla coppia moderna alla nuova genitorialità

Nella società odierna vanno mutando, in modo sostanziale, anche gli schemi interpretativi dei rapporti coniugali e familiari.
Nei secoli passati l’individuo era, nella maggior parte dei casi, indirizzato a trovare il senso della vita non tanto nel rapporto di coppia, quanto nei legami di parentela e vicinato e nel proprio bagaglio di credenze. Gli amanti, gli innamorati che si isolavano, infatti, venivano guardati con sospetto da parenti e amici che si sentivano minacciati e “traditi” dalla loro solidarietà (Malagoli Togliatti e Lubrano Lavadera, 2002).
La diffusione nell’epoca moderna dell’amore romantico portò la coppia in primo piano e con essa anche la famiglia fondata sulla coppia, in cui la scelta del coniuge doveva essere libera e basata su un’affinità elettiva (Satir, 1999).
Tale conquista oggi è rimasta, anche se accompagnata da nuove aspirazioni, connotazioni e rivendicazioni. L’amore romantico rischia, infatti, di entrare in contrasto con la forte vocazione alla libertà individuale di molti giovani e con le loro esigenze di autorealizzazione personale.
I valori sentimentali, quindi, non sono più tenuti nelle cornici simboliche e istituzionali, ma i due partner giorno dopo giorno rinnovano il contratto che li unisce per far coincidere impegno, affettività e soddisfazione personale (Lazartigues, 2001).
L’amore che molte coppie vanno cercando oggi è sempre meno l’amore-dedizione, ma sempre più l’amore-comunicazione, l’amore-scambio che deve contribuire in maniera sostanziale alla realizzazione dell’individuo e alla sua crescita psichica. L’amore delle coppie contemporanee, quindi, si fonda sull’intimità e la fiducia nell’altro, ma non deve limitare l’identità di una persona: deve cioè consentire di essere se stessi e di evolvere (Malagoli Togliatti e Lubrano Lavadera, 2002)
La coppia di oggi si fonda, dunque, su un’unità affettiva costituita da una disposizione all’ascolto, da una presa di coscienza dei propri sentimenti, emozioni e affetti, in una dimensione d’autenticità e d’espressione di sé che si sviluppa con l’individualismo contemporaneo (Lazartigues, 2001).
Se l’amore romantico non è affatto morto, è stata però superata l’idea che esista un’unica persona al mondo a noi destinata, così come è stata superata l’idea che la donna sia debole e incapace di badare a se stessa. Continuano, così, ad esserci coppie monogame e unite, ma si ammette comunque che due persone possano lasciarsi senza che per questo debbano essere valutati negativamente. In passato, il venir meno dell’amore in una coppia di coniugi non poneva fine all’unione perché le convenzioni non lo consentivano; oggi, invece, con la possibilità di divorziare, la fine di un amore porta alla fine della convivenza (Malagoli Togliatti e Lubrano Lavadera, 2002)
Scompare, dunque, la visione del matrimonio come punto di riferimento. Il matrimonio, che sia civile o religioso nella società moderna, perde la sua funzione istituzionale, come organizzatrice e fondante dei sentimenti d’amore e delle aspettative affettive e sessuali e fonte di identità dei due sposi, per la coppia contemporanea (Lazartigues, 2001).
Tuttavia, i rapporti tra un uomo e una donna, che si incontrano, si amano e che decidono di sposarsi, per mettere al mondo una famiglia, è ancora il fondamento di ogni rapporto umano (Saraceno, 1998).
Così come avviene per la struttura familiare che si modifica adattandosi alle trasformazioni dettate dal tempo, anche la genitorialità cambia e si evolve.
È con l’età moderna, con la nascita della famiglia borghese, che il figlio diventa centro dell’esperienza familiare costituendo sempre più l’oggetto di cure, attese e gratificazioni. Contestualmente emerge anche la categoria della paternità, che si colloca all’interno di un profondo desiderio di genitorialità condivisa in cui si comincia a parlare di ruolo paterno e ruolo materno (Oliverio Ferraris, 1997).
Poco a poco l’essere genitori comincia ad essere inteso non solo come puro dato biologico della procreazione, ma come la diretta e condivisa assunzione di responsabilità sul piano educativo e affettivo (De Pasquale, 2002).
Il sentimento della genitorialità condivisa emerge in vari modi. Se in passato il parto della moglie era essenzialmente una questione di donne, oggi molti uomini assistono all’evento. Mentre fino a qualche tempo fa un padre si sarebbe vergognato di spingere una carrozzina o di dare il biberon al figlio, oggi è considerato accettabile che padre e madre si dividano equamente la responsabilità dei figli. È anche previsto che un uomo possa ottenere una licenza dal lavoro per accudire il neonato. Tale condivisione delle cure materne, nella nostra epoca, riflette dunque sia il desiderio delle donne di avere un legame forte con il proprio bambino ma anche quello di mantenere il legame di coppia, le amicizie e l’impegno nel mondo circostante (Oliverio Ferraris, 1997).
Dall’altra parte si assiste, però, ad un crescente riconoscimento dell’importanza e dell’insostituibilità della funzione svolta dai genitori: la crescente complessità che caratterizza le società moderne, fa riscoprire, infatti, il valore della famiglia come luogo multigenerazionale di trasmissione del patrimonio culturale, e come luogo in cui ciascuno può collocare se stesso all’interno di un tempo e di una storia e dunque costruirsi una propria identità individuale e sociale. I genitori cioè mediano il modo in cui il mondo esterno entra nell’universo esistenziali dei figli e parallelamente mediano il modo in cui i figli entrano nel mondo (De Pasquale, 2002).

Questo brano è tratto dalla tesi:

I nuovi ruoli genitoriali nella famiglia ricostituita

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Informazioni tesi

  Autore: Fabiola Ceccaroni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Alessandra Salerno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

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