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Coordinamento e interdipendenze organizzative nel gioco del calcio

Vantaggi del gioco a zona nel calcio

La scelta di giocare a zona, traendone vantaggio, può essere fatta se si ha una squadra che vuole imporre il proprio gioco, se si hanno difensori con spiccato senso tattico ma poco veloci o se si attraversa un periodo di scarsa condizione atletica. Ovviamente, questo tipo di tattica ha dei risvolti positivi ma anche negativi, infatti ad essa sono legati vantaggi e svantaggi.

I vantaggi sono (Marziali & Mora, 2002, cap.5):
a) Il calciatore è più coinvolto psicologicamente, nel gioco a zona il calciatore dipende da se stesso, con la marcatura a uomo dipende dall’avversario ed ê libero di esprimersi in entrambe le fasi, sempre tenendo conto di quanto richiede il ruolo specifico; ne consegue un notevole coinvolgimento psicologico per tutta la gara;
b) Ci si muove e si marca in funzione della posizione della palla. Nel gioco a zona si marca l’uomo in possesso palla e si attua la marcatura d’anticipo sugli avversari senza palla;
c) Equa suddivisione del carico di lavoro. Visti i compiti assegnati a ciascun calciatore, ne deriva che il carico di lavoro viene diviso in maniera omogenea, quindi, anche il consumo energetico sarà equamente distribuito;
d) Le distanze tra i reparti sono minori, quindi è più facile organizzare il pressing. Nel gioco a zona si è molto più numerosi nella zona dove si trova la palla. Essendo più numerosi si può organizzare in maniera efficace il pressing, e si può riconquistare quindi prima la palla;
e) Equa distribuzione degli uomini sul campo offre più possibilità al portatore di palla di trovare appoggi ed aumenta le possibilità di mantenimento del possesso palla;
f) Spazi ridotti tra i calciatori. Avendo la squadra corta, gli spazi tra i giocatori sono ridotti, dunque i passaggi sono facilitati e non si necessità per forza di “piedi buoni”. Indispensabile è invece, la prontezza dei giocatori, a semplificare il lavoro dei compagni;
g) Quando c’è la transizione (passaggio da una situazione di “possesso palla” a una di “non possesso palla”), ogni calciatore è nella propria posizione ottimale. Nel momento in cui c’ê la transizione positiva (riconquista della palla), così come la transizione negativa (perdita del possesso palla), ogni calciatore si trova nella propria posizione naturale (cioè dove si rende di più), perciò esprimerà meglio le proprie qualità.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Coordinamento e interdipendenze organizzative nel gioco del calcio

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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Alviani
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cassino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Francesco Virili
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

FAQ

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