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Formazione Professionale un'opportunità per i Diversamente Abili

Il Ruolo del Formatore/Educatore/Facilitatore

Punto di partenza per le azioni formative ed in particolare dell’area sociale è individuare figure professionali da impegnare durante l’iter progettuale.
“… Ecco perché il punto interrogativo più forte pende sugli operatori. Se in questo lavoro ci metteranno l’anima, se cammin facendo saranno attenti ad affinare le loro competenze, se anteporranno il bene dei ragazzi loro affidati a ogni altro criterio di valutazione, se cercheranno la solidarietà di altre agenzie educative con l’atteggiamento di chi vuol integrare, se saranno disposti a pagare prezzi di sofferenza interiore per gli scarti che inesorabilmente ci saranno tra risultati e ideali di fondo … allora il progetto non può non giungere a buon porto …” (Don Tonino Bello).

Un ruolo, quello dei Formatori impegnati nei percorsi formativi che sono punto di riferimento non solo per gli allievi, con i quali quotidianamente affrontano problematiche legate agli aspetti formativi e di vita di ognuno di essi, ma anche per le famiglie, con le quali sviluppano un dialogo dall’inizio dell’intervento formativo, diretto al pieno coinvolgimento e condivisione con gli obiettivi di un Corso diverso dal solito intervento di formazione professionale e dove esiste la piena consapevolezza di coltivare e perseguire la reale opportunità di sostenere l’inserimento socio – lavorativo per gli utenti. Per questo gli operatori hanno costanti rapporti con le istituzioni, le aziende, gli artigiani del territorio, le associazioni … .
Perciò il Formatore che lavora con i disabili o con chi è a rischi di devianza, deve possedere una buona maturità psicologica, che lo aiuti ad accettare le proprie inadeguatezze, e una sufficiente capacità di leggere il proprio sé nel contesto reale che gli permetta di chiedere e di offrire aiuto. A questi accorgimenti nell’esercitare la professione educativa, per promuovere e incrementare il confronto, la discussione, per attenuare il senso di onnipotenza (modalità difettiva nella relazione d’aiuto), Bertolini aggiunge quello di lavorare in équipe, o comunque non in solitudine. Aspetto importante negli operatori che lavorano con i disabili e la presenza di elementi genitoriali: gli educatori, infatti, nel loro lavoro, affrontano esperienze emotive e difficoltà molto simili a quelle delle figure genitoriali dove gli utenti, vivono in una conduzione di forte marginalità e quindi:
- Sono portatori di una sofferenza;
- Sono rivelatori di una sofferenza nascosta del contesto sociale;
- Sono portatori di un’urgenza di cambiamento.
Per quanto sopraesposto, ragionare su competenze, capacità e ruoli del Formatore (facilitatore, educatore, tutor d’aula, operatore dell’integrazione, orientatore) richiede una riflessione sul suo compito, o quanto meno una analisi degli scenari e dei contesti in cui si muove questa figura. Un Formatore che per lavorare nell’area dello svantaggio e ambire a traguardi soddisfacenti diventa competente, se oltre alle abilità professionali, possiede una capacità di integrarsi nella rete locale (vedi figura), fare impresa nel sociale, capace di convincere e uscire dalla logica che fare formazione nell’area dello svantaggio non significa fornire solo assistenza, ma un servizio del e al territorio e per chi più degli altri ha bisogno di trovare spazio in un contesto sociale come quello che stiamo vivendo che non perdona i più deboli.
In sintesi è un “consulente di processo” un “facilitatore della comunicazione” un “mediatore” con alta competenza relazionale e un’alta qualità di azione contestuale, che sa:
- Adattarsi e sintonizzarsi molto rapidamente agli ambienti diversi;
- Capace di elaborare fattori strategici mirati all’accompagnamento delle organizzazioni verso gli obiettivi progettati e i risultati attesi;
- Che sovrintende ai fattori sociali e organizzativi, emotivi e di apprendimento, in particolare durante i colloqui di aiuto;
- Capace di ascoltare gli interlocutori e in grado di rispettare le altrui identità, senza voler imporre il proprio punto di vista, le convinzioni morali, (modalità difettive della relazione d’aiuto) e quant'altro.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Formazione Professionale un'opportunità per i Diversamente Abili

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Informazioni tesi

  Autore: Vittorio Russo
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Professionale
  Relatore: Alessandra Cesaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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Parole chiave

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