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Libero e il Fatto Quotidiano: due realtà editoriali nel giornalismo italiano

Libero e il Fatto rapportati al modello pluralistapolarizzato

I due quotidiani in esame hanno caratteristiche diverse rispetto agli altri. Come si collocano nel modello mediterraneo, chiamato anche pluralista-polarizzato, illustrato da Daniel Hallin e Paolo Mancini?
Hallin “chiarisce che questo modello mediatico è collegato” con “la transizione, relativamente conflittuale alla modernità che è stata caratteristica del sud Europa”.
Andiamo a vedere tutti gli aspetti del modello cui appartiene anche l'Italia: il paese dei “1500 lettori” rappresentati da industriali, politici, industriali, sindacalisti i quali, secondo Forcella, sono gli unici che contano sul serio. Di seguito si analizzerà la parte riguardante i quotidiani Hallin e Mancini e, schematizzando punto per punto vedremo come si collocano le due testate in esame:
a) Nei paesi mediterranei - scrivono i due autori - i media sono fortemente politicizzati e il parallelismo politico (cioè quando i «media sono legati alle organizzazioni politiche, i giornalisti sono profondamente coinvolti nei partiti politici e la professionalizzazione tende ad essere bassa») abbastanza alto. Lo stile del giornalismo tende a privilegiare il commento e la valutazione. I giornali tendono a rappresentare distinti orientamenti politici e questo trova una corrispondenza negli atteggiamenti politici dei loro lettori. Spesso, inoltre, i giornali svolgono un ruolo attivo di mobilitazione.
Beh, a osservare Libero e il Fatto sembra proprio che la descrizione calzi quasi a pennello. Ambedue sono molto politicizzati e trattano comunemente di politica, ovviamente da punti di vista contrapposti. Nessuno dei due è legato strettamente a qualche partito politico (anche se Angelucci è un deputato del Popolo delle libertà) ma la vicinanza o la lontananza a un partito nessuno la nasconde. La professionalità, che secondo Hallin e Mancini simboleggia l'obiettività e la neutralità politica è in sostanza inesistente. Ogni titolo, ogni articolo, persino ogni foto fa capire da che parte sta la testata, senza ipocrisia. In virtù di ciò, anche sullo stile, che preferisce commento e valutazione, i due giornali aderiscono perfettamente al modello. Addirittura da una parte Libero è famoso per gli editoriali del direttore mentre dall'altra il Fatto colloca a destra della prima pagina un articolo satirico del vicedirettore Marco Travaglio, che analizza a modo suo il fatto del giorno: inoltre, anche la sezione "Piazza Grande" non è altro che il punto di vista di qualche esperto. Per quanto riguarda, infine, il ruolo di mobilitazione, entrambi si sono mobilitati per diverse cause. Basti pensare alla manifestazione contro la legge sulle intercettazioni per il Fatto e "Le primarie di Libero" in cui si chiedeva ai lettori chi preferissero alla successione di Silvio Berlusconi per prendere in mano il Popolo della libertà. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Libero e il Fatto Quotidiano: due realtà editoriali nel giornalismo italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Zanfardino
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Giuseppe Jacobini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 274

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