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Didattica delle scienze nella scuola primaria: uno sguardo ai programmi europei relativamente ai contenuti di fisica

Le idee dei bambini sui fenomeni fisici

Un insegnamento proficuo delle scienze dovrebbe partire dalla consapevolezza che i bambini hanno una naturale curiosità e un istinto esplorativo innato, ma anche delle idee spontanee e delle credenze che devono essere superate per fare in modo che i fenomeni studiati siano compresi ed interiorizzati in modo adeguato.
I bambini e gli scienziati hanno molte cose in comune: secondo Roger Osborne entrambi sono interessati ad un’ampia varietà di oggetti e fenomeni, entrambi cercano di trovare ad essi un senso ed una spiegazione. I giochi ripetitivi dei bambini, come il lancio reiterato di un oggetto a terra, in un certo senso servono ad investigare sulla fisica degli oggetti e del movimento. Brandwein sottolinea l’esigenza, comune ai bambini e agli scienziati, di avere delle risposte soddisfacenti alle domande, ricercabili spesso attraverso l’azione.
Un ampio numero di ricerche sono state eseguite al fine di cercare di capire le idee dei bambini sul mondo in cui vivono. Le ricerche sono volte a dimostrare che ciò che l’insegnante intende trasmettere è spesso compromesso ed influenzato dalle idee spontanee dei bambini. Posner, Strike, Hewson e Gertzog hanno dimostrato che i bambini sono disposti a cambiare le proprie idee se si riesce a dimostrare loro che queste sono lacunose e non soddisfacenti. Tuttavia questo non è sufficiente: è necessario mostrare loro delle idee alternative che colmano i punti laddove le loro teorie di base mostravano carenze. Le alternative devono essere plausibili, coerenti e produttive. In ogni caso il cambiamento avverrà in modo graduale e grazie ad una sperimentazione concreta delle nuove soluzioni. Il metodo con cui i pedagogisti e gli esperti di didattica consigliano di mettere in discussione le convinzioni errate per sostituirle con quelle corrette è simile a quello che contraddistingue la storia del progresso scientifico stesso: la dimostrazione dell’errore e l’attuazione di prove per raggiungere il risultato esatto.
Il ruolo della storia del progresso scientifico può fare la differenza nell’abbattere il pregiudizio della scienza vissuta come materia asettica e assoluta. Purtroppo, come afferma Brunella Danesi, insegnante di scienze e membro dell’ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti Scienze Naturali) gli insegnanti tendono a trascurare la storia del progresso scientifico: gli stessi libri di testo sono costruiti in modo da mostrare “come una fotografia” la visione attuale del periodo in cui vengono redatti, con il risultato di far percepire la scienza come “dogmatica ed acritica”. Sapere come si è arrivati ad una determinata conoscenza ha un enorme valore educativo perché permette di percepire la scienza in una nuova prospettiva di contatto e scambio con le altre discipline, aspetto purtroppo sempre ignorato.
Anche Franco Blezza sostiene che per massimizzare la componente educativa dell’insegnamento delle scienze bisogna considerare la dimensione storica di questa area disciplinare, i grandi personaggi, le grandi scoperte, i risultati che hanno contribuito al miglioramento delle nostre condizioni di vita. Considerare la componente storica della scienza può essere quindi un valido strumento per gli insegnanti, per avere ulteriori ed alternativi spunti di riflessione da proporre e per accrescere la volontà di apprezzare le sfaccettature che rappresentano i fondamenti del sapere scientifico insegnato a scuola. Inoltre può rendere gli alunni consapevoli che anche gli scienziati, come i bambini stessi, prima di intraprendere le loro grandi scoperte sono a volte partiti da idee errate e incomplete, focalizzando quindi sulla grande opportunità di scoperta che nasce quando si trova un errore.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Didattica delle scienze nella scuola primaria: uno sguardo ai programmi europei relativamente ai contenuti di fisica

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Laura Bertinetto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Matteo Leone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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