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Il Mediterraneo migrante: tra il Colonialismo e il Postcolonialismo

Uno sguardo al colonialismo italiano

Il colonialismo è un oscuro capitolo della storia italiana che bisogna rivisitare alla luce di ciò che è stato oppresso, trascurato e rimosso.
La presenza italiana in Africa viene spesso negata o marginalizzata poichè considerata storicamente troppo breve e geograficamente troppo limitata rispetto ad altri imperi europei. Inoltre, il collegamento del colonialismo italiano con il periodo di maggior retorica fascista, lo slogan continuamente ripetuto "Italiani Brava Gente" e l'immagine collettiva di un imperialismo poco violento e strategico, hanno contribuito alla distorsione e alla rimozione degli eventi coloniali.


Anche l'Italia come le altre potenze europee ha ottenuto le sue colonie (Etiopia, Eritrea, Libia, Somalia) imponendosi attraverso massacri, deportazioni, stremini e leggi razziali.
Una delle fasi iniziali della nostra storia colonialista, fu l'acquisizione della città portuale di Assab, in Eritrea nel 1882. Quest'impresa fu propagandata con la retorica di aprire scenari di grandezza alla giovane nazione, ma in realtà gli interessi che si celavano dietro di essa erano ben altri.
Nel 1896 con la famosa battaglia di Adua, l'Italia tentò di estendere i confini verso l'Etiopia ma il suo esercito fu pesantemente sconfitto da quello abissino guidato dal negus Menelik II.
Quasi contemporaneamente inizia la colonizzazione della Somalia, con la conquista dei territori meridionali.
Una tappa fondamentale del colonialismo italiano fu la guerra contro la Libia iniziata nel 1911. L'annessione di quest'ultima come colonia d'Italia venne ultimata solo nel 1931, dopo la cattura e condanna a morte di Omar al-Mukhtar che era il capo della resistenza anticoloniale.
In quanto all'Africa Orientale, l'ultimo territorio a cadere sotto il dominio italiano fu l'Etiopia, conquistata nel 1936.
L'aggressività, la violenza, lo sfruttamento e le stragi che hanno segnato l'esperienza coloniale italiana costituiscono pagine non ancora integrate nella storia nazionale del Paese; rimosse, o apertamente negate, in nome di un mito ancora fortemente radicato nell'immaginario collettivo, che rivendica l'atipicità della vicenda coloniale italiana come quella di un "colonialismo dal volto umano".
La stampa, all'epoca del colonialismo, approfittando della forza comunicativa delle immagini, esaltava la figura del soldato italiano mostrandolo buono, generoso, mosso da spinte sicuramente non sopraffattorie. Ad esempio dopo le vicende disastrose delle varie guerre per l'occupazione dei territori, comparivano immagini di soldati italiani che si privavano della propria razione di cibo, per donarla ai bambini africani affamati.
Lo scopo della stampa, era quello di distogliere l'attenzione pubblica dalla struggente realtà dei fatti.
Ancora oggi la percezione diffusa del colonialismo italiano è quella della vulgata propagandistica del periodo coloniale, cioè di un colonialismo mosso da spinte demografiche, con lo scopo di integrazione con le popolazioni locali, arruolate in un progetto comune. E' proprio per questo che le vicende coloniali italiane assumono un "volto umano".
Le atrocità e i massacri, o sono stati apertamente negati o considerati inevitabili. Anche il razzismo fascista, estremamente grave nel panorama coloniale africano, è stato a lungo rimosso.

Il sogno imperiale dell'Italia nel Corno d'Africa (...) è una storia dimenticata, sepolta nell'inconscio collettivo di una nazione (...) una guerra coperta da altre guerre e che forse anche per questo ha lasciato poche tracce nella nostra cultura, poche suggestioni nella prosa dei nostri narratori.

A tal proposito è fondamentale sviluppare un postcolonialismo di stampo italiano che miri a recuperare un pezzo di storia che è stato oscurato. Attraverso una revisione delle pesanti discriminazioni razziali nel Corno d'Africa, l'analisi di un film rimasto a lungo censurato e analizzando le conseguenze del colonialismo attraverso le voci del popolo femminile oppresso, ho cercato di portare alla luce una realtà dimenticata.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Mediterraneo migrante: tra il Colonialismo e il Postcolonialismo

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Sarpa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Iain Chambers
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

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Parole chiave

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il migrante
lo schiavo del manoscritto (amitav ghosh)
la musica come ponte tra popoli e culture
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