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Analisi Organizzativa Multidimensionale come strumento di miglioramento della comunicazione interna nel no profit

Le criticità e le potenzialità della Dimensione Strategico-Strutturale

In questo paragrafo a conclusione del capitolo secondo, abbiamo riassunto i punti forza e le aree di criticità emersi dalle discussioni del gruppo sugli aspetti attinenti alla Dimensione Strategico-Strutturale; riteniamo che unirli in un in un unico discorso possa per il lettore non solo essere chiarificatore ma soprattutto utile ai fini di una più facile integrazione di quanto va emergendo. Uno degli obiettivi finali di lavoro del gruppo che sta conducendo l'A.O.

M. sarà proprio quello di capire come tutti questi aspetti emergenti sia positivi che negativi si colleghino gli uni agli altri, procurando risvolti dalle dimensioni hard alle dimensioni soft e viceversa; inoltre, sarà importante, per il gruppo, evidenziare i punti forza su cui far leva per i cambiamenti auspicabili.
Dall'analisi degli aspetti prettamente architettonici è emerso quanto la posizione dei servizi rappresenti un indubbio vantaggio; sia per la bellezza dei luoghi in cui effettuare un'ottima pausa pranzo, sia perché nelle vicinanze della Stazione Termini, che costituisce il punto di snodo principale delle linea autobus e metro della città Capitolina; questi aspetti sono stati evidenziati dal gruppo come punti forza. Sono invece visti come aree di criticità sia l'assenza delle segnaletiche dei servizi sulla strada principale ad alta percorrenza (Via Cavour), che delle insegne disposte alle entrate dei servizi; motivo di scarsa visibilità e raggiungibilità per quanti si apprestano ai servizi indirizzatovi da terzi, così come per l'ignaro passante che può comunque venirne a conoscenza e decidere di recarvisi. Queste scarse "accortezze" alla segnaletica sono dovute alla mancanza di ulteriori supporti economici da parte della Cooperativa Cotrad che autofinanzia le attività dei servizi e che inoltre paga, per l'adesione alla Rete Penelope, una quota associativa annuale, questi ultimi aspetti di sostegno economico sono da considerarsi come punti forza. Questi servizi in sostanza essendo totalmente finanziati e non contribuendo in maniera diretta all'entrata totale devono accontentarsi di quanto la Cooperativa gli offre; qualora come emerso dall'analisi del mercato potenziale i servizi apportassero delle entrate, queste verrebbero ridistribuite all'intera Cooperativa. Quest'ultimo aspetto, se da una parte può sembrare demotivante per gli operatori a prestare un loro ulteriore impegno in nuove attività per partecipare all'utile della Cooperativa, dall'altra è ed è stato, invece, il meccanismo che consente un equa ridistribuzione delle entrate totali e che consente alla Cooperativa di finanziare servizi gratuiti per l'utenza; è quindi da considerarsi un punto forza.
Un'area di criticità è da ritenersi nel fatto che i servizi non partecipano ai bandi disponibili, con la creazione di propri progetti; le ragioni di questa scarsa partecipazione vengono riferite dalla Scuola alla scarsa disponibilità di finanziamenti per gli immigrati, questo aspetto è siglato dal gruppo come area di criticità. Un ulteriore area di criticità relativa al C.I.P.1 è costituita dal non riuscire ad evidenziare possibili acquirenti del Data-Base.
Dalla contestualizzazione storica dei servizi attraverso il racconto della Storia Strategica da parte dei membri fondatori, abbiamo ripercorso la strada che portò dalla loro nascita ad oggi, il racconto ci ha permesso di evidenziare diversi punti forza e aree critiche, che esponiamo a seguire. Alla nascita del C.I.P.1 tra gli operatori della Rete regnava una forte spinta alla condivisione e al lavoro di gruppo; oggi invece la condivisione tra gli appartenenti alle cooperative della rete viene a calare e questo aspetto costituisce un area di criticità. Inoltre un ulteriore area di criticità è emersa dal passaggio del Coordinamento di Rete composto inizialmente da tre Cooperative ad oggi in cui la Rete viene amministrata da una sola e precisamente Città Visibile. Nel corso del tempo, tutti i centri della rete, si sono dovuti adattare alle nuove domande degli utenti, affrontando il problema dell'aumento esponenziale della richiesta di lavoro da parte di un considerevole numero di migranti ma anche dei cosi detti: "over 40" italiani; nei confronti di questo cambiamento il gruppo vede come punto forza la costruzione di nuove strategie quali: la compilazione del C.V. che non si limita alla meccanicità di un assemblaggio di informazioni ma in un rapporto complesso con l'utenza in cui si giocano, per l'operatore, delle vere e proprie competenze psicologiche; quali l'offerta di un sostegno all'utente e una rielaborazione del proprio percorso lavorativo; l'auspicio è quello di attivare la persona a trovare le risorse necessarie per intraprendere nuovi percorsi lavorativi, qualora i vecchi abbiamo raggiunto un vicolo cieco. Un area di criticità secondo le operatrici è quella di non sapersi relazionare, con un utenza straniera attraverso la lingua inglese, data la loro ignoranza in materia.
Così come per il C.I.P.1 abbiamo visto un calare degli entusiasmi iniziali alla cooperazione, quest'ultima principio ispiratore della Rete Penelope, allo stesso modo per la S.D-T le cose sono cambiate nel corso del tempo, al principio era centrale il ruolo dell'accoglienza dell'immigrato attraverso un percorso di rielaborazione del passaggio che lo ha portato dal paese di origine in Italia; ad oggi, invece, la richiesta maggiore da parte dell'utente è l'apprendimento della lingua italiana. Questi ultimi cambiamenti visti come negativi sono assoggettabili secondo la Scuola alle nuove leggi sugli immigrati anch'esse negative. Inoltre, come criticità dovuta agli scarsi mezzi finanziari a disposizione della Scuola è stata evidenziata, dal gruppo di lavoro, la mancanza di corsi diretti agli adulti, nell'anno 2009/10.
Tracciando un parallelo possiamo osservare come entrambe i servizi facciano parte di Reti.; quest'ultime sono state definite come alleati dei servizi e rappresentano per questi dei punti forza, in quanto la partecipazione istituzionale tramite l'appartenenza ad importanti Reti ha contribuito per i servizi ad un maggiore riconoscimento e impatto nel territorio, di quanto da singoli avrebbero avuto. Ulteriori aree di criticità, in riferimento alla Scuola sono da riferirsi alla scarsa condivisione della metodologia denominata "Didattica-Teatro" all'interno degli incontri di rete; la condivisione dei diversi metodi didattici e l'esamina dei risultati raggiunti attraverso il loro uso, rappresenta un obiettivo da percorrere volto ad una sempre migliore progettazione di interventi a favore dell'inclusione sociale dell'immigrato.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi Organizzativa Multidimensionale come strumento di miglioramento della comunicazione interna nel no profit

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Rotondi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Donata  Francescato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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