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Acculturazione e identità personale,etnica e culturale in adolescenti immigrati di seconda generazione

Riflessioni sul Multiculturalismo

Il multiculturalismo non può essere definito in maniera semplice (Voyer, 2011).
Può essere riferito sia a teorie derivate dalla codificazione dei diritti umani, sia ad un’ideologia politica che enfatizza la libertà individuale ed i diritti dei singoli individui, oppure indicare una strategia economica, o una politica o un approccio legale così come quello adottato da Australia e Canada, ma può anche riferirsi ad un assortimento delle migliori pratiche di gestione, identificazione e mantenimento dell’eterogeneità culturale che include sia gli immigrati, le minoranze etniche, le donne, i gay e le lesbiche ed i gruppi religiosi. Nello specifico Voyer lo usa per riferirsi a politiche, prospettive, organizzazioni e individui che si occupano di preservare le uguaglianze di genere, le diversità sessuali e i differenti orientamenti, individui con disabilità e gruppi etno-culturali non dominanti.
Il lavoro di Voyer esplora la diffusa adozione del termine multiculturalismo da parte delle nazioni che lo vedono come una soluzione alle iniquità sociali e che lo adottano come scelta strategica nell’incontro con le minoranze (Voyer, 2011).
Von de Vijver e colleghi propongono differenti definizioni del termine multiculturalismo, di cui almeno tre sono (Van de Vijver, Fons J.R. 2008):
1) può riferirsi ad una caratteristica demografica, nello specifico una componente etnica della società
2) viene usato come concetto per riferirsi ad una specifica politica che tiene conto della diversità culturale; gli obiettivi principali di queste politiche sono a) stimolare la partecipazione degli immigrati alla società dominante b)migliorare la loro posizione economica e sociale c) stabilire uguali diritti d) prevenire ed eliminare le discriminazioni
3) multiculturalismo inteso come concetto psicologico, è un atteggiamento legato ad un’ ideologia politica che si riferisce all’accettazione della composizione culturalmente eterogenea della popolazione di una società.
Rex distingue tra quattro tipi di politiche della diversità sulla base dei diritti legali garantiti alle minoranze. Si va da quelle che escludono totalmente i gruppi etnici minoritari dalla sfera pubblica e negano loro la cittadinanza a quelle che, considerando gli immigrati parte integrante del tessuto sociale, prevedono varie forme di multiculturalismo (Van de Vijver, Fons J.R. 2008).
La scelta tra queste è dettata in parte anche dal tipo di società presa in considerazione.
Le società differiscono tra loro su alcuni dimensioni:
- La diversità: in alcune culture la variabilità interna, intesa come identità etnica o regionale è scarsa, mentre in altre è ampia
- L’uguaglianza: si riferisce a come vengono trattate le differenze fra gruppi e individui, se in
termini di uguaglianza, appunto, o di diversità
- Il conformismo: molte società richiedono un’alta adesione alle norme sociali mentre in altre gli individui sono più liberi di agire come pensano
- La ricchezza: la distribuzione delle risorse può dare agli individui maggiore o minore spazio di azione
- Lo spazio: come esso viene usato, sia nelle relazioni interpersonali che avvengono in privato, sia quelle che avvengono in ambito pubblico
- Il tempo: la dimensione temporale è molto rilevante nelle relazioni interpersonali (Villano, Riccio, 2008)
Ogni società dunque gestisce le minoranze in maniera differente (Van de Vijver, Fons J.R. 2008).
È soltanto nell’ultimo decennio che i ricercatori hanno iniziato ad includere sistematicamente nelle loro ricerche, sui processi di acculturazione, studi sugli atteggiamenti della maggioranza verso il multiculturalismo. Appoggiare un’ideologia multiculturalista è spesso visto come un prerequisito per stabilire relazioni armoniose tra gruppi in società culturalmente differenti. Gli atteggiamenti della maggioranza verso il multiculturalismo hanno conseguenze dirette sui processi di acculturazione disponibili alla minoranza. Bourhis con il suo Modello ha dimostrato che solamente quando le politiche dello stato e gli atteggiamenti della maggioranza sono orientati verso il multiculturalismo, le minoranze possono perseguire l’integrazione.
È dagli anni Settanta che molti paesi occidentali hanno cambiato le loro politiche riguardo agli immigrati e alle minoranze; dall’assimilazione o separazione si è passati a politiche che promuovono il multiculturalismo. Anche se la differenza tra paesi è varia, tutte condividono l’idea che la partecipazione dei gruppi minorati alla vita della società dominante è di fondamentale importanza per lo sviluppo sociale ed economico delle minoranze stesse e dunque anche del paese accogliente.
Gli atteggiamenti verso l’immigrazione, le minoranze e le diversità culturali sono stati misurati con indagini su larga scala in molti paesi occidentali. Tuttavia molte delle misure adottate consistevano solamente in una o comunque poche domande che non riuscivano a coprire interamente il concetto di multiculturalismo. A questo proposito il primo strumento per la misurazione sistematica degli atteggiamenti verso il multiculturalismo è stato sviluppato da Berry e colleghi, con lo scopo di informare i politici Canadesi rispetto alle differenze culturali. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Acculturazione e identità personale,etnica e culturale in adolescenti immigrati di seconda generazione

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Marelli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Cristina Mosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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Parole chiave

adolescenti
immigrati
integrazione
identità
gruppi
stranieri
seconda generazione
acculturazione
strategie di acculturazione
stress da acculturazione

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