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Identificazione e Difesa contro l'Attacco Eclipse al Protocollo Chord

Obbiettivo dell'attacco Eclipse

D’ora in poi, se non diversamente specificato, i nodi maligni eseguono l’attacco Eclipse e non semplicemente l’attacco Sybil. L'attacco Eclipse ha lo scopo di catturare il maggior numero possibile di messaggi da parte dei nodi maligni. Un messaggio catturato termina sempre su un maligno anziché su un onesto. Esistono due modalità di cattura: la prima, che è presente sia con Sybil che con Eclipse, si ha quando un messaggio termina sul suo vero successor e quest’ultimo è un nodo maligno. Questo tipo di cattura la chiamiamo passiva perché non è espressamente voluta dal software ma è il semplice effetto della presenza dei nodi maligni nella rete.

La seconda, che è quella che dà luogo all’effetto eclissi e che dunque si ha solo con l’attacco Eclipse, si ha quando un messaggio il cui successor è un nodo onesto non arriva a tale nodo onesto, in quanto il messaggio viene “rubato” dal set dei nodi collusi. Questo tipo di cattura la chiamiamo attiva perchè è il risultato del codice maligno. La cattura passiva e attiva dei messaggi da parte dei maligni può servire ad ottenere diversi effetti sui messaggi:
1) Eliminazione. I messaggi dell'applicazione distribuita sui nodi onesti non arrivano ai nodi onesti ma terminano sui maligni e di conseguenza si ha un degrado a livello applicativo.
2) Eavesdropping: i nodi maligni possono catturare i messaggi applicativi per leggerne il contenuto.
3) Tampering: i nodi maligni possono catturare i messaggi applicativi per modificarne il contenuto per ottenere un comportamento maligno a livello applicativo nei nodi onesti.

Ricordiamo il motivo del nome dell'attacco: l’eclissi sta nella capacità di un nodo maligno di partizionare la rete. Riferendoci all’anello Chord, un nodo maligno n' catturando tutti i messaggi che vi transitano, impedisce ai messaggi generati dagli onesti che precedono tale maligno n' di raggiungere i nodi che seguono n'. Di conseguenza il maligno n' provoca un effetto eclissi in quanto tende ad impedire la raggiungibilità dei nodi che lo seguono da parte dei nodi che lo precedono.

Abbiamo detto “tende” ad impedire e non impedisce poiché in generale i nodi che precedono n' possono ancora raggiungere i nodi che lo seguono fintantoché il path dei messaggi non passa per n'. Inoltre, a ben vedere, può esserci un altro scopo dell’attacco Eclipse. Esso può essere infatti la base per lanciare un DDoS (Distributed Denial of Service). Ad esempio, l’attaccante, attraverso del malware, può forzare i suoi nodi vittima ad entrare un in grosso overlay facendo comportare questi nodi vittima in modo che essi collidano fra essi. Questa botnet fornirebbe poi informazioni di routing colluse al resto dell’overlay in modo che quest’ultimo convogli il maggior traffico possibile ai nodi della botnet. Si osservi come, in questa visione dell’attacco Eclipse, quelli che usualmente chiamiamo nodi maligni (perché collusi) sono in realtà i nodi vittima.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Identificazione e Difesa contro l'Attacco Eclipse al Protocollo Chord

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Panzeri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria delle telecomunicazioni
  Relatore: Giacomo Verticale
Coautore: Constantin T. Yagne
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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Parole chiave

dht
attacco eclipse
protocollo chord
overlay networks

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