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Il credito alle PMI nel sistema economico: il processo dell’istruttoria di fido

Il problema del razionamento del credito

Quando non è possibile superare il problema delle asimmetrie informative nel rapporto banca-impresa con meccanismi di mercato incentivanti, si possono riscontrare fenomeni di razionamento nel mercato del credito.

L’operatore economico è considerato “razionato” quando, al tasso di interesse corrente per la sua classe di rischio, non riesce a procurarsi il credito che richiede sul mercato. In dettaglio questo significa che il prodotto marginale del suo capitale eccede il tasso di interesse di mercato, per cui egli sarebbe disposto a remunerare un tasso di interesse lievemente più elevato, pur di ottenere il credito desiderato.

In equilibrio questo comporterebbe un innalzamento del tasso, invece il tasso di interesse rimane inferiore a quello di equilibrio del mercato. Dato che le variabili coinvolte non sono misurabili, sono possibili solo degli indicatori indiretti per misurare il razionamento nel mercato del credito.

Il fenomeno del razionamento del credito viene convenzionalmente distinto in due componenti: razionamento di disequilibrio e razionamento di equilibrio. Il primo si manifesta in seguito ai ritardi con i quali i datori di fondi aggiustano le condizioni di mercato a seguito di shock esterni, e quindi ha natura temporanea. Un esempio classico è quando i tassi di interesse sui prestiti sono determinati dalla Banca Centrale. Il razionamento di equilibrio, invece, tende a permanere anche quando il processo di aggiustamento da shock esterni si è completato, dato che la sua eventualità è dovuta alla struttura stessa del mercato.

Esso è dovuto alla presenza di costi di tipo amministrativo, che i finanziatori devono sopportare in caso di fallimento delle controparti finanziate. Questi costi spingono i finanziatori ad offrire una quantità di credito insufficiente a saturare l’intera domanda di mercato, rendendo quindi possibile che alcuni potenziali debitori vengano razionati. Se non ci fossero asimmetrie informative, i finanziatori potrebbero soddisfare le richieste di tutte le tipologie di imprenditori, offrendo tassi di interesse più bassi ai proponenti progetti sicuri e alzando i tassi di interessi per i progetti più rischiosi.

Ma dato che i finanziatori non sono in grado di distinguere tra le due tipologie, tenderanno a massimizzare il loro rendimento atteso, fissando un unico livello dei tassi di interesse, con il risultato di escludere alcuni imprenditori dal mercato e scontentarne altri, offrendo un credito inferiore alla loro richiesta iniziale, dato che l’offerta di credito non è infinitamente elastica.

La presenza di asimmetrie informative costringe entrambe le parti ad accettare contratti peggiori di quelli che avrebbero potuto stipulare in condizioni di perfetta circolazione delle informazioni. In particolare, per quanto riguarda il rapporto banca-microimpresa, i tassi di interesse offerti dalle banche a questa particolare tipologia di operatori non sempre rispecchiano l’effettiva solidità finanziaria e le prospettive di sviluppo di ogni singola impresa, ma riflettono valutazioni generali che spesso derivano dall’analisi di contesti produttivi differenti. Il risultato è che le banche offrono un unico tasso di interesse per l’intero comparto, spesso troppo oneroso e non collegato al rischio imprenditoriale della singola impresa.

Secondo gli studi di Stiglitz e Weiss, questo tipo di politica comporta due inefficienze del mercato:
a) esclusione dal credito delle imprese di buona qualità ma con bassa redditività;
b) diffusione di fenomeni di “sussidio incrociato” tra le imprese che accettano i prestiti, alcune delle quali subiscono un tasso di interesse più alto rispetto alla rischiosità dei loro progetti, ed altre che, beneficiando di questo livellamento, usufruiscono di contratti relativamente meno onerosi rispetto alla loro rischiosità intrinseca.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il credito alle PMI nel sistema economico: il processo dell’istruttoria di fido

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Coletti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Amministrazione delle Imprese
  Relatore: Tina Ratini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

FAQ

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