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E-democracy nella realtà italiana ed europea

Le esperienze dell’e-democracy nel panorama italiano

Avviare iniziative di democrazia elettronica non significa tanto "dare voce" ai cittadini, ma invogliarli a partecipare, a percepire altri momenti di coinvolgimento diretto che non siano solo quelli legati al momento del voto. E’ necessario un’esperienza di informazione, ampiamente disponibile e accessibile nei contenuti e nel linguaggio. E’ importante poi che l’amministrazione si dimostri aperta al contatto e che siano previsti spazi, on line ma anche off line, dove esprimersi secondo delle regole prestabilite.
L’e-democracy va intesa come un processo, che può progredire in presenza di un cambiamento culturale, nelle abitudini e nelle competenze di tutti gli attori coinvolti.
Nella realtà ciò che emerge dall’analisi dei siti è una ancora sporadica presenza di esperienze concrete di e-democracy.
Sulla base di un set selezionato di indicatori presenti nella metodologia ARPA-L2, è stato sviluppato, un indice che ha consentito di selezionare le migliori esperienze in Italia. I siti analizzati sono tutti quelli delle Regioni, delle Province, dei Comuni capoluogo. L’indice non solo evidenzia le esperienze concrete, ma anche la propensione dell’ente alla democrazia elettronica, misurata nella messa a disposizione di informazioni sulle dinamiche politiche di base come i dati elettorali e sull’attività istituzionale (gli eventi istituzionali, le delibere di Giunta, la diretta delle sedute del Consiglio).
La classifica complessiva delle Regioni pone ai vertici l’esperienza della Regione Umbria il cui primato fa seguito all’impegno del Consiglio Regionale. Il sito del Consiglio regionale contiene forum su argomenti vari, cui partecipano i membri del Consiglio e il cui scopo è accogliere idee e proposte in funzione della presa di decisioni. Lo spazio web consente di consultare gli atti e di assistere in diretta video alle sedute del consiglio regionale. Il progetto "Senso alternato" a cura del Sistema Informativo del Consiglio regionale è rivolto ai cittadini che possono essere informati via e- mail circa l’iter degli atti consiliari, inviare alle commissioni osservazioni proposte e opinioni sui testi in discussione.
Al contrario le realtà che meno si stanno ponendo la questione dell’e-democracy sono le Province. Tuttavia gli enti che risultano tra i primi in classifica (Milano, Forlì-Cesena, Parma, Padova) risultano possedere gli strumenti e le premesse per definire progetti di democrazia elettronica. La Provincia di Milano consente di interagire con la Presidenza e il Consiglio attraverso vari strumenti, sia interattivi che informativi. Strumenti come questo favoriscono la percezione di un’apertura del sito ai contributi esterni e quindi preparano il terreno per una maggiore partecipazione degli utenti.

I Comuni sono il luogo dove si stanno sviluppando le iniziative di e-democracy più complete e integrate. I siti Internet dei comuni di Firenze e Torino raggiungono il primo posto. Al secondo posto segue il Comune Verona.
Il sito del Comune di Firenze ha attivato dal 1996 un servizio di risposta ai cittadini da parte degli amministratori. I quesiti vengono pubblicati on line con le relative risposte e un motore di ricerca per la consultazione. I cittadini sono stati inoltre coinvolti attivamente in occasione della realizzazione del Piano strategico della città con forum tematici moderati dagli amministratori le cui discussioni sono state tenute in considerazione nella progettazione. Il sindaco ha uno spazio web dove è possibile consultare il programma e contattarlo. Il Consiglio comunale ha attivato la pubblicazione dell’archivio degli ordini di lavoro e del resoconto degli esiti e messo a disposizione la diretta video del consiglio comunale.

A Torino le iniziative di democrazia elettronica sono guidate dall’URC, l’Ufficio Rapporti con i Cittadini istituito presso la segreteria del sindaco per favorire l’interazione del governo della città con i cittadini. Il sindaco utilizza periodicamente la webcam per rispondere attraverso registrazioni video alle mail e alle segnalazioni dei cittadini. In questo modo dimostra il suo personale impegno nella lettura e risposta alle istanze. Tale iniziativa è inserita nelle pagine del "Canale multimediale" creato all’interno del sito che contiene, oltre ai video del sindaco, l’accesso alla diretta delle sedute del Consiglio, l’archivio video degli eventi e delle cerimonie svolti presso il Comune. Il Comune di Verona mette in campo diverse iniziative per favorire la partecipazione: il servizio URP da la possibilità di comunicare con l’amministrazione, lo spazio dedicato al Piano strategico contiene un forum per esprimere le proprie opinioni, Le richieste e le proposte che emergono nel corso delle interazioni vengono prese in considerazione, inoltrate agli uffici competenti e quindi ottengono risposta. E’ possibile assistere alle diretta ed accedere all’archivio delle sedute del Consiglio comunale.
[…]
La raccolta delle esperienze on line, è stata effettuata attraverso tre canali distinti, al fine di integrare gli usuali strumenti di ricerca in rete con archivi specializzati già disponibili per specifiche aree territoriali e con l’autonoma possibilità di sottoporre segnalazioni da parte di una qualunque amministrazione pubblica, ma anche di associazioni o privati.
I tre canali utilizzati sono:
1. la ricerca di esperienze di e-democracy in Italia tramite motori di ricerca propri di Internet arricchendole con riferimenti incrociati, segnalazioni di esperti del settore e tutto quanto favorisca la maggior completezza dell’indagine, senza escludere, comunque, che qualche esperienza, anche significativa, possa essere sfuggita.
2. la ricerca di esperienze di e-democracy sull’Osservatorio della Telematica Civica di A.I.Re.C. (Associazione Informatica e Reti Civiche) Lombardia. L’Osservatorio è stato realizzato nel 2001 nell’ambito del progetto "Sviluppo di tecnologie e servizi per la valorizzazione delle comunità locali nella società dell’informazione" finanziato dalla Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia. Consiste in un data base consultabile on line (www.airec.net/osservatorio), dove sono raccolti e classificati in modo sistematico i siti web, riferiti al territorio lombardo, creati e gestiti da Enti Locali, da associazioni o da privati. I siti censiti nel data base dell’Osservatorio sono stati esaminati singolarmente al fine di analizzare la presenza di aree rilevanti dal punto di vista dell’e-democracy;
3. la raccolta di segnalazioni di esperienze attraverso il sito CRC Italia (www.crcitalia.it), dove con l'ausilio di una scheda di rilevazione è stato possibile tracciare nel data base i dati della persona che effettuava la segnalazione.

In conclusione l’azione più mirata usata dagli enti analizzati è la pubblicazione delle delibere di Giunta o di Consiglio oppure la visione in diretta delle sedute del Consiglio tramite web cam.
In questo caso la P. A. si attiva per rendere partecipi i cittadini di decisioni e attività politica attraverso i suoi momenti e strumenti principali e non semplicemente ad informarli circa gli esiti più generali. Tra gli strumenti di forte impatto sulla gestione ottimale dei rapporti tra P.A. e cittadini è poi la pubblicazione di dati e risultati di monitoraggio sui servizi o soddisfazione dell’utenza, atto di trasparenza, di apertura alla critica ma anche al dialogo.
[…]
I processi decisionali della politica nazionale e locale non prevedono strumenti istituzionali per la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche ed è purtroppo ancora vero che "i cittadini attivi e dissenzienti sono raramente riconosciuti dai politici, amministratori o esperti come un dono prezioso per una rinnovata sfera pubblica democratica". Tuttavia è necessario considerare il rischio, che la democrazia, aperta alle ICT, rischia di essere sommersa dall’eccessiva partecipazione al punto di non poter più funzionare e qui diventa essenziale che le decisioni derivino da un processo di deliberazione e coinvolgimento coscientemente controllato, una governance della partecipazione democratica.
È necessario reinventare la connessione tra partecipazione e rappresentazione poiché gli spazi di deliberazione aiutano i cittadini a sentirsi informati, partecipi e non impotenti, aiutando contemporaneamente politici e amministratori a governare meglio. La democrazia è un sistema politico mutevole e insieme vulnerabile. Per rivitalizzarla oggi è indispensabile connettere rappresentanza e partecipazione, economia e politica, famiglia istituzioni e le ICT possono essere un grande strumento facilitatore di questo processo di rivitalizzazione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

E-democracy nella realtà italiana ed europea

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Informazioni tesi

  Autore: Cristiano Macciò
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Funzionario Giudiziario e Amministrativo
  Relatore: Mario Ragona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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