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L'eccesso colposo nelle cause di giustificazione

L'eccesso colposo nella dimensione temporale: l'attualità del pericolo nella legittima difesa

L'articolo 55 c.p. prescrive che l'eccesso avvenga “nel commettere” uno dei fatti riconducibili alle cause di giustificazione richiamate e quindi esclude che possa avere luogo in conseguenza di un fatto anteriore o posteriore alla commissione di questi. Con riguardo alla legittima difesa, l'art. 52, c. 1 c.p. prescrive che questa sia attivata a fronte del “pericolo attuale di un'offesa ingiusta” e quindi limita in senso temporale la legittimità del fatto commesso in concorrenza degli altri requisiti.

L'eccesso colposo, infatti, può essere dovuto, non solo al superamento del limite della proporzione o della necessità (eccesso intensivo), ma anche al superamento del limite temporale (eccesso estensivo). L'eccesso estensivo così detto “anticipato” si connota per un intervento anticipato rispetto alla consumazione del fatto di aggressione. Ad esempio, Tizio, minacciato da Caio, lo uccide interpretando un suo movimento come l'intenzione di estrarre la pistola. Si faccia anche il caso in cui i due stiano lottando, Tizio interrompa l'azione e si allontani da Caio; quest'ultimo, trovato un bastone, pensando che Tizio stia per prendere la pistola, lo colpisca alle spalle e lo uccida. In queste ipotesi il pericolo esiste ma non è attuale oppure era attuale e non è del tutto cessato; in ogni caso è presente e la presenza del pericolo implica la possibilità futura che divenga o ritorni attuale.

La “potenziale, futura attualità del pericolo” è appunto l'elemento che caratterizza queste ipotesi di eccesso e che fa emergere il diverso significato di esistenza e attualità: il secondo termine è una specificazione temporale del primo Nell'ipotesi opposta di “eccesso tardivo” il fatto viene realizzato quando il pericolo o l'aggressione non presentano più quel carattere di attualità che si richiede ai fini della giustificazione.

Ciò significa che sul bene che si voleva proteggere non incombe più alcuna minaccia. Si faccia l'esempio di Tizio che, sventato un tentativo di rapina da parte di Caio, mentre costui si allontana, impugnata un'arma a scopo di minaccia, fa inavvertitamente partire un colpo che uccide Caio. In questo caso è evidente che l'evento lesivo si verifica quando l'aggressione non è più attuale e anche la situazione di pericolo è cessata. Da ciò consegue l'impossibilità di configurare un eccesso colposo in legittima difesa poiché questa si era già esaurita; sarà integrato piuttosto un autonomo omicidio colposo, se ricorreranno gli estremi della colpa. Nel caso dell'eccesso anticipato, invece, l'esistenza della situazione di pericolo quanto meno non esclude la necessità di una futura difesa, che si dovrà però concretizzare solo a fronte dell'attualità del rischio; qualora ciò avvenisse prima, si potrà configurare un eccesso colposo, se ricorreranno gli estremi della colpa.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'eccesso colposo nelle cause di giustificazione

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Pelosi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Trapani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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