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Il Musical - da Broadway al West End passando per Hollywood

Il musical cinematografico

La forma d’intrattenimento preferita dagli americani non poteva sicuramente permettersi di scomparire solo per colpa di qualche congiuntura sfavorevole, e ancora una volta il genere musical si dimostra tanto duttile da sapersi facilmente adattare alla situazione: comincia il periodo d’oro del musical cinematografico.

All’inizio forse si esagera un po’, presi dall’entusiasmo per il nuovo mezzo tecnologico, e nei primi due o tre anni il mercato viene letteralmente sommerso di film musicali di qualsiasi tipo. Le prime fonti d’ispirazione sono ovviamente i grandi successi di Broadway adattati al grande schermo, ma nella maggior parte dei casi si perde la magia del palcoscenico, e ci si trova davanti a degli statici contenitori di numeri di canto e danza, sostenuti da trame esili e pretestuosi.

Questo è in parte dovuto ai problemi tecnici che il nuovo mezzo pone: se nel cinema muto si girava con cineprese in movimento, nei primi tentativi di film sonoro invece, in cui la registrazione del suono è fatta in presa diretta, la cinepresa deve essere fissa, perché si rende necessario riporla all’interno di una scatola insonorizzata per far si che il rumore del suo motore non rimanga inciso sulla pellicola.

Da questo deriva un’ovvia rigidità delle inquadrature. In più, eccitati dall’emozione di udire per le prime volte la voce umana dallo schermo, molti autori si lasciano un po’ prendere la mano, e riempiono i copioni di dialoghi interminabili o di numeri cantati non necessari, appesantendo cosi l’azione e lo scorrimento della storia: le case di produzione poi invadono il mercato con una serie di film autocelebrativi, che mirano solo a mostrare la parata delle star della propria “scuderia, senza consistenza alcuna. In poco tempo il pubblico è saturo, e già verso il 1930 si assiste quasi ad una reazione di rigetto, con sale cinematografiche che addirittura espongono all’esterno cartelli con su scritto “no songs!” , in cui assicurano cioè che non si tratta di film musicali.

Si fa sentire, sempre più forte, l’esigenza di un nuovo linguaggio, si comincia a capire che le convenzioni adottate sul palcoscenico non possono essere utilizzate sullo schermo, che le sceneggiature devono essere ripensate e riscritte, e che il nuovo mezzo non può semplicemente trasportare sulla pellicola quello che succede in teatro, ma deve più tosto trovare un suo modo di comunicare con il pubblico. Gradualmente, si smette di filmare i successi di Broadway, e cominciano ad apparire i primi film musicali da soggetto originale, con strutture appositamente pensate per il cinema. Uno dei filoni di maggior successo in questo periodo saranno i cosi detti “backstage musicals”, basati cioè su trame che permettano l’inserimento giustificato di numeri cantati e ballati, come ad esempio tutti i musical ambientati nel mondo dello spettacolo, sia teatrale che cinematografico: con la scusa di ambientare la storia in un teatro o su di un set, si trova il pretesto per mostrare anche gli inserti musicali.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Musical - da Broadway al West End passando per Hollywood

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Pompeo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Scenografia
  Corso: Progettazione e Arti Applicate
  Relatore: Giancarlo Budace
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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