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L'accertamento sintetico-redditometrico. Profili teorici e problematiche applicative.

La motivazione dell’avviso di accertamento

L’obbligo di motivare l’avviso di accertamento, deriva direttamente dalla Costituzione e più precisamente dall’articolo 113, che ammette la tutela giurisdizionale contro gli atti della Pubblica Amministrazione, obbligando implicitamente l’Ufficio, nel momento in cui emana l’atto di accertamento, ad inserire una motivazione con la quale spiegare al contribuente le ragioni di formazione del provvedimento impositivo.
A norma dell’articolo 42, secondo comma, del D.P.R. 600/1973, l’avviso di accertamento deve, infatti, contenere l’indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che hanno portato all’accertamento, in aggiunta alle motivazioni riguardanti la scelta del metodo di accertamento.
Anche all’interno dello Statuto del Contribuente, all’articolo 7, si stabiliscono obblighi di motivazione e di eventuale rinvio ai relativi documenti che sono di supporto al soggetto per una maggiore comprensione e valutazione della situazione.
Non esiste una norma che definisca esattamente il contenuto della motivazione dell’accertamento redditometrico, anche se, si può dedurre che debbano essere indicati precisamente gli elementi di fatto certi che sono stati assunti a base della ricostruzione sintetica, nonché deve essere dimostrato che la differenza tra reddito dichiarato e reddito determinabile sinteticamente abbia superato la soglia di un quarto per due periodi d’imposta, anche non consecutivi.
La Corte di Cassazione, affrontando il problema, si è espressa contro ogni genere di motivazione ulteriore rispetto a quanto previsto dalla norma: non spetta quindi all’Amministrazione Finanziaria fornire spiegazioni ulteriori, ma deve solo indicare gli elementi di fatto, gli importi e i coefficienti che sono stati utilizzati.
La giurisprudenza, a sua volta, ha ritenuto che, in presenza di dati e informazioni incontrovertibili, non sia necessaria una motivazione specifica riguardante i criteri adottati, poiché si tratta di coefficienti fissati in via generale, liberi dall’obbligo di motivazione.
Alcune pronunce di merito, invece, sostengono che all’interno della motivazione debbano essere presenti non solo i fatti-indice, ma anche le cause che hanno portato all’utilizzo del metodo di accertamento. Infatti, proprio per il fatto che l’accertamento sintetico sia un metodo che può essere utilizzato a discrezione dell’Ufficio, la stessa Amministrazione Finanziaria dovrebbe essere obbligata ad indicare nell’avviso, oltre agli elementi indicativi di capacità contributiva che sono nella disponibilità del contribuente, sia i motivi secondo i quali si sostiene che il metodo di accertamento utilizzato sia idoneo a mettere in rilievo la capacità contributiva del soggetto, sia i criteri che sono stati adottati per eseguire i controlli e che hanno portato alla selezione di alcuni contribuenti invece che altri.
In virtù di questa discrezionalità dell’Amministrazione Finanziaria, il contribuente ha il diritto di ricevere una motivazione il più possibile dettagliata ed esauriente, anche per aver modo di attuare la migliore difesa possibile.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'accertamento sintetico-redditometrico. Profili teorici e problematiche applicative.

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Berti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Diritto dell'economia - Banca e mercati finanziari
  Relatore: Adriano Modolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

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Parole chiave

redditometro
evasione fiscale
accertamento sintetico-redditometrico
accertamento analitico
contraddittorio preventivo
d.p.r. n. 600/1973
prova contratia
accertamento sintetico puro

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