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La conservazione della specie in un contesto socio culturale di tipo induista: il modello dell'orso labiato

L'orso nella cultura popolare

La figura dell'orso trova spazio nella mitologia, nelle leggende e nel simbolismo all'interno delle culture più svariate e dei popoli più diversi, dove ricopre ruoli e immagini molte volte comuni. Per citare alcuni esempi, lo troviamo nei culti degli Indiani d'America, nelle popolazioni Ainu dell'isola Hokkaido (Giappone), nella cultura dell'antica Grecia, nel popolo Siberiano e in quelli del Nord Europa, fino anche all'Italia. Lo troviamo particolarmente presente nei miti tradizionali inglesi e britannici.

Una delle immagini dell'orso maggiormente presenti e condivise , è quella associata alla casta dei guerrieri. Ne troviamo un esempio nella tradizione Celtica, con la figura di Re Artù, dove l'orso recupera la sua origine etimologica in Art, che in irlandese antico significa appunto orso. Secondo i diversi racconti, egli tramite l'analisi introspettiva del proprio animo, trovò la saggezza necessaria per affrontare le battaglie. Secondo altre simbologie, l'orso viene considerato infatti anche un'icona della ricerca interiore (www.centrostudilaruna.it).

Un'altro esempio è quello costituito dai Berserkr (che deriva dalla lingua nordico-germanica bear, beir o dal norvegese antico birkr), ovvero i guerrieri scandinavi prima e del Nord della Germania poi, conosciuti per lo stato di trance in cui cadevano prima di affrontare una battaglia. Sembra infatti che grazie all'impersonificazione con la figura dell'orso, questi guerrieri possedessero forze sovrumane vicine al divino, che permetteva loro di scagliarsi contro i nemici e di vincere le battaglie (Cardini, 2000).

Anche nella cultura Indiana la figura dell'orso trova posto nella simbologia guerriera. Era infatti l'animale che rappresentava gli Kshatriya, ossia i guerrieri di alta casta, una delle quattro tuttora presenti in India (Bizzarri e Scurria, 1996, Ditadi, 1999 ). Secondo alcune fonti di attendibilità da accertare, l'orso veniva inoltre considerato come uno degli animali "architetti del cosmo", ed era l'animale che veniva cavalcato dalla yogini (guida spirituale) Ritsamada, che aveva la funzione di portare il sole ogni mattino nella volta celeste. L'orso verrebbe dunque appellato anche "conduttore del sole" e avrebbe un significato di fertilità.

L'orso compare inoltre come un'altra figura molto importante all'interno del Ramayana, uno dei principali poemi epici dell'India antica, come anche in altre produzioniletterarie tradizionali. Sembra infatti che Jambavan, figura immortale semidivina e figlio di Vishnu, chiamato anche Re degli Orsi, fosse proprio un orso labiato ( www.ancientindians.net, www.bvashram.org).
Secondo il poema risulta essere particolarmente intelligente, oltre ad avere molta esperienza e conoscenza, necessarie per la buona gestione di un regno. Inoltre questa figura mitologica è conosciuta anche con il nome di Richsaraj, la cui radice è la stessa del nome locale che viene dato all'orso labiato in alcune zone del Sud dell'India, ossia Richwa (Grashelis et al. 1999).

Sembra quindi che l'orso goda di grande rispetto e considerazione nell'immaginario e nella tradizione Indù. Questo è vero soprattutto tra gli abitanti dei villaggi, indipendentemente da casta e religione. Fin dagli inizi della tradizione indiana è infatti considerato come un protettore dei bambini e una difesa contro il maligno. Secondo i testi del Ramayana, L'Orso assistette Lord Rama (divinità principale Indù) nella sua ricerca di Sita, sua moglie, quando venne rapita dal re Ravana. Questo riferimento conferisce all'orso un'influenza particolare: viene considerato come un animale estremamente forte e potente, che ha la capacità di scacciare gli spiriti maligni, allontanare gli incubi dal sonno dei bambini, curare alcuni disturbi psicologici, esorcizzare gli individui posseduti da demoni e concedere benedizioni, buona salute e pace, in particolare ai bambini in tenera età.
Inoltre chiunque porti con se o indossi un amuleto composto da pelo, artigli o denti di un orso, risulta protetto dall'invidia o Nazar, cioè 'l'occhio del diavolo' (Seshamani and Satyanarayam, 1997).
Ne consegue che anche nella pratica degli orsi ballerini, i Kalandars pur essendo di religione islamica, sfruttano queste credenze per incrementare il loro guadagno.
In diverse occasioni infatti, quali compleanni, cerimonie di attribuzione dei nomi, o quando un bambino è malato o sofferente e non guarisce con la medicina tradizionale, viene chiamato in aiuto the bearman, ossia il Kalandar con il suo orso. Il bambino viene messo a cavallo dell'orso e portato in giro, oppure viene legato un braccialetto intrecciato col pelo dell'orso attorno a polsi e caviglie (Seshamani and Satyanarayam, 1997).

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La conservazione della specie in un contesto socio culturale di tipo induista: il modello dell'orso labiato

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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Neri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Medicina Veterinaria
  Corso: Medicina Veterinaria
  Relatore: Mauro Delogu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 140

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Parole chiave

conservazione
india
induismo
orso labiato
dancing bears
minacce alla specie

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