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Le Teorie del Complotto - Casi Esemplari del Ventesimo Secolo

Il complotto degli Illuminati

“Ho inconsapevolmente rovinato il mio paese”
Woodrow Wilson

Nel corso degli anni molte ipotesi di cospirazione iniziarono a sorgere, sottolineando chi ne trasse beneficio e vantaggio, sostenendo che gli eventi del 1929 siano stati il risultato di una manipolazione da parte di uno o più poteri occulti o cospirazioni. Le ipotesi di un complotto da parte della Federal Reserve viene sostenuta da Marco Saba, ricercatore del Centro studi monetari ed autore del libro Bankenstein. Ecco alcuni passi del capitolo 3 dal titolo “La vera causa della Grande Depressione del 1929” :

«Essendo stato il primo paese europeo a tornare ad una moneta stabile e sicura, l’Inghilterra ha utilizzato questo vantaggio per sottomettere l’Europa ad una autentica dominazione finanziaria».

L’autore sostiene che lo strumento di questa politica fu il Comitato Finanziario “della Lega delle Nazioni” di Ginevra. Il sistema consisteva nel costringere ogni paese in una difficile situazione monetaria per soggiogarlo al Comitato di Ginevra, che era controllato dagli inglesi. Era previsto l'installazione nelle banche centrali di un supervisore inglese o designato dalla Bank of England, che sarebbe servito sia per rafforzare la Sterlina che per fortificare l'influenza inglese. Per evitare ogni possibile insuccesso, gli inglesi si assicuravano prudentemente la cooperazione della Federal Reserve di New York. Riguardo questo dominio economico anglo-americano:

«Le valute sono divise in due classi. Quelle della prima classe, cioè il dollaro e la sterlina, basate sull’oro, e quelle della seconda classe, basate sulla sterlina e sul dollaro; i paesi con questo secondo tipo di valuta custodiscono una parte delle loro riserve auree presso la Banca d’Inghilterra e la Federal Reserve Bank di New York; e perdono così la loro indipendenza. Di più: dettero l'incarico all'America di effettuare alcuni dei prestiti stranieri che sembravano troppo pesanti, mantenendo comunque per sé il vantaggio politico di queste operazioni. L'Inghilterra si era così radicata, completamente o parzialmente, in Austria, Ungheria, Belgio, Norvegia e Italia».

L’economia reale si basa sulla quantità di denaro in circolazione. Se c’è poco denaro la gente deve ridurre la spesa, le industrie riducono la produzione e licenziano, e questo riduce ancora di più il denaro da spendere. In questo modo si apre una crisi. I grandi banchieri decidono se creare una crisi oppure no. Nel 1929, fecero aumentare i prezzi delle azioni, fino a quando raggiunsero livelli molto elevati. L’aumento vertiginoso doveva servire ad attrarre molte persone. A metà del 1929, ben nove milioni di americani avevano investito in borsa. A questo punto, i banchieri avevano tutto l’interesse a provocare la crisi. Il crollo sarebbe servito ad impossessarsi di una quantità enorme di beni di coloro che non avrebbero più potuto pagare i debiti. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le Teorie del Complotto - Casi Esemplari del Ventesimo Secolo

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Visco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Sociologia
  Relatore: Simona Fallocco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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Parole chiave

sociologia
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karl popper
complotto
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cospirazioni
la teoria cospiratoria della società e del mondo

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