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Ruolo dell'espressione di Hsp90, ki67 e dell'amplificazione di topoisomerasi 2 come fattori predittivi di risposta completa patologica al trattamento con chemioterapia di induzione in associazione a trastuzumab in pazienti con carcinoma della mammella operabile o localmente avanzato

Marcatori KI67, HSP90 e topoisomerasi II: cosa sono e come si analizzano

Il marcatore KI67 è una proteina nucleare non istonica espressa da un gene presente sul braccio lungo del cromosoma 10 di cellule in proliferazione. Ad oggi sono conosciute due isoforme, derivate dallo splicing alternativo dell’mRNA, una di PM di 359 kD (isoforma “large”) e una di PM di 320kD (isoforma “small”). Inoltre, sono stati scoperti nella sequenza amminoacidica 16 elementi ripetuti, nei quali è importante ricordare il cosiddetto “Ki67-motif”, bersaglio di specifici anticorpi monoclonali. I livelli di espressione di Ki67 variano in intensità durante il ciclo cellulare: sono bassi in fase G1 e all’inizio della fase S e aumentano progressivamente con il progredire del ciclo fino a raggiungere un picco in fase M. Queste differenze di espressione possono essere ricondotte a una sintesi de-novo variabile. Inoltre diversi studi dimostrano che esiste una certa variabilità anche per la posizione che il Ki67 assume nelle diverse fasi del ciclo: si localizza in sede perinucleolare durante le prime tre fasi G1, S e G2 e in sede citoplasmatica in mitosi 28.
In laboratorio esso viene analizzato mediante immunoistochimica, utilizzando specifici anticorpi monoclonali chiamati MIB-1 e MIB-3.
Questa tecnica consiste nell’incubazione di campioni bioptici, previa fissazione in formalina, disidratazione, inclusione in paraffina, taglio al microtomo in sezioni di 4μm e inibizione della perossidasi endogena con Novocastra Perossidasi (3% di perossido di idrogeno), con l’anticorpo primario MIB-1. Se si effettua il metodo diretto, questo viene marcato con un enzima (il più usato è l’immunoperossidasi associato ad un cromogeno) o con un fluorocromo; se invece viene eseguito il metodo indiretto, l’anticorpo primario non viene marcato ma viene fatto reagire con un anticorpo secondario marcato con il complesso avidina-biotina-perossidasi. Si valuta poi l’eventuale reazione verificatasi. Se questa avviene, si formano dei precipitati insolubili a livello nucleare che appaiono, nelle parti in cui il marcatore è presente, come zone di colore marrone visibili al microscopio ottico.
L’espressione di Ki-67 viene, quindi, stimata come la percentuale di cellule tumorali colorate dall’anticorpo: maggiore è il numero di queste cellule maggiore sarà l’aggressività del tumore. [...]

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Avesani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e Chirurgia
  Relatore: Giampaolo Tortora
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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Parole chiave

carcinoma della mammella
topoisomerasi 2a
marcatore ki67
marcatore hsp90

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