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Formazione delle impressioni: è più importante il curriculum o il brand?

L'importanza dell'immagine

Negli ultimi 50 anni, la ricerca sulla Presentazione di Sé ha rivelato molto su come le persone costruiscono le proprie immagini sociali gestendo le impressioni che gli altri si fanno di loro. La Presentazione di Sé è una caratteristica onnipresente nella vita sociale umana, è un processo psicologico fondamentale e potente che influenza praticamente ogni incontro interpersonale (Leary, Allen & Terry, 2011). La vita sociale in cui siamo coinvolti ogni giorno comporta un notevole impegno e impiego di risorse, in quanto ci impone di saperci comportare sempre nel modo adeguato.
Noi tutti siamo a conoscenza del fatto che l'impressione che facciamo sugli altri influenza fortemente il modo in cui gli altri si comporteranno e il giudizio che si formeranno di noi; da tutto ciò deriveranno esiti diversi ed importanti.
Essere percepiti come competenti o incompetenti, amichevoli o ostili, onesti o disonesti, attraenti o non attraenti, responsabili o non responsabili, e cosi via, ha un ampio effetto a cascata su come le persone se la caveranno nei diversi ambiti sociali, professionali, affettivi, finanziari della propria vita. Nessuno di noi è in possesso di un manuale che ci illustri come ci dovremmo comportare e, spesso, risulta un compito complesso riuscire a conciliare i nostri desideri e le nostre capacità con le situazioni a cui andiamo incontro e con cui ci dobbiamo confrontare. Tutti i rapporti interpersonali si basano, anche se non esclusivamente, sulle impressioni che ci formiamo e che l'interlocutore si forma su di noi: le risposte degli altri dipendono largamente da come sono percepite le nostre abilità, personalità, attitudini, intenzioni e così via. Non sorprende, dunque, che le persone siano costantemente preoccupate del modo in cui esse trasmettono le proprie immagini sociali agli altri e questo influenza in modo rilevante i loro comportamenti e le loro emozioni. Alla luce di quanto detto ci si potrebbe aspettare che la Presentazione di Sé sia stata ampiamente considerata come un concetto fondamentale all'interno della psicologia sociale e abbia ricevuto una notevole quantità di attenzione dalle attività di ricerca. La ricerca psicologica in questo settore, al contrario, non ha indagato gli aspetti della Presentazione di Sé che la rendono cosi potente nella vita delle persone, rivolgendo invece particolare attenzione a dimostrazioni circoscritte su ciò che le persone fanno e sul modo in cui gestiscono la propria immagine. Gran parte del problema si trova nei modi in cui la Presentazione di Sé è stata concettualizzata, operazionalizzata e studiata. I principali paradigmi utilizzati per studiarla sono sicuramente limitati, semplificati e impoveriti rispetto ai modi in cui la Presentazione di Sé opera nella vita di tutti i giorni (Leary, Allen & Terry, 2011). Anche se a volte è cosciente e deliberata, la Presentazione di Sé si verifica spesso senza una consapevole intenzione di fare una buona impressione sugli altri in quanto la maggior parte dei comportamenti messi in atto dalle persone sono abituali e di routine.
L'equivoco di considerare la Presentazione di Sé completamente cosciente e deliberata può dipendere dal fatto che quando quest'ultima viene studiata nei laboratori di ricerca, gli obiettivi della presentazione sono esplicitamente assegnati ai partecipanti, i quali riflettono coscientemente sulle impressioni che stanno cercando di trasmettere e consapevolmente cercano di influenzare le decisioni altrui. In realtà, nella vita di tutti i giorni, le persone gestiscono la propria presentazione di sé in modi spesso più sottili e meno espliciti: attraverso la propria immagine fisica, il linguaggio del corpo, l'espressione delle emozioni ed altri canali non verbali, modi, difficilmente replicabili sperimentalmente (Leary, Allen & Terry, 2011). Un altro errore che viene comunemente commesso in relazione alla presentazione di sé riguarda la credenza che questa consista esclusivamente nel cercare di trasmettere impressioni positive e socialmente desiderabili.
Anche se quest'ultime sono predominanti, le persone a volte sono motivate a trasmettere delle immagini negative di sé; ad esempio, in alcune circostanze le persone cercano di apparire incompetenti e irrazionali se ritengono che, così facendo, riescano a ricavarne dei vantaggi. Così, dopo Schlenker (1980), si distingue tra l'immagine che una persona vuole presentare (l'immagine desiderata) e quella che è socialmente desiderabile in termini di giudizio di altre persone o di norme sociali (un'immagine desiderabile). In ogni caso non tutte le immagini desiderate sono desiderabili (Leary, Allen & Terry, 2011). Forse l'errore più diffuso in questo campo, riguarda la credenza che la presentazione di sé sia intrinsecamente falsa o ingannevole, spesso infatti, la gestione delle impressioni viene considerata come un comportamento intenzionale e strategico che devia dal proposito di essere se stessi e di essere fedeli alle proprie credenze, venendo quindi ad assumere una connotazione necessariamente negativa. Certamente, le persone a volte presentano delle immagini di sé imprecise ed infedeli, tuttavia la maggior parte delle presentazioni appaiono sostanzialmente accurate e talvolta le persone gestiscono volutamente quali comportamenti adottare per avere la certezza che gli altri si formino un'idea precisa su di loro. Quando il destinatario sembra essersi formato l'impressione desiderata, le persone possono passare a una strategia di manutenzione d'immagine mentre, se le persone percepiscono che il destinatario non si sta formando l'impressione attesa o peggio, si ê formato un'impressione indesiderata, possono intensificare i loro sforzi o impegnarsi in comportamenti riparatori al fine di indurre il destinatario stesso a modificare la propria opinione (Leary, Allen & Terry, 2011). La gestione delle impressioni non è quindi sempre sinonimo di interazione disonesta, piuttosto essa si riferisce alla fondamentale tendenza umana di immaginare, pianificare e regolare i nostri comportamenti sociali in modo tale che l'impressione che presentiamo esprima la nostra opinione di noi stessi e degli altri. Nella sua totalità, la Presentazione di Sé è, dunque, una naturale, pervasiva e spesso essenziale parte della nostra vita sociale, che si intreccia in tutti i nostri incontri interpersonali, rendendo ben poche situazioni e ben poche persone libere dalla sua influenza (Leary, Allen & Terry, 2011). Nella presentazione di Sé possono essere individuati quattro aspetti fondamentali: gli obiettivi, i target (o destinatari), le immagini sociali desiderate e i modi di autorappresentarsi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Formazione delle impressioni: è più importante il curriculum o il brand?

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Angelotti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Marketing
  Relatore: Lucia Mannetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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