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Analisi audiovisiva e pubblicità progresso: il caso di ''Ante el maltratador, tolerancia cero''

Il Governo Zapatero e la "tolerancia cero"

Anche Lilli Gruber, riferendosi al primo Governo Zapatero (2004-2008), conferma che la Spagna si è ampiamente mossa per combattere la discriminazione di genere negli ultimi anni; a quel tempo, il delegato del governo per la violenza di Genere, Miguel Lorente, indicò infatti che erano troppi nella società spagnola gli esempi culturali che tendevano a minimizzare le conseguenze della violenza: «c’è molta tolleranza nei confronti degli aspetti dominazione, imposizione, esigenza e controllo della persona, e bisogna essere intolleranti a tutti questi fattori». Il problema della parità e della non violenza, come sottolinea la Gruber, è stato dunque nella suddetta fascia d’anni proprio al centro dell’agenda politica; tra i vari interventi attuati all’epoca, se ne sottolineano in particolare due: la legge organica 1/2004 del 28 dicembre che introduce le misure contro la violenza di genere e la legge organica 3/2007 del 22 marzo per l’uguaglianza effettiva tra uomini e donne, che sviluppa i principi delle pari opportunità. Entrambe, come abbiamo visto, si integrano vicendevolmente, poiché l’una permette l’esistenza effettiva dell’altra. La prima di queste due leggi costituzionali inoltre, conferì mandato per l’elaborazione di un piano di prevenzione e intervento, il Piano Nazionale di Sensibilizzazione e Prevenzione alla Violenza di Genere, che rivelava in dettaglio la volontà da parte dell’Istituzione di abbatterla, condannandola come manifestazione estrema della disuguaglianza, manifestazione di un deficit di democrazia e uno dei sintomi dell’incompleta cittadinanza delle donne e aveva lo scopo di introdurre nello scenario sociale nuove scale di valori basati sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e di uguaglianza tra uomini e donne, cosi come sull’esercizio della tolleranza e della libertà all’interno dei principi democratici di convivenza, tutto questo in una prospettiva di genere.
Il Piano, si costruiva fondamentalmente intorno a due tipi di attività che erano appunto la prevenzione e la sensibilizzazione e prevedeva la partecipazione coordinata di più enti territoriali, del Governo e delle Amministrazioni pubbliche.
Esso si estendeva su vari assi prioritari di attuazione: quelli tematici, che definivano gli ambiti d’attuazione e quelli trasversali che prevedevano interventi trasversali comuni all’insieme del Piano. Venne indicata, al settimo punto degli assi tematici su cui verteva, anche la comunicazione, considerata uno dei vertici principali attorno al quale lavorare per poter prevenire e che troviamo al centro del nostro focus d’indagine; veniva affermato infatti che i professionisti e le professioniste delle agenzie di comunicazione e pubblicità svolgono un ruolo fondamentale nella trasmissione di valori e di principi che, invece di promuovere la permanenza di stereotipi discriminatori, contribuiscano in modo effettivo a combattere il fenomeno della violenza contro le donne.
Era pertanto conferito un certo valore alla comunicazione e alle consecutive campagne pubblicitarie, considerate utili nell’attuazione e vennero pertanto stabilite delle precise misure d’intervento.
Evitando di estenderci oltre, possiamo affermare che il secondo Governo Zapatero (2008-2011), come emerge consultando gli articoli pubblicati dal Partito socialista operaio spagnolo a questo proposito, seguiva ancora questa linea, muovendosi per la difesa dei diritti della donna e della sua incolumità fisica e psicologica, continuando a sfruttare per i suoi fini la comunicazione e i suoi strumenti; tra gli articoli, ne citiamo in particolare uno che dà titolo a questo capitolo, datato 26 marzo 2008, nel quale la segretaria del ministero dell’uguaglianza del PSOE, Maribel Montaño, parlava proprio di «tolleranza zero verso qualsiasi tipo di machismo», dichiarazione fatta a seguito di alcuni casi di discriminazione in ambito lavorativo e di atti di violenza accaduti in Spagna in quei giorni. La responsabile socialista affermava infatti, come si legge nel terzo paragrafo dell’articolo, che la discriminazione è illegale «poiché va contro i valori della costituzione e contro la legge sull’uguaglianza in vigore già da un anno» e sottolineava inoltre che tale politica ugualitaria effettuata dal governo socialista lottava in maniera univoca «contro quei tipi di comportamenti che hanno come base la discriminazione, di cui soffre in Spagna la metà della popolazione e da dove sorgono comportamenti detestabili come la violenza contra la donna».
Ante el maltratador, Tolerancia Cero è lo slogan della campagna pubblicitaria contro la violenza di genere promossa infine dal Ministerio de Igualdad di Zapatero in quello stesso 2008, il cui titolo possiamo pensare prenda spunto proprio dalle parole della Montaño. Tale campagna andava a integrarsi con il Piano Nazionale di Sensibilizzazione e Prevenzione alla violenza di genere suddetto; a seguito di questa campagna furono diffuse negli anni seguenti dallo stesso ministero varie campagne dedicate allo stesso tema e sullo stesso stile, in cui venivano coinvolti anche personaggi famosi, tra cui ricordiamo “Saca tarjeta roja al maltratador” del Marzo 2010 o “Si la maltratas a ella, me maltratas a mi” del Novembre 2012.
Possiamo aggiungere, come ricordato da un articolo del 1 Agosto 2008, che Zapatero mise alla presidenza del ministero Bibiana Aido, una donna che emerge per la sua carriera di servizio pubblico in favore dell’uguaglianza (in seguito anche segretaria di Stato e nel 2011 nominata assessore dell’Agenzia ONU per le donne). In qualità di ministro presentò finalmente questa campagna con l’obbiettivo, secondo le sue parole, di rifiutare dalla società e isolare tutti coloro accusati di violenza contro le donne. La campagna, creata per mano dell’agenzia pubblicitaria ArnoldFuel, costò quattro milioni di euro e si articolava in più soggetti e su più mezzi: fu emessa per televisione, radio, stampa, affissione e Internet con un totale di 1281 inserzioni.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi audiovisiva e pubblicità progresso: il caso di ''Ante el maltratador, tolerancia cero''

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Informazioni tesi

  Autore: Dalila Cito
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Teorie e Metodi per la Comunicazione
  Relatore: Emilio Sala
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

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Parole chiave

pubblicità sociale
pubblicità progresso
violenza domestica
violenza di genere
femminicidio
tolerancia cero
ministerio de igualdad
campagna di sensibilizzazione

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