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Petrolio e sviluppo locale. Il caso Basilicata

Petrolio in Basilicata: una storia lunga un secolo

Le prime attività di ricerca del petrolio in Basilicata risalgono all'inizio del XX secolo, anche se "già nel XV secolo le popolazioni lucane assistevano al manifestarsi di lingue di fuoco sui monti dell'Appennino. Si trattava del fenomeno delle fiaccole che segnavano il bruciare del metano". Nel 1902 ci furono le prime fuoriuscite di petrolio e gas, ma solo nel 1912 la Società Petroli d'Italia dopo aver ottenuto la cessione dei terreni iniziò le prime attività di ricerca senza comunque ottenere risultati soddisfacenti. Fra il 1920 ed il 1922 delle ricerche mostrarono l'esistenza di una notevole quantità di gas e nel 1933 l'Agip (costituita dal Governo nel 1926) rinvenne la presenza di idrocarburi nel sottosuolo e dopo aver ottenuto i permessi eseguì degli studi geologici che portarono alla scoperta, nel 1937, del giacimento di Tramutola dove, tra il 1939 e il 1947, si eseguirono attività di ricerca e coltivazione. La produzione, seppur modesta, permise all'Italia , colpita dalla Seconda Guerra Mondiale, di sfruttare il petrolio della Val d'Agri al fine di far fronte alle sanzioni che impedivano al Paese di fruire di importazioni dall'estero. Nel 1958, grazie a Enrico Mattei si intensificarono nuovamente le ricerche, fino a portare, l'anno successivo, alla scoperta degli importanti giacimenti gassiferi di Grottole, Ferrandina, Rotondella e Pomarico. Questa prima fase di attività estrattiva si chiuse nel 1959, con l'ultimo pozzo (risultato sterile) perforato da Agip in territorio di Tramutola.
Negli anni 60'nella zona della Val Basento sede di un venne sfruttato in modo intensivo un giacimento di gas che oggi è al centro di un progetto che prevede l'adibizione delle sacche da dove si estraeva a serbatoio di gas che proviene dalla Russia. Attraverso un gasdotto dovrebbe arrivare in Basilicata una quantità di gas che viene messo e rimesso all'interno di quelle sacche che negli anni 60' sono state sfruttate da società come la Snam che hanno poi provveduto alla metanizzazione della Regione . Il secondo periodo, definito di austerity, relativo all'aumento del prezzo del petrolio (dai 7.2 per barile nel 1970 ai 7.8 del 1974) dopo la guerra del Kippur indussero l'Agip ad intraprendere una nuova campagna di ricerca che consentì di individuare nel sottosuolo della Val D'agri dei giacimenti minerari e permise di avviare la fase di sviluppo e di sfruttamento intensivo delle risorse presenti nel sottosuolo del territorio interessato. Negli anni '80, la ricerca si spostò nell'area di Viggiano e l'anno successivo venne avviata la perforazione del pozzo "Costa Molina 1" (concessione di coltivazione affidata All'Agip nel 1984) nel quale successivamente venne scoperto il giacimento denominato "Trend 1". Sempre negli anni '80 altre compagnie petrolifere si affacciarono sul territorio lucano ottenendo il permesso di ricerca "Monte Sirino" (affidato alla Società Petrolifera Italiana e alla società Fiat Rimi) e il permesso per la perforazione del pozzo "MonteAlpi 1"con la relativa scoperta del giacimento. Il rinvenimento di un olio di buona qualità ha permesso una produzione di circa 1700 barili/giorno corrispondente a 85000 tonn./anno di greggio.
Nel 1989, inoltre, venne scoperto il giacimento "Tempa Rossa" che oggi comprende sei pozzi: cinque nel comune di Corleto Perticara e uno nel comune di Gorgoglione. Il complesso petrolifero ha a disposizione una riserva di 400 milioni di barili di olio equivalente. Oltre alla previsioni di altri due pozzi (che vanno ad aggiungersi agli altri sei) i partner commerciali Total E&P Italia S.p.A e Shell Italia E&P S.p.A, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni a livello nazionale e regionale, hanno preso la decisione finale di investimento nel progetto "Tempa Rossa" che include anche l'installazione di un centro di trattamento per la separazione e il trattamento degli idrocarburi estratti nel Comune di Corleto Perticara e un centro per lo stoccaggio del gpl per una capacità complessiva di 3.000 metri cubi nel Comune di Guardia Perticara. Il vero sviluppo dell'attività petrolifera in Basilicata inizia negli anni '90 quando furono scoperti i giacimenti situati nella Val d'Agri e nell'area Camastra-Alto Sauro. Infatti, nel 1991, a pochi metri dal pozzo "Montealpi 1" vennero perforati il "Monteapli 2" profondo 4.000 metri, "Montealpi 3" e il Montealpi 4". Alla fine del 1992 fu rinvenuto, inoltre, il petrolio dal pozzo " Cerro Falcone 1" in agro di Calvello, distante circa 20 km dai pozzi "Montealpi" di Viggiano. Dal 1990 al 1993 il Ministero dell'Industria conferì ad AGIP le concessioni di coltivazione Grumento Nova , Caldarosa e Monte Enoc /Volturino . Nel 1995 risultavano perforati e in corso di perforazione 18 pozzi. Nel 1996, per la prima lavorazione del petrolio si costruì a Viggiano il Centro Olio "Monte Alpi" con una capacità di trattamento di 1.200 m3/giorno di olio, equivalenti a 7.500 barili/giorno e 300.000 m3/giorno di gas. In anni successivi è stato poi costruito un oleodotto che trasporta il petrolio greggio trattato nel Centro Olio alla raffineria ENI di Taranto , mentre in precedenza lo stesso trasporto era effettuato attraverso l'uso di camion cisterna, come in piccola parte avviene ancora oggi per i pozzi che non sono collegati alla rete di raccolta. Nel 1999 la concessione Costa Molina venne inglobata nella concessione Caldarosa e nell'area della Val d'Agri, di pertinenza delle concessioni Grumento Nova, Volturino e Caldarosa, esistevano 24 pozzi, perforati a partire da 20 postazioni. Nel 2001 erano due le concessioni esistenti in Val d'Agri: la concessione denominata Grumento Nova, delle società ENI S.p.A. e Enterprise Oil Italiana S.p.A. (unificazione delle concessioni di Grumento Nova, Caldarosa e della porzione sud orientale della concessione Volturino) con scadenza fissata al 26 ottobre 2019, e la concessione Volturino . Nello stesso anno entrò in esercizio il Centro Olio Val d'Agri (COVA) quale ampliamento del preesistente Centro Olio Monte Alpi, in funzione dal ‘96. [...]

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Informazioni tesi

  Autore: Carmen Cilibrizzi
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Sociologia
  Relatore: Vando Borghi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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