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Droghe: cosa sono. Effetti, rischi, prevenzione.

La situazione attuale del consumo di droghe fra i giovani: fattori di rischio, meccanismi di protezione, percorsi di prevenzione e cura

Essere giovani non è sempre facile. Soprattutto in un periodo di crisi dove non si hanno prospettive tangibili. Essere giovani richiede responsabilità, che non sempre si è in grado di assumere. In quest’ottica, allora, sembra che l’unica soluzione sia quella di fuggire dalla realtà in cui ci si trova, rifugiandosi in dimensioni distorte che alleviano le ansie, le paure.
Il tutto, però, è momentaneo. Assumere droghe o bere alcol fino a star male non è la via adatta per risolvere problemi. Anzi, arriva addirittura a causarli e peggiorarli. A lungo andare può anche portare alla morte. E non solo quella fisica. Ci si sente annientati, deboli, vulnerabili, non adatti al mondo.
Essere giovani vuol dire essere indirizzati, aiutati a comprendere quelli che sono i comportamenti più sani, a capire i rischi in cui incorrono a causa del loro agire trasgressivo. Infatti, è evidente come il consumo di sostanze nocive rappresenti per i giovani non solo una evasione dal loro vivere quotidiano, ma anche e soprattutto una variante del divertimento.
La droga (ma anche l’abuso di alcol e sigarette), è inquadrata come “social problem”, cioè accomunata dall’insieme di condotte considerate devianti. Le condizioni che favoriscono il fenomeno dell'uso di droghe sono, perciò, individuate in situazioni di disorganizzazione sociale, demoralizzazione, tensione sociale, assenza e disintegrazione di regole morali di riferimento per l'individuo. Date certe condizioni strutturali, alcuni soggetti saranno più esposti a situazioni di marginalità ed esclusione sociale e quindi saranno più inclini ad intraprendere questo tipo di azioni.
Il sociologo Howard Becker (2003) spiega come colui che decide di assumere qualsiasi tipo di droga ha imparato a rispondere sì alla domanda “è piacevole?” e diventerà un consumatore regolare quando è sicuro di rispondere affermativamente anche alle istanze “è opportuno? è moralmente corretto?”
C’è da sottolineare come i giovani si approccino alla droga fin dall’adolescenza: si comincia dalla cannabis, a 15 anni, e nel giro di cinque anni si passa a sperimentare sostanze che danno allucinazioni (Lsd e funghi), fino ad arrivare a droghe che aumentano le performance psicofisiche (anfetamina, cocaina), per finire a sostanze che alterano o hanno effetti sedativi (alcol, oppio, eroina e morfina). I ragazzi, poi, comprano e prendono stupefacenti di cui non sanno nulla, associandoli ad alcol o a psicofarmaci, oppure usano droghe per contrastare o amplificare gli effetti di altre droghe. I profili più preoccupanti sono quelli di chi mischia alcol e droga, consuma più sostanze, è inesperto e mosso dalla voglia di provare. Questi comportamenti non sono solamente devianti, ma diventano scenario della società giovanile stessa, che porta a definire taluni atteggiamenti come parte di una cultura del rischio che prenderà il sopravvento, se la si continua ad alimentare.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Droghe: cosa sono. Effetti, rischi, prevenzione.

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Vincenza Mucci
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità
  Relatore: Lucia D'Ambrosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

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Parole chiave

prevenzione
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